E’ tempo di… vaccinazioni naturali

di Hubert Bösch

Quest’ultimi mesi si è parlato molto di vaccinazioni e a sentire i mass media l’unica possibilità che abbiamo per stare in salute è vaccinarci contro tutto e per tutta la vita. Questa campagna di disinformazione, dietro alla quale ci sono fortissimi interessi economici, si basa su una concezione della salute alquanto strana: il sistema immunitario non è in grado di proteggerci da malattie banali. Viene da chiedersi come l’uomo sia riuscito a sopravvivere per centinaia di migliaia di anni con un tale sistema immunitario. Quando fame e mancata igiene creavano situazioni ben peggiori di qualche virus che saltella da una persona all’altra, come insegna la Lorenzin.
E’ vero, oggigiorno fattori come stress, inquinamento e uno stile di vita lontano dalla Natura indeboliscono le difese. Ma sicuramente non al punto da essere in balia di ogni germe. I bambini di oggi si ammalano molto più spesso rispetto a 60 anni fa, nonostante le vaccinazioni. Non potrebbero essere proprio queste a indebolire il sistema immunitario o a impedire il suo sano sviluppo? La Natura ha previsto un “piano vaccinale” geniale e perfetto che funziona a meraviglia. Vediamo come lo possiamo assecondare e sostenere.

Il sistema immunitario

La descrizione del sistema immunitario è, qui, necessariamente sintetica e semplificata, trattandosi di una sofisticata struttura di difesa, organizzata su vari livelli e con diversi tipi di attori che in caso di necessità entrano in azione. In linea di principio si distingue tra il sistema innato e quello adattativo. Il sistema innato fornisce una risposta massima immediata, ma non specifica, mentre quello adattativo fornisce una risposta specifica contro certi patogeni, ma al primo contatto solo dopo un certo lasso di tempo. Tuttavia ha il pregio di conservare una memoria che permette di riconoscere il patogeno e attivare velocemente la difesa specifica in caso di nuovo contatto.

Il sistema immunitario innato inizia da vari tipi di barriere che hanno il compito di impedire l’entrata di patogeni, di catturarli ed espellerli prima che entrino in circolazione. Sono per esempio le sostanze antimicrobiche secrete della pelle, il muco che cattura i patogeni e lo starnuto o la tosse che li espellono. Le barriere possono essere meccaniche, chimiche e biologiche. In caso di infezione il sistema innato attiva una risposta infiammatoria che serve ad aumentare il flusso sanguigno e attirare certi tipi di cellule di difesa. Invece la parte che neutralizza ed elimina i patogeni viene chiamata sistema di complemento che è capace di produrre una risposta veloce e mirata, grazie a una serie di cellule che hanno compiti specifici.
Il sistema adattativo è costituito da linfociti che hanno ricettori per riconoscere obiettivi specifici. I linfociti del tipo B producono anticorpi che riconoscono e si legano agli antigeni, permettendo l’eliminazione dei patogeni. Si chiama adattativo perché in seguito a un contatto con un patogeno si formano linfociti a lunga memoria che intervengono subito, se l’agente viene rilevato nuovamente, procurando una risposta veloce e forte. La memoria rimane per tutta la vita dell’organismo ma solo in caso di infezione naturale. Non è così con la vaccinazioni, in questo caso l’immunizzazione rimane solo per un limitato lasso di tempo.


Il sistema immunitario ha un compito molto vasto che non si limita all’uccisione e all’eliminazione di germi. Deve riconoscere ed eliminare tutto quello che è nocivo per l’organismo, perciò anche sostanze tossiche, cellule danneggiate o alterate, comprese quelle tumorali. Per esercitare bene il suo compito ha bisogno di formarsi tramite allenamento ed esperienza nei primi mesi e anni di vita. Poi durante tutta la vita ha bisogno di essere mantenuto efficace tramite uno stile di vita e abitudini sani.

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Memorie di un con-tatto… a fior di pelle

di Rosa

«È attraverso la pelle»

scrive l’antropologa Asley Montagu

«che diventiamo esseri in grado di amare».

Fin dalla primissima cellula uovo che ci sospinge nel cosmo come unica ed irripetibile scintilla divina, sono presenti in noi MEMORIE. L’unico senso di percezione cui disponiamo sin dal concepimento è il tatto, perciò sulla pelle sono disegnate, scritte, sfumate ma comunque riportate e trattenute tutte le nostre memorie esperienziali e le emozioni che le hanno accompagnate, a iniziare dalle “memorie del grembo”, alle quali continueremo per tutta la vita a far riferimento, più o meno consapevolmente, nell’esprimerci e nel comunicare anche da adulti.

La pelle è il manto che racchiude il concetto originario di “Fiducia”, premessa di ogni atteggiamento positivo verso gli altri, capacità di identificazione con la collettività, presupposto principe di ogni forma di fusione con l’altro, cardine di Amore e di Impegno sociale.

Le primissime esperienze comunicative che apprendiamo si servono solo ed esclusivamente della pelle e quindi del tatto, il tatto nella vita do ognuno di noi, qui e ora, risveglia la memoria delle prime “onde di pressione”, impressioni cioè ricevute dal tocco amniotico sulla pelle quando eravamo embrioni: un tutt’uno fatto di suoni interni ed esterni dalla voce di nostra madre, il ritmo del suo battito cardiaco,le prime variazioni della danza amniotica date dal variare delle sue emozioni, ecco il primo complesso involucro mappatore di un gioco di pressioni riflesso unico perché individuale , orme preziose che la nostra pelle non ha mai più dimenticato. Si chiamano memorie autoplastiche, o memorie del grembo: una culla piena di racconti, di preziosi contenuti, in cui la nostra coscienza può attingere per ampliare la Comprensioni, trovare risposte sono le nostre radici e il nostro germoglio, sono le emozioni legate a vissuti che diventano nostri a prescindere dal fatto che non lo siano, energia Impressa fatta di antichissimo ascolto, energia primigenia che portiamo impressa perché non-espressa ma che ci ha sommerso per lunghi mesi nel mondo delle acque che le veicolava al nostro sentire. La possibilità di ricontattare queste memorie porta con sé quella di liberarne il potenziale energetico, portandolo ad espressione, come insegnano le parole di Luisa Sperandio, MusicArt terapeuta nella “Globalità dei Linguaggi”.

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