Primavera e rinascita: un inno alla vita!

La tanto attesa Rinascita primaverile da giorni canta il suo inno vitale

di “LaRose”

Il mese di marzo è fiorito sotto ai nostri occhi assetati dei suoi colori! Le linfe degli alberi risalgono gonfiando gemme e boccioli. Immancabilmente, come ogni anno, rieccoci tutti alla ricerca dell’ultimo miracoloso preparato “DETOX“, depurazione primaverile, che, con le modalità classiche del “tormentone”, riempie prime pagine e rubriche salutistiche… e diciamolo…ci fa perdere anche un po’ della vera naturale poesia della primavera.

Ma non sarebbe meglio prima riconnettersi al meglio con questa stagione dentro di noi, in maniera meno consumistica ma più saggiamente selvatica?!

In questa stagione la medicina cinese colloca la loggialegno, al colore verde, all’organo fegato, che per risonanza energetica riconducibile all’energia primaverile e alle fasi iniziali quindi alla nascita, ai nuovi progetti, al cambiamento, al dinamismo, al vento, all’est, al coraggio e alla determinazione e come momento della giornata, all’alba.

Allora siate insoliti e sorprendetevi!

Usciamo di casa al sorgere del sole e immergiamoci nella prima oasi di natura che incontriamo sul nostro cammino. Ricominciamo questo nuovo ciclo stagionale cercando di carpirne i messaggi non solo con la mente, ma con tutto il corpo e con tutti i nostri sensi…concediamoci un bagno di bosco, magari mattutino e proprio all’alba! Riconnettiamoci alle nostre vere radici facendo esperienza dell’ambiente che ci circonda e dei luoghi selvaggi, pieni di potenziale, già di per sé terapeutici e purificanti.

Le albe primaverili riportano in luce un vero pieno di vita! Un insieme di suoni, odori, colori e immagini che durante l’inverno erano rimasti a lungo sopiti: rondini, regoli, verzellini e fanelli, con il loro cinguettare, schiudono i nostri occhi già alle prime luci del giorno…

Rimandiamo la colazione, magari prendiamo solo qualche goccia del fiore Hornbeam, per uscire dal torpore del sonno, e, mentre il sole sorge, calziamo un bel paio di stivali da campagna (i più temerari possono andare anche scalzi!) e rechiamoci nei pressi di qualche pendio per fare esperienza dell’umido rinvigorente connubio tra terra, erba e rugiada. Non c’è nulla di meglio che lavarsi il viso con la rugiada mattutina.

Provare per credere!

Proprio come fanno le nostre sorelle erbe, quando la “guazza” del mattino le benedice rinnovando la forza nelle loro radici, rettitudine e flessibilità nei loro steli, intensità e ardore nelle loro saporite foglie e nei profumati fiori. Dopo aver attinto un po’ di rugiada e averla portata ai nostri occhi la nostra Anima avrà ricevuto il vero messaggio del risveglio di cui è piena la primavera. Un leggero e delicato sussurro dell’aria basterà per asciugare e rinfrescare la nostra delicata pelle del viso dopo questo bacio umido e selvatico, quella brezza leggera, che esprime al meglio l’elemento che abita “Primavera”.

Basterà a ricordarci chevento“, “movimento” e “rinnovamento sono le parole chiave di questa verdeggiante stagione!

Muoviamo ora qualche passo e osserviamo il suolo…alla ricerca di altri messaggi dal mondo vegetale!

Il giallo Tarassaco spicca sul verde prato!

Fiore somigliante nel colore alla bile, e per forma simile ai lobi epatici, beh, il suo messaggio al caro amico fegato mi sembra molto chiaro!
Si tratta di una delle piante più nutrienti disponibili, offrendo più vitamine e minerali, di qualsiasi altra pianta su questo grande pianeta.
Una tazza di foglie di tarassaco contiene 1 volta e 1/2 i requisiti USDA giornalieri raccomandati per la sola vitamina A
Inoltre contiene anche vitamine B1, B2, B5, B6, B12, C, E, P e D più biotina, inositolo, ferro, calcio, potassio, fosforo, magnesio e zinco! Poderoso antiacido, antiossidante, astringente, amaro, calmante, decongestionante, depurativo, digestivo, diuretico, febbrifugo, ipotensivo, stimolante immunitario, lassativo, nutritivo, rigenerante, stomachico, tonico e vulnerario. Le radici sono antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, antireumatiche, lassative, astringenti, amare,coleretiche, calmanti, decongestionanti, depurative, digestive, diuretiche, epatiche, stimolante immunitario, lassative, nutritive, purganti, sedative, stomachiche e toniche.
I fiori sono cardiotonici, emollienti, epatici e vulnerari. Anche la linfa dello stelo è utilizzata, essendo un calmante, antimicotico e vitaminizzante.

Raccogliamone, chiedendogli permesso, qualche giovane foglia per la farne una tisana a colazione e, perchè no, anche per l’insalata del pranzo e la depurazione avrà inizio!Ringraziamo il Tarassaco e congendiamoci perché qualche metro più in là già vedo le slanciate foglie di piantaggine lanceolata, che da giovani hanno uno speciale retrogusto di fungo porcino (così come anche le sue infiorescenze), le quali fanno capolino come “orecchie di lepre”, ottime per preparare risotti!

Plantago, l’umile pianta del “cammino” perché, un tempo, i viandanti la applicavano come di soletta o di cerotto sulla pianta dei piedi, lesionati dal camminare. Le sue foglie venivano impiegate come impacco da porre a contatto con le ferite, per bloccare il sanguinamento e favorire la guarigione e la cicatrizzazione. Utile rimedio lenitivo anche per le punture di insetti.
La tradizione popolare narra che le foglie siano formate da cinque fili d’erba cuciti da una fata, per aiutare un sarto che aveva venduto la sua anima al diavolo.
Saranno forse queste leggende oppure l’umido del mattino, ma sento qualche brivido…

Meglio muoversi e saltellare un pò per riscaldare il corpo e rompere la stasi degli schemi e dei torpori invernali.
Correre in discesa è fortemente liberatorio e tra le zolle c’è il simpatico rischio di fare anche qualche bel ruzzolone ma.. l’atterraggio sul grano in erba è sempre morbido!

Se avete un amico a 4 zampe al vostro fianco, o qualche cucciolo di uomo, lasciatevi ispirare dalle loro spontanee movenze e liberate la mente dai fardelli dell’età adulta. Anche questa è depurazione.

La medicina cinese insegna che in primavera l’elemento naturale, che parla al nostro corpo, è il legno espressione degli alberi e della loro costante ed elastica e continua crescita tinta di verde e marrone.
Il vento è la voce della primavera, l’energia di questo elemento si esprime e si muove attraverso il mondo vegetale, i fili d’erba e le folte chiome tutto in natura danza grazie al vento, così come nel nostro corpo i tendini, i muscoli e gli arti sono mossi dall’energia del fegato che gonfia le nostre vele con il suo poderoso Qi dal fare pervasivo, irruento, creativo e illuminante che sta a fondamento dei grandi cambiamenti e della voglia di rinnovamento che ci abita in questa stagione in cui i nostri progetti riprendono vita e vigore, come germogli, come getti pieni di nuova linfa che risale!

Un fegato non in salute porta la persona ad essere impaziente, irosa e con sentimenti di rabbia. Invece un fegato ben equilibrato porta la persona ad essere paziente e tenace, con ampio potenziale di rinnovamento: il rinnovamento appunto primaverile.

Dentro di noi l’energia del fegato assume il compito fondamentale di armonizzare, organizzare e permettere la libera circolazione del Qi, del sangue e dei liquidi, ruolo simile a quello di uno stratega militare o di un direttore d’orchestra; per questo è in stretta collaborazione con tutto il nostro corpo, e per questo il suo movimento nel meridiano corrispondente condiziona:

  • il nutrimento e la salute dei nostri muscoli,
  • il flusso mestruale,
  • la buona digestione degli alimenti – e delle impressioni!
  • Il buon funzionamento dei nostri organi genitali,
  • la natura delle nostre emozioni.

Inoltre governa gli occhi (congiuntiviti primaverili) e si manifesta nelle unghie (difesa e aggressività). Il suo movimento sale e soprattutto ha bisogno di fluidità, di libertà e di possibilità.

Il Fegato teme e soffre la stasi, del corpo come delle emozioni, ogni forma di blocco e di limite. Spesso, quando il Qi del fegato trova impedimento o frustrazione, si esprime con rabbia e rancore..in questi casi Holly, Willow, Crab,  Apple e Vine sono i fiori che possono riportarci all’amore incondizionato e al fluire delle energie armonizzando quel senso di inasprimento, irritazione e tensione dato da energie congestionate e trattenute.
Il movimento legno ci parla dello yang, dinamico, estroverso, veloce nei suoi cambiamenti. Ogni forma di ristagno e di difficoltà nel movimento, a livello fisico e fisiologico, indica quella che in medicina tradizionale cinese viene definita una stasi del Qi di Fegato. Così come ogni forma di stasi emotiva – prevedibilità, apatia, torpore, immobilità, ecc..introversione, difficoltà alla progettazione e all’ intraprendenza, paura, incapacità di prendere decisioni, frustrazione, mancanza di radicamento, ansia, insonnia, sonno agitato.
È il fegato a dare entusiasmo e vitalità alla nostra vita, a bilanciare i diversi volumi delle emozioni che si affacciano costantemente alla nostra coscienza e che chiedono di essere espresse senza rimozioni. Inoltre è la vescica biliare, con le sue espulsioni tempestive di bile che quando occorre offre risposte efficaci ed armoniose nei momenti stressanti della nostra vita, favorendo scelte, decisioni..e facilitando la digestione spirituale.

Ma continuiamo la danza selvaggia tra i campi a caccia di sapori selvatici…e quest’anno pensiamo ad una depurazione alternativa fatta di veri gesti ed azioni e non solo di beveroni!

In realtà non occorre ricercare nessuna formula magica o panacea miracolosa, la natura parla sempre molto chiaramente e un semplice sopralluogo sul terreno sotto casa può trasformarsi in una provvidenziale raccolta di sapere e benessere in compagnia delle erbe, che crescendo sotto ai nostri occhi, portano alle nostre orecchie la voce del grande spirito che pone attorno a noi tutto ciò che occorre al nostro corpo e alla nostra anima, in tutte le stagioni!

 

BUONA SALUTE A TUTTI DAI CAMPI E DALLE TAVOLE DI REMEDIA CHE VI ASPETTA CON I SUOI EVENTI PRIMAVERILI!

Scopri di più, cliccando sui link sottostanti:
Stagionando – La Cosmesi Naturale
Pieno di Vita

 

 

Le straordinarie proprietà delle piante

di Salvatore Satanassi – Naturopata

Capita spesso, per moda o per “recenti studi scientifici” di turno, di riconoscere a qualche nuova pianta proprietà incredibili. Praticamente, una sola pianta alle volte potrebbe sembrare la panacea per ogni malanno. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

Se fosse, avremmo risolto tutti i nostri problemi. Faccio un esempio: mia moglie è una donna straordinaria, bella, sa cucinare, tiene la casa pulita, è una ottima amante e mi ama alla follia, insomma io con lei sto veramente bene e anche gli altri lo possono confermare. Quindi lei, se si potesse clonare, sarebbe la moglie ideale per ogni uomo. Ecco l’errore. Potenzialmente potrebbe essere una moglie ideale per ogni uomo ma in realtà è tale solo per me, poiché con una altra persona potrebbero verificarsi situazioni completamente diverse. Lo stesso avviene con le piante.

Alcune con noi possono non realizzare il loro potenziale, che si determina invece con altre persone. Non è solo l’effetto del fitocomplesso o dell’archetipo della pianta, ma del suo spirito. Come una persona che non sa cucinare ma per te imparerebbe a farlo, così un Tiglio, che dovrebbe rilassare il sistema nervoso, potrebbe nella persona eletta avere anche effetti molto più mirati su tutto il quadro e magari aiutare a risolvere problemi che difficilmente potrebbero essere associati al Tiglio. Oppure una Valeriana nonostante sia ipnotica potrebbe non permettere il rilassamento di certe persone. Le spiegazioni di ciò possono essere tante: dal terreno diverso, ad un quadro complesso, ad un archetipo che non combacia con la persona, a risposte biochimiche inappropriate a quel soggetto, o ad altre motivazioni ancora. Sta di fatto che se riconosciamo che le piante abbiano una loro coscienza ed un loro spirito, noi possiamo chiedere loro il permesso di utilizzarle.

img_9284

E’ per questo motivo che alcuni preparati, come quelli di Remedia, risultano spesso più efficaci di altri: perché viene chiesto il permesso e l’aiuto alle piante, non ci si limita a sfruttare la loro chimica. Ecco perché, per esempio, può risultare sufficiente un rimedio come lo Spirito del Noce dove solo i principi attivi presenti nel preparato non spiegherebbero una azione così profonda e modulante a livello fisico e energetico. Con lo Spirito degli Alberi entriamo infatti in relazione con questa pianta, e sin dal momento della raccolta chiediamo così aiuto e sostegno. Se le siamo affini o simpatici ci aiuterà, nel limite delle sue capacità. Ci vuole molta fede in questa visione e meno in quello che afferma la scienza, che per molti è pur sempre una credenza. Se ci affidassimo anche a ciò che è intuitivo, a quello che sentiamo oltre a quello che dovremmo vedere, potremmo capire che questa relazione tra esseri viventi si alimenta anche di uno scambio su ambiti energetici sottili.

Basti pensare agli shamani, ai popoli delle foreste, ai guaritori di un tempo che senza sapere un fico secco di chimica o biologia, percepiscono che una certa pianta si presta per determinati disturbi, o meglio per determinate persone. La scienza potrebbe asserire che nei secoli qualcuno ha provato, casualmente, l’efficacia di una pianta in corrispondenza di un disturbo, e che poi queste conoscenze si sono tramandate. E’ una versione che lascia alquanto perplessi. Nella sperimentazione dello Spirito degli Alberi, tante persone hanno potuto raccontare le medesime percezioni rispetto ad una pianta, e questo in soggetti dotati di una comune sensibilità. Non si tratta di accantonare la scienza, tutt’altro; essa stessa dovrebbe però tenere conto che ciò che non può, o forse non vuole dimostrare, non può permettere di negarne l’esistenza. La scienza può affermare ciò che sa ma non può negare ciò che non sa. La scienza non è la verità ma il frutto di un percorso votato a evolvere, quindi espressione ancora parziale.

La scienza deve continuare il proprio nobile percorso rifuggendo una posizione dogmatica poiché il dogma è come un recinto elettrico che limita il potenziale.

Le piante, dal canto loro, sono esseri senzienti. E’ dimostrato anche con le macchine della verità applicate alle loro strutture che evidenziano determinate reazioni in base alle interazioni con persone diverse o alle loro intenzioni.

Le piante sono state nella storia del mondo la principale cura per tante persone. È solo la miopia dell’uomo moderno che non riconosce questo potere che va oltre la chimica, con la presunzione che la natura debba asservire completamente la volontà egoica dell’uomo, un essere che vorrebbe vincere la morte senza ancora aver capito che è vita, come lo è l’espirare dopo aver inspirato. Insomma, l’arroganza dell’uomo gli fa credere di poter perfezionare qualcosa che è già perfetto (non si può dire più perfetto!), ciò che già segue una coerenza, una sensatezza, una saggezza. Ancora qualcuno è convinto che la morte sia inconcepibile, un errore, ingiusta, e quindi anche la malattia, senza mai potersi domandare il senso reale delle cose poiché si vuole dare la colpa alla natura cattiva, a qualcosa di esterno a noi.

Forse manca, in tutto questo, una cultura sul significato della vita. Non ce la vogliono insegnare! E la natura, che invece lo insegna se le si vive accanto, viene sempre più esclusa dalle nostre vite impegnate solo a produrre l’illusione di ricchezza e di felicità.

La natura è nostra alleata nel percorso di vita, è la forza che ci può sostenere. Anche le capre sanno di dover mangiare determinate piante in certe circostanze. I fiori di Bach e lo spirito degli Alberi sono l’evoluzione o il ritorno a questa verità che va oltre le proprietà chimiche e va a tracciare una relazione animica con questi alleati.

La scelta dei rimedi dovrà per forza sempre più dirigersi verso modalità intuitive o legate alla sensibilità piuttosto che al solo calcolo mentale. Conta più l’affinità con quella pianta dei suoi principi attivi. In ogni caso, questa è una considerazione e, vera, logica o fantasiosa che sia, non deve sostituire nulla. Semplicemente esiste ed è alla portata di tutti e ciascuno saprà valutare e percepire quanto questa relazione sia potente e tangibile. Trovare alleati è un gioco da bambini, non c’è nulla di più semplice, purché si permetta questo flusso. C’è un mondo che vuole derubare la natura dei suoi tesori più preziosi trasformandola in soli principi attivi che già sappiamo come stanno fallendo per l’effetto tossico che si cela dietro. Invece oltre ai principi attivi (o meglio il fitocomplesso) le piante possono dare il loro aiuto attraverso una relazione e risonanza con il loro messaggio più spirituale.

Questo non è marketing, perché le piante sono nel mondo e sono di tutti e per tutti.Si tratta di imparare a conoscerle.

Se le incontriamo come fossero maestri, perché tali sono, e se gli sarete simpatici, vi aiuteranno!

naturopatiSalvatore Satanassi – naturopata. Disponibile per consigli e consulenze presso Azienda Remedia, il martedì e mercoledì dalle ore 9 alle ore 12,30. Chiama il n. 0547 95352 o scrivi a info@remediaerbe.it