ASCOLTANDO LA NEVE…

di “LaRose”

Cari Amici Remediani,

dal Cuore di Remedia la Neve sussurra il suo poderoso silenzio e le nostre vite non possono che umilmente allinearsi alla sua Ineluttabile Poesia.

Una neve tardiva, inaspettata ma che sembra consolare coloro che, come me, ancora agognavano il freddo rigenerante del nostro amico inverno che quest’anno si era fatto davvero desiderare!

Una neve che a Remedia è certamente, ma solo in parte, “disagio” legato soprattutto all’ EGO LAVORATIVO che deve “fare, fare, fare…” possibilmente tenendo alla larga gli impedimenti al nostro “fare, fare, fare…”

Come i corrieri che non riescono a raggiungerci perché la nostra via ripida ed impervia “Via Laghetti” è sempre un “mondo a parte”! In questi giorni pieni di neve e lastroni di ghiaccio!

Per non parlare di chi tra noi in questi giorni è costretto a lavorare da casa o di chi abita a Remedia è… come dire… beh… bloccato lì!

Ma in parte la NEVE compare come solo le grandi benedizioni sanno fare, scendendo dal Cielo e riconsegnandoci, volenti o nolenti, al valore della lentezza, della contemplazione, all’ascolto del silenzio, digiunando da tutto ciò che caratterizza di solito le nostre frenetiche ed automatiche giornate!

Qui a Remedia c’è chi si “connette” ai nostri amici Alberi cercando di comprendere quali hanno bisogno di essere scrollati dal peso della neve e quali invece no, i nostri ragazzi del reparto agricolo si occupano di questo in queste lente giornate… così IL CUORE di Remedia continua a pulsare grazie a LORO alle loro forzute braccia che spalano e scuotono e ai loro grandi occhi pieni di Amore per Madre Natura.

C’è chi “disoccupato” invece si prende il tempo per osservare le cince, i passerotti, i merli e tutti gli altri fratelli uccelli che cercano riparo o si adoperano alla ricerca di cibo mentre tacciono i loro canti e riducono i loro dispendi energetici al minimo per fronteggiare le difficoltà del gelo.

C’è chi attende impaziente il “dopo-neve”, ovvero quella fase che per molti di noi non è che un fastidio “spaciugoso” di fango grigiastro, ma pura vita per la nostra falda acquifera che potrà rifocillarsi e riempirsi, a poco a poco ricevendo la neve al suo disgelo… così che la nostra estate prossima sarà benedetta da più acqua a disposizione per noi tutti!

Perché solo chi è stato a Remedia non potrà dimenticare i nostri inviti appesi ai muri dei bagni quando la scorsa estate la nostra falda rasentò i limiti storici, a causa delle scarse piogge estive e della scarsa neve dell’inverno precedente! Ricordate? Ma certo! Remedia invitava i visitatori a non tirare lo sciacquone ma ad utilizzare la brocca da due litri presente nel lavandino… suvvia perché buttare 20 litri di acqua potabile per far scendere una semplice pipì?!

L’acqua in ogni sua forma ci fa’ sempre riflettere, apprezzare la sua grande e preziosa magia, la sua intelligenza… la sua spiritualità! E il nostro doverci riunire, in suo nome, oggi, sempre più, con cammini e manifestazioni per preservarne ed esaltarne il VALORE!

A livello cosmico, la pioggia e la neve riflettono diversi modi con cui Maestra Acqua fluisce a noi da un piano spirituale più elevato: l’Acqua, nella cui memoria sono impresse millenarie conoscenze, Acqua che discende da un livello Superiore, piove da un “luogo” più alto e celeste e precipita ad un livello più “basso” e terreno, per tradurre e trasportare a noi il suo sapere, proprio come un flusso di informazioni che viene trasmesso dall’insegnante allo studente!

L’Acqua, in qualsivoglia forma essa scenda, simboleggia la trasmissione di conoscenza che avviene da un livello superiore fino a noi, dal piano celeste a quello materiale, un flusso incessante e multiforme che ora diviene ghiaccio, ora grandine, ora neve… messaggi dal Cielo alla Terra, un tempo definiti presagi, oggi invece… disagi…

L’acqua da sempre è il tramite attraverso cui il livello materiale e quello spirituale interagiscono, elemento cardine in opposizione al fuoco, che danza e s’ingrossa col vento e si mescola alla terra.

Lo scopo della sua esistenza è quello di farci apprendere come creare unità tra due piani in apparente opposizione, CIELO E TERRA, SPIRITO E MATERIA, come poterli integrare in un rapporto più intimo e armonico, proprio come il dottor Bach apprese e insegnò attraverso i maestri Fiori che non a caso si nutrono di acqua e di terra, piccoli scrigni di sapere e virtù, il Fiore ricuce lo strappo tra la nostra Terra e il nostro Cielo interioretra la nostra personalità con tutte le sue crisi terrene e la nostra Anima che se lasciata libera di agire ci ricondurrebbe dritti dritti al nostro talento, al disegno del Sé superiore, alla nostra evoluzione!

L’acqua necessariamente deve assumere più forme …a volte l’acqua scorre sotto forma di pioggia, altre volte forma dei cristalli ghiacciati a diversi gradi, trasformandosi in neve, grandine o nevischio… Solo modificando il suo linguaggio in base allo scolaro che ha dinnanzi, il Maestro potrà, di volta in volta, donare il suo sapere e lasciare che lo scolaro recepisca ed assimili la lezione.

Il ghiaccio per così dire rappresenta l’informazione solidificata, facilmente interiorizzabile; mentre la pioggia appunto rappresenta, a seconda della sua intensità e sopraffazione, una vera scarica di input o piuttosto un carezzevole flusso fiabesco… parlo di quella pioggerella che sa’ farsi apprezzare specie quando siamo senza ombrello!

La neve rappresenta lo stato intermedio tra l’acqua che fluisce e il ghiaccio solido.

In un fiocco di neve sono assemblati tra loro oltre cento cristalli di ghiaccio, i fiocchi di neve sono indipendenti tra loro ma si aggrappano l’un l’altro pur non essendo una cosa sola. Nell’Acqua, invece, seppur esistano tante goccioline, ogni goccia fluisce nell’altra formando un solo corpo acqueo.

Un fiocco di neve necessita di almeno due componenti per potersi formare: oltre all’aria fredda, “SIBERIANA”, come la chiamano in questi giorni i “Signori del Meteo”, servono delle goccioline d’acqua (il vapore) e un nucleo.

Pensate che il nucleo è costituito da polveri, minerali e altre particelle microscopiche che si trovano nell’aria.

Un fiocco di neve perciò si forma quando l’acqua unendosi a queste particelle telluriche e all’aria fredda si trasmuta in un tutt’uno fatto di cristalli di ghiaccio.

Nel Cuore di un fiocco di neve convivono
ACQUA E TERRA, VAPORE E PARTICELLE…
MONDO MATERIALE, la TERRA E
CONOSCENZA CELESTE, l’ACQUA.

Ecco il miracolo prodigioso del farsi NEVE, del fluttuare e del fioccare come solo un intermediario divino può fare, perché la sua natura ideale è a metà tra questi due mondi, Cielo e Terra.

La Neve veicola una conoscenza che è stata più volte trasmutata, arricchita di esempi, metafore ed analogie per divenire visibile e tangibile… nonché spalabile per giorni e giorni!

Per cambiare attorno a noi forme e colori e vestire tutto di bianco! Disorientarci e farci perdere gradualmente ogni riferimento! Perché gradualmente il nostro Spirito si abbandoni e si arrenda alla Dolcezza e al Silenzio!

La Neve lascia che il nostro vero Sé emerga dalle stanche e malconce abitudini frenetiche, il fanciullo interiore è ora libero di ruzzolarsi ovunque e di fare perdere le proprie tracce… all’astuta, rigida e incessante ragione!


La neve cade e i nostri occhi incanta, una purezza di velluto magnetico e candido che copre le imperfezioni della Vita e della nostra quotidianità, nasconde ogni cosa…sotto il mantello dell’invisibilità.

A ciascuno di noi la neve concede una pausa per metabolizzare meglio la Vita, integrare al meglio le nostre personali comprensioni,  un digiuno che può divenire un momento di intensa consapevolezza, un digiuno educativo che ci allontana da tutte le nostre cose da fare, una possibilità di evoluzione libera, leggera, più o meno lunga ma uguale per tutti!

Guardiamo ciò che accade attorno a noi quando nevica, come se il Cielo davvero ci stesse inviando un messaggio importante: smettiamola di consultare dieci volte al giorno meteo.it per sapere previsioni e temperature dal nostro cellulare e spegniamo la TV che racconta ed esaspera disagi che d’altronde esistono da sempre ancora prima della stessa TV! …disagi antichi come la neve!

Staccate la spina e guardate semplicemente fuori dalla finestra per sapere se nevica o quanto nevica, andate fuori in giardino per sentire se c’è freddo e quanto fa freddo, riconnettetevi con la realtà, col vostro corpo e con la vostra Anima… assaporate questi giorni, toccateli, prendetevi a palle di neve… siate felici… datevi per dispersi col resto del mondo! Riconquistate voi stessi!

Che il silenzio vi abbracci, tutti, come una preghiera elegante ed innevata, che ci raduni nell’unità, che ci riporti in dono il tempo perduto, quel tempo che sempre denunciamo di non avere o che non ci basta mai… ora che la NEVE ve lo ridà, ora che la NEVE ve lo rimette tutto tra le mani, se potete, cercate di viverlo!

Nel rispetto armonioso che Madre Natura insegna e celebra, in onore di tutti gli esseri viventi e nell’ascolto delle voci più sottili… fate vostra questa NEVE, proprio come facevate da piccoli, ritornate con la memoria del Cuore a quando col naso appiccato al vetro appannato ridevate beati con gli occhi lucidi di gioia ancora in pigiama perché  oggi nevica e non si và a scuola e forse chissà c’è già qualche vostro amichetto là fuori che vi aspetta per fare MA CERTOOOO il pupazzo di neve o magari….MAGARI una gara con lo slittinoooo!

Diete e dietismo, vecchi dogmi per nuove “religioni”

ALIMENTAZIONE-E-TUMORI

di Salvatore Satanassi – Naturopata

Il tema dell’alimentazione, ora più che mai denso di contrasti, mette in evidenza il fatto che occorra portarvi attenzione e considerarlo non solo come l’ambito del quotidiano nutrirsi, ma come fulcro su cui si è evoluto l’uomo, la civiltà e le relazioni sociali.

Uno sguardo “a monte”

In una visione olistica di tipo esoterico, la realtà è il mezzo, e non il fine, per portare consapevolezza all’esistenza, lo spirito nella materia. Quando acquisiamo nel nostro percorso di vita nuova consapevolezza, nuova coscienza, è necessario il più delle volte, se non sempre, imprimere questa “evoluzione” nella materia e nella vita attraverso un simbolo o un rituale che siano il mezzo per tradurre il mondo spirituale in quello fisico. Questo vale anche per l’inconscio o per la natura, cioè tutto è sintetizzabile in un simbolo che diverrà così l’oggetto di una vibrazione specifica, la forma corrispondente al tipo di coscienza che apporta. Per il fatto che il cambiamento debba diventare un contesto simbolico, e quindi anche fisico-pratico, quando ci troviamo in un contesto evolutivo o di semplice rinnovamento, siamo soliti fare delle azioni concrete per confermare l’avvenuto salto, l’avvenuto cambiamento, l’avvenuta crescita di consapevolezza.

Dieta, cambiamento e cura

La dieta, che rappresenta il fulcro di tanti aspetti legati alla vita di noi umani, si presta pertanto molto bene come elemento che attesti in maniera simbolica una nostra evoluzione, così la cambiamo per manifestare che vogliamo o che stiamo cambiando dentro. A volte stiamo meglio non tanto per il tipo di dieta che abbiamo intrapreso ma per il semplice fatto che è in atto la volontà di rinnovamento. Ci sono centinaia di famose diete che a volte funzionano e a volte no, quindi la variabile più importante è probabilmente la persona e come essa è predisposta.

Tra le cure alternative per il tumore ve ne sono annoverate più di 500, quindi da ognuna di questa qualcuno avrà tratto beneficio, eppure non riescono a prendere piede perché non considerando come elemento centrale l’individuo, prese singolarmente e come del resto anche i farmaci, non possono soddisfare l’intero bacino di bisognosi perdendo quindi la possibilità di soddisfare i requisiti di tipo scientifico, nonostante vi siano stati casi importanti che ne hanno tratto beneficio.

Dalla dieta alla coscienza

Insomma la medicina, come la dieta, è qualcosa che ruota attorno all’uomo/fulcro del cambiamento, che necessita nella maggior parte dei casi di un simbolo esterno che confermi quello che avviene dentro. Che sia un farmaco, una pianta, una dieta, una pratica, la differenza è abbastanza relativa.

Detto ciò, non sono da giustificare atteggiamenti impropri o banalizzazioni troppo semplicistiche, ma può essere utile far partecipe l’uomo del proprio potere, cercando di utilizzarlo in maniera equilibrata verso progetti condivisibili di salute e relazione, etici, adatti ad incarnare l’evoluzione umana.

È forse inutile fossilizzarsi nella ricerca del sistema migliore: non esiste. Esiste la cosa giusta al momento giusto, utile solo in quel preciso momento; non può essere assoluta perché allora saremmo di fronte ad una verità, e per quanto ci giriamo in lungo e in largo la realtà è fatta solo di mezze verità. Le uniche verità sono pilastri che non possono essere scomposte nella dualità di questa esistenza.

Ciò non deve ovviamente creare abbattimento, tutt’altro! Questa comprensione può generare l’entusiasmo per la vita, mentre il concetto di verità, per come lo intendiamo, di solito è qualcosa di statico, quindi qualcosa che si fossilizza, come del resto la morte. La vita è dinamica, ti fa conoscere la dura verità dell’inverno che cambia fino ad essere tutt’altro nell’estate. Saper stare sull’eterno mutamento è la chiave per essere vivi e vitali, quindi adattabili, come l’acqua che è per sua natura umile e viva nonostante abbia in sè la memoria dell’intero universo.

Con questi presupposti, senza voler avere ragione, ciascuno può rispettare meglio le scelte alimentari altrui e nel contempo avere gli strumenti per delineare meglio linee comuni condivisibili e utili realmente a tutti. Ad esempio, la riduzione degli allevamenti intensivi potrebbe mettere d’accordo chi ha a cuore la vita degli animali e chi se ne nutre, portando un generale beneficio in salute delle persone e dell’ambiente.

Lo stesso vale per il biologico, i km zero, il recupero di cultivar locali ed antiche, questo non ovviamente per generare un nuovo business ma dare forza alle micro imprese locali che potrebbero crearsi e richiedere manodopera, quella che prima era impiegata nelle industrie alimentari.

Insomma, la dieta ideale?

É forse quella ricavata dai prodotti della terra che meglio si adattano all’ambiente specifico di chi lo abita: la natura mette a disposizione ciò di cui abbiamo bisogno.

Ad ogni buon modo, le tante diete assolutiste non sono diete bensì cure o mode, consumismo o puro business; per le cure il discorso può essere utile, anche se osserviamo che benché fatte a vita non sempre rappresentano la soluzione al problema.

La dieta ideale può essere allora individuata tra quelle che nutrono di più la nostra coscienza e perché ci sia coscienza nel cibo occorre conoscerlo, viverlo, coltivare, raccogliere, cucinare, vivere sia abbondanza che carenza, uccidere… Esatto, può rendersi necessario anche uccidere, anzi questo avviene sempre, ma andrebbe fatto con coscienza, come facevano i nativi ed in fondo anche i nostri avi. Il coltello uccide “capra e cavoli”, entrambi sono espressione della vita, e la vita sempre si donerà per permettere altra vita. Anche questa è coscienza.

 

Salvatore Satanassi – naturopata. Disponibile per consigli e consulenze telefoniche o via mail presso Azienda Remedia, il martedì e mercoledì dalle ore 9 alle ore 12,30. Chiama il n. 0547 95352 o scrivi a info@remediaerbe.it