Quando la Primavera diventa amletica: aprire le porte all’allegria o chiudersi in casa per l’allergia?

Il Regno animale e quello vegetale ricominceranno a breve la tessitura d’amore, bellezza e abbondanza ritraendo sotto ai nostri occhi Primavera! Rinascita dell’Eros e della Vita. Sogno e Desiderio di libertà, aria aperta, freschezza, leggiadria e pulizia. Passione ovunque manifesta e verde espansione: la linfa risale, riporta turgore ai rami, nutre il sacro progetto della gemma, ove giace sopito e pronto al risveglio il futuro di foglie, fiori, frutti e semi.

Lento ma imperturbabile, il risveglio sarà sotto gli occhi e il naso di tutti e sarà addirittura percepito ancor meglio da occhi e nasi ipersensibili e tendenti a congiuntiviti allergiche e raffreddori da fieno!

Simili ma inversamente proporzionali: allegria&allergia

Dal latino alacer = alacre, allegro, vivace, brioso da cui il termine allegria cioè lo stato d’animo di buon umore che caratterizza chi è felice, gioioso, entusiasta e vivace. Felicità: dal latino felicitas, risale alla radice indoeuropea «fé», da cui il greco «thè», il cui senso primo è quello di fecondità e prosperità!

Pare che l’antica gioia della riproduzione primaverile si tramandi anche nel lessico! Allergia invece è il termine coniato dal medico austriaco C.Von Pirquet nel 1906: deriva da “allo-” ‘estraneo’ e “érgon” ‘azione’. Oltre a una stimolante assonanza tra le parole allergia&allegria, tra le due sussiste un’indiscutibile contrapposizione! Ciò che stimola l’allergia di certo non stimola il buonumore!Non a caso quando qualcuno ha una reazione negativa verso qualcosa, un’insofferenza, un’avversione dice “sono allergico”!

E infine… a dirla tutta c’è una certa inquietante analogia nelle reazioni fisiche nel caso di una forte allegria (raffica incontrollabile di risate) e di una forte allergia (raffica di incontrollabili starnuti): forte rossore, ipereccitazione, naso e occhi che colano, fiato corto!

 

Allergia: la legittima risposta di un sistema congestio-nato e inqui-nato

Una parte sempre più ampia della popolazione comincia a temere anzitempo l’arrivo della Primavera e a erigere strategie per “difendersi” dall’esplosione di energia incontrollata che colmerà l’aria di nemici da combattere. Quanti ancora condividono appieno il paradigma della medicina allopatica promulgatrice della strategia “lottare contro”?

Vista la massa critica in netto aumento mi chiedo quanti sono ancora disposti a credere che il nemico venga dall’esterno e che possa quindi essere rappresentato dal solo polline di una specie che si è evoluta con noi sul pianeta terra. Si osserva infatti che prima dell’insorgere della vera epidemia (quella dello stress) i pollini non avevano mai generato così tanto allarme.

Qualcuno addurrà anche l’ipotesi dell’inquinamento che può validare in parte la tesi, ma non essere definita la vera causa. La vera causa è quella che mi hanno insegnato a ricercare a fronte di un qualsiasi sintomo per giungere alla guarigione e in questo caso più che nell’inquinamento la troviamo nell’inquina-mente!

 

Allarme collettivo

A conferma di ciò vi posso testimoniare che, anche qui, nell’alta valle del Savio, dove ancora respiriamo aria buona, sono sempre più i soggetti allergici che vengono a Remedia alla ricerca dell’aiuto delle piante. Così, anche se l’allergia, a differenza dell’allegria, non è contagiosa, ogni anno, di questi tempi, scatta un allarme collettivo.

Ad essere contagioso è proprio l’effetto allarmistico che si costruisce attorno a qualsiasi fenomeno che nella società del consumismo possa divenire redditizio e basta guardarsi attorno per vedere l’ampia gamma di prodotti da banco, nonché vaccini, che costano centinaia di euro al sistema sanitario, il cui potenziale effetto collaterale, quello dello shock anafilattico, sarà ovviamente a nostre spese!

“Vorrei ma non posso”

Indossando le lenti della Naturopata osservo frequentemente che dentro ognuno di noi, quando non c’è stress o un atteggiamento negativo, c’è lo spazio per il primaverile monito di dirompente allegria e rinascita. Quanto più giungiamo a quella che dovrebbe essere la “festa di primavera” con un carico non indifferente di stress, preoccupazioni di vecchia data magari accompagnate da troppi impegni, meno la Primavera riesce nel suo intento: la stagione vorrebbe infatti alleggerirci da tutto ciò ma in noi trova un “vorrei ma non posso” che giunge dal profondo dell’Anima!

Allora arrivano gli “effetti collaterali” e quel “vorrei ma non posso” si traduce a gran voce nel nostro corpo con una forte reazione avversa, di “estraneità” che sembra trovare riscontro e conferma, simbolicamente e clinicamente, nell’esplosione della cosiddetta allergia primaverile.

Il biotipo allergico: identikit dell’uomo che non deve chiedere mai

Non amo le generalizzazioni, ma, ahimè, il 70% dei soggetti allergici che osservo e ascolto ridisegnano ai miei occhi nitidamente l’identikit del soggetto allergico che studiai alla scuola di naturopatia nelle Diatesi omeopatiche del dottor Menetrièr. Il cosiddetto biotipo allergico o iperattivo spesso non è altro che quello da me definito l’eroe metropolitano.

Ovvero colui dal temperamento forte, biliare, fegatoso, energico, proattivo, allegro, propositivo, il cavallo da corsa che marcia sul cavallo dei suoi calzoni, il “chi fa da sé fa per tre”, il “chi si ferma è perduto”, il biotipo iper reattivo a tutto, scattante, dinamico, che posticipa l’orario della sveglia mattutina fino a che le cannonate non lo buttano giù dal letto ma poi è come un diesel, che, quando carbura, chi lo ferma più? Lo vediamo pronto a esprimere il suo potenziale fino a notte fonda! E ancora il carismatico la cui mente pullula di idee, progetti e nel cui sangue ancora scorre l’energia dei primi cacciatori giunti sul pianeta terra, guerrieri impavidi, dal sistema immunitario iper reattivo, cioè pronto a dare riposte oltre le aspettative di tutti.

Infatti l’allergia è questo: un’iper risposta, una risposta esagerata, non richiesta… ma dettata da ghiandole surrenali che sono in continua modalità “combatti o fuggi”, la modalità prediletta dal biotipo allergico, che dovremmo chiamare più correttamente “iper ergico”, cioè che genera risposte caratterizzate da troppa forza.

Bellicose strategie o rimedi pacifici? 

Molto spesso la prima risposta utile a un organismo che, trincerato su troppi fronti, comincia ad avere risposte allergiche, è abbassare lo stress e l’ansia, che di solito vanno a braccetto. In un organismo stressato e in allerta il carico di istamina è alle stelle: l’esempio classico è l’orticaria da stress! Esiste una stretta relazione tra istamina e ansia perché i livelli di stress, ansia e istamina si influenzano l’un l’altro.

A poco servono le bellicose strategie sintomatiche dell’antistaminico e dei cortisonici, che buttano la polvere sotto al tappeto distruggendo il terreno individuale su più fronti e non vanno alla ricerca della causa, cioè non modificano e non sostengono il terreno stesso che ha originato quel sintomo, bensì lo indeboliscono ancor di più, spostando il conflitto su altri fronti (vicariazione).

Veni, vidi, vici“: Miscela Aller, Olio di Nigella, Spirito del Tiglio 

È pertanto più intelligente esplorare rimedi pacifici, meno lesivi e più risolutivi come Spirito degli Alberi, Gemmoderivati e Oli vegetali ricchissimi di acidi grassi insaturi capaci di stimolare fortemente la riposta naturalmente “antistaminica”, ripristinando a dovere il tono delle surrenali e riportando il sistema al suo livello di energia originaria.

Lo Spirito del Tiglio può agire sulle cause sottili, poiché abbassa lo stato di allerta interiore, aiutando il sistema immunitario e nervoso non solo a non sentirsi più in guerra, ma anche a non agire come se lo fosse, producendo di conseguenza anticorpi. Lo Spirito del Tiglio porta a comprendere le ragioni dell’altro (che in questo caso è il polline), che nel nostro sistema viene percepito alla stregua di un nemico, modulando così a monte la risposta di tipo allergico per scoprire che la strategia collaborativa costa meno sforzi al nostro sistema e dà più risultati.

La collaborazione è la legge della natura: in natura non vince il più forte ma il più adattabile. Il Tiglio ci aiuta ad adattarci meglio possibile anche a ondate di stress o a tutto quello che dall’esterno percepiamo come una minaccia e fa scattare in noi lo stato di allerta che alza il rilascio di istamina e sviluppa ansia, innescando il circolo vizioso famigerato.

Nei biotipi allergici, la cui carica energetica è molto alta, è molto rara la ricerca di aiuto. Si chiede aiuto quando si arriva al picco. Dal picco dei sintomi è un po’ più difficile regredire ma non impossibile.

Tuttavia prevenire è sempre meglio, cominciando l’assunzione della Miscela di Gemmoderivati Aller, affiancata all’assunzione quotidiana di Olio di Nigella e Rosa, a partire da un mese prima del periodo critico.

di Rosa Massari 

Solstizio d’Inverno: prepariamoci a rinascere con il sole

Il Natale del sole

Il 21 dicembre, con il Solstizio d’Inverno, Madre Terra ci riconduce a un momento cosmico molto importante: questa è la notte più lunga dell’anno, l’oscurità trionfa, esprimendosi al suo culmine, e cede il passo alla Luce.

È la quiete dietro il movimento: il tempo si ferma, chiamando il Sole nel grembo della grande notte. Il respiro della natura è sospeso, tutto il mondo attende l’alba. La grande Madre Terra donerà la Luce al bambino divino che è in noi: il figlio del Sole che serba speranzoso la promessa dell’Estate.

La ruota dell’anno gira e, ciclica, detta il mistero dell’eterno divenire: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Nascita, crescita, deperimento e morte. Nascono idee, vengono portati a termine progetti, alcuni di essi si rivelano impraticabili e cessano di esistere. Ci innamoriamo, soffriamo e celebriamo affetti perduti, concludiamo le nostre relazioni, diamo alla luce bambini, diveniamo anziani.

Insieme a Madre Natura possiamo collegare i cicli interiori, individuali, a quelli esteriori, cosmici: intervalli magici, “portali” dove le vicende stagionali, quelle celesti, quelle delle comunità, quelle creative e quelle personali si uniscono, si legano e, rispecchiandosi, danzano insieme.

 

L’importanza del rito di passaggio

Il Rituale, la “Festività”, la celebrazione segue antropologicamente l’essere umano dalla notte dei tempi e lo connette al Divino, che ci parla attraverso la Natura: Fuoco, Terra, Acqua, Aria.

Candele, piante sacre, cibi o digiuni, bevande, incensi, danze e canti: il rito ci accompagna in un momento di vero passaggio e permette di onorare, riconoscere, ascoltare, ci consente di riconnetterci e rispecchiarci gli uni negli altri e nella Natura, per divenire insieme parte del Divino.

Siamo figli del Cielo e della Terra. Ognuno con credenze, usi, costumi, origini, tradizioni e radici solo in apparenza diversi. Ognuno è ugualmente figlio, in cammino, di padri e madri che hanno permesso al nostro bambino divino interiore di nascere e vivere.

Onorare gli antenati è onorare quel bambino divino, la parte di noi che in questo periodo dell’anno ancora attende con fiducia Babbo Natale, scrive letterine, chiede doni, offre luce e sorrisi, diffonde amore incondizionato… perché sa che l’Universo gli risponderà, dandogli esattamente ciò di cui necessita e che lo renderà felice.

 

Il fanciullo interiore

Il Fanciullo Interiore abita il nostro Cuore, proprio là dove le nostre sensazioni si raccolgono e vivono per sempre. Vive con noi la gioia, la tristezza, la rabbia e la paura. Quando ci sentiamo liberi, creativi, intuitivi, magici e giocosi esso è in equilibrio. Perché rappresenta il rinnovamento della vita, la spontaneità e le nuove possibilità. La sua zona d’ombra possiamo vederla nella  parte di noi “infantile” che ci fa essere dipendenti, pigri, “troppo” giocherelloni, superficiali, infastiditi dai problemi, in fuga da responsabilità e doveri.

Il bambino è l’apertura nei confronti del mondo e nei confronti degli altri, è la spinta fiduciosa, luminosa e speranzosa verso la vita e verso il regno puro dello Spirito. Il suo motto è: “credere per vedere”!

 

La magia del dono: un bene comune

Negli antichi rituali si donava alla natura e agli dei… il dono esiste da sempre. Ha origini tribali ma vive anche nelle moderne popolazioni. Può indicare non solo un oggetto ma anche una dote spirituale: io mi dono a te nella mia bellezza, nel mio tempo, nella mia gioia e nel mio talento, in tutto ciò che immaterialmente ho ricevuto in dono dalla natura e dal creatore.

Il dono non può ridursi a una semplice pratica di scambio utilitaristica e materiale! Durante questo Natale impegniamoci perché il dono riviva e resusciti oltre la logica del consumismo. Dare, ricevere, ricambiare, fare rete… il dono istituisce momenti di unione e condivisione che servono a mantenere unita la comunità, dissipare il malumore e le ostilità.

Una forza primitiva e futuristica al tempo stesso vive in tutte le forme di Dono. Riscopriamola! Pensiamo al dono come base per tessere relazioni etiche, relazioni di riconoscimento, che fuggono dalle logiche di dominio degli esseri umani e della madre Terra. Liberi, consapevoli e lontani dal sistema di un’economia fine a sé stessa. Legati e vicini all’economia del bene comune.

 

Vecchi rami e nuove gemme

Ogni fine anno la Natura e il Cosmo ci insegnano l’importanza del liberare e del donare, per lasciar andare. Presto i rami secchi si spezzeranno donandosi alla Terra sotto il peso delle nevi. Così, strutture non più salde né vitali, si lasceranno cadere nel grembo della Terra, senza timore alcuno, ma fiduciose e consce che essa le trasformerà in humus, per dare forza a nuove gemme.

Ciclo imperituro: morte e rinascita. Sotto i nostri occhi le meraviglie della legge dell’alternanza regolano qualsiasi processo, grazie a forze opposte, che, misteriosamente, portano sempre a un compimento. Pieno e vuoto, buio e luce, fine e inizio. Opposti grazie ai quali l’Universo permette a tutto e a tutti la continua evoluzione, donandosi al divenire.

Che cosa sta aspettando il tuo Cuore? Che cosa urge lasciare nel grembo di Madre Terra per proseguire leggeri in questo inno di Rinascita? Cosa sei pronto a donare? Cosa non sei ancora pronto a lasciare? Cosa vorresti che ti venisse donato?

Scrivi la tua letterina. Affidala al Cielo, alla Terra. Fai sogni sereni. L’Universo ti ama.

di Rosa Massari 

Vivere la menopausa come un risveglio a nuova vita

“Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora Primavera”

La visione olistica che la Natura rimanda in ogni suo ciclo e regno offre una chiave di consapevolezza unica anche nell’ambito del sacro femminile. Ognuno di noi sa che la Donna in quanto Madre è rappresentante dell’Anima della Terra, stanca di lotte, saturata e desiderosa di libertà, rinascita, bellezza, vita, unione, abbondanza, accoglienza, conoscenza, saggezza, dinamismo, alchimia. Il corpo femminile con il ciclo mestruale diviene, a partire dal menarca, il regno della relazione con le energie che ordinano il cosmo: in noi rinasce ogni mese l’Albero del Grembo.

Contattiamolo, conosciamolo, ascoltiamolo.

Esplorazione e bisogno di un nuovo linguaggio

Il libro “Corpo medico e corpo femminile: parto, riproduzione artificiale, menopausa”, di Franca Pizzini e Lia Lombardi offre una prima grande possibilità, cioè quella di definire nuovamente la menopausa, partendo da un cambio di paradigma, che comprenda anche un cambio di linguaggio.

Un’opportunità concreta di revisione dell’opinione di questa fase femminile la conia  Eleonor J. Piazza con la “Cerimonia per le donne della Quattordicesima Luna”. Festa-cerimonia, creata nel 1987 da tre donne, per le donne, che supporta e celebra questo fondamentale momento di transizione, che è la menopausa. “Se vi sono tredici lune calanti in un anno, una donna che non ha il suo periodo per un anno, comincerà una nuova fase della sua vita sulla quattordicesima luna calante, vissuta senza sanguinare”.

Innalzare lo sguardo verso altre culture e conoscenze è una chiave che ho scelto e che ho ricevuto nel mio recente “Cammino sul ciclo della Saggia”, grazie a due luminose Maestre di Reiki: Tulsi (Serena Baroni) e Udaya (Luciana Gianotti) de La Città della Luce, che ringrazio e onoro.

Un confronto tra civiltà

  • In molti Paesi dell’Africa, la donna che termina la fase di fertilità biologica raggiunge maggior prestigio sociale in quanto riconosciuta come donna che ha accumulato esperienza e saggezza.
  • In Cina la fase della vita di una donna successiva alla interruzione del Flusso dell’Acqua Celeste, è chiamata “Seconda primavera”. Simboleggia la rinascita dell’energia e il passaggio da uno stadio più yin (cura verso gli altri) ad uno più yang (prendersi cura di sé). La scoperta del Sé avviene solo dopo lo sviluppo dell’energia yang, durante la Seconda Primavera quando mettiamo a frutto esperienze e conoscenze acquisite nel corso della vita, riusciamo a esprimerci in modo autentico poiché rinnovate da questa nuova fase evolutiva. Il processo d’invecchiamento è un viaggio verso la completezza, in cui tutti gli aspetti del nostro essere, il Jing, il Qi e lo Shen – i Tre Tesori – vengono coltivati ed equilibrati, raggiungendo un compendio armonioso”.
  • A Taiwan e in Giappone non esiste un vero e proprio termine per definire la menopausa, viene usata la parola “konenki”, la cui traduzione migliore è “transizione”, cambiamento, inteso più come cambiamento di vita che non cambiamento fisiologico. Ancora oggi l’ingresso della donna nell’ultimo gruppo anagrafico, all’età di 61 anni,è celebrato con un festeggiamento e da quel momento in poi le sue opinioni e le sue richieste sono tenute in grande considerazione. Il termine “konenki”, riassume in sé più eventi, dall’invecchiamento al mutamento delle condizioni familiari, sociali e affettive. Le donne giapponesi non vivono la fine dell’età fertile solamente dal punto di vista biologico, ma come un evento naturale che comporta qualche disturbo, comunque di breve durata, e tendono a sottolineare maggiormente gli aspetti positivi, quasi liberatori, che il konenki regala.

Rompere qualche incantesimo insieme al Noce!

Interessante notare che “i sintomi legati alla menopausa aumentano quanto più cala l’importanza e il rispetto di cui gode la donna all’interno del nucleo familiare e della società: se la perdita della fertilità penalizza il ruolo sociale femminile la percezione dei sintomi è più esagerata”.

La naturopata Simona Oberhammer parla di “effetto nocebo”, termine da lei coniato che definisce il contrario del più conosciuto effetto placebo: “la mente è stata informata riguardo a un elenco interminabile di disturbi correlati alla menopausa, “pensa” che il corpo si ammalerà. E così succede.

Ma la menopausa è davvero tutto questo? Sì, se la donna la concepisce in questo modo. No, se l’approccio è diverso. Cosa può fare il nostro corpo in queste condizioni? Quali messaggi può ricevere? Di rifiuto. Ma quando c’è il rifiuto un’alterazione momentanea si cronicizza, si acuisce! Se la mente è positiva tutto è facile. Se la mente è negativa tutto è difficile!

Scendere l’oscuro ed espandere la consapevolezza” è un messaggio che sento entrare in profonda connessione con questa fase. Dallo Spirito del Noce e dal fiore Walnut, apprendiamo come affrontare profondamente i cambiamenti senza subirli, rompere confini e tabù, riprenderci il proprio potere, espandendo consapevolezza e estendendo la percezione al mondo interiore. Il ciclo mestruale che di fatto non scompare, ma viene integrato nella donna, divenendo un processo meno fisico ma più profondo e interiorizzato.

Lo Spirito del Sorbo: rapportarsi al tempo

Altrettanto in risonanza è il messaggio dello Spirito del Sorbo (gocce e soffio), albero di Brigantia, dea della fertilità e della guarigione, da cui Brigid, Dea dei mestieri femminili. “Rapportarsi al Tempo. Vivere il tempo della propria realizzazione” è il messaggio del Sorbo: tredici sono le foglie, tredici sono le Lune di un anno… la quattordicesima è nel tuo Tempo: il tuo Sè, Infinito.

E’ nel nostro centro che il Sorbo ci incoraggia a stare, libere da limitazioni di spazio e di tempo, ben connesse al senso dell’infinito e a un senso di meditazione continua, in contatto con la nostra vocazione più intima, con la sua attuazione e libera espressione.

Manipura è il chakra che accoglie il messaggio del Sorbo e ci sostiene nel seguire la realizzazione della nostra Vocazione con grande dinamismo, percependo la rotondità del Tempo. Godiamo di questa consapevolezza e portiamola nel profondo. Novembre è il mese più indicato per lasciar morire parti di noi che non permettono la nostra Evoluzione.

Felice konenki, Donne delle Quattordicesima Luna, e un augurio di ascolto e contatto con il proprio sentire profondo, a tutte le donne!

Di Rosa Massari

Come realizzare un infuso fresco, passeggiando tra erbe spontanee

Mi trovo a osservare le amiche piante durante le mie passeggiate all’alba e al tramonto, quando la luce del sole le inonda e ne rimarca la sottile ma vitale trasparenza, che si era sopita durante il troppo calore estivo. In compagnia dei miei amici a quattro zampe, scopro che anch’essi sono stimolati e condotti dal loro sapiente istinto a mangiucchiare le cime fresche e vitali delle piante. Cosa c’è di meglio di qualche cima d’erba per ripulirsi un po’?

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Osservando gli animali mi connetto nuovamente anch’io, avvertendo chiaro il desiderio e la fame di fresco verde, che mi doni pulizia e forza: tarassaco, ortica, fiori di malva, fusti di equiseto e lanceolata piantaggine. Colgo il vostro messaggio; voi che portate ai miei occhi il duplice monito di questo passaggio stagionale: depurazione e rinforzo!

Passeggio e onoro la vostra presenza con gratitudine, nei terreni ora incolti, dove il grano è già stato raccolto e dove la monocoltura spesso ha impoverito la terra. Adorate erbe spontanee di fine estate, riemerse grazie alla frescura e alle piogge, che ricucite e risanate la Madre Terra con le vostre trame di radici e il vostro apporto di preziosi minerali.

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EQUISETO

Prima depurarsi e poi prevenire…

A differenza della Primavera, che parla al nostro fegato sul finire dell’inverno, l’Autunno sussurra all’intestino e alla nostra pelle in previsione dell’inverno.

Lo fa, infatti, dopo l’estate; che per molti di noi è stata una stagione di svago, di viaggi e piaceri, ma anche di sbalzi di temperatura o esagerata esposizione al sole. Piccoli stress e cambiamenti di stile di vita in veste “turistica”, spesso “fugaci ma intensi”, che sempre strapazzano un po’ il nostro apparato digerente, che a fine estate lancia chiari segnali di ingombro tossinico. L’umore è un pochino altalenante, la concentrazione arranca, lo stomaco lancia segnali di fumo… l’intestino fatica a ritrovare l’equilibrio e il suo borbottare si fa portavoce di un desiderio di pulizia e riordino.

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Necessario, quest’ultimo, per garantirci un’efficace prevenzione e un provvidenziale funzionamento del sistema immunitario, la cui risposta viene proprio da un intestino felice e con le idee chiare! Focalizzati e leggeri grazie a un’azione che non sia solo depurativa, ma anche remineralizzante e ricostituente.

Per il cambio di stagione estate-autunno, quando una parte di noi desidera alleggerirsi, ma un’altra parte ci ricorda che è bene anche rinforzarsi, si prestano per una breve ma provvidenziale depurazione alcune erbe spontanee che possiamo incontrare durante una passeggiata, le cui virtù possiamo accogliere sotto forma di infuso, decotto o Estratto Idroalcolico:

Come fare un infuso di erbe spontanee fresche?

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Una volta rientrati a casa dalla vostra passeggiata pesate il raccolto: per ogni 25 grammi di erbe ponete a bollire 300 ml di acqua, molto meglio se di bottiglia. Non solo per apprezzare meglio il risultato finale (poi vedrete!), bensì per onorare il raccolto con un’acqua di pari bontà e purezza. Una volta pesato e calcolato quanta acqua mettere a bollire, lavate fugacemente sotto l’acqua corrente il raccolto.

Ricordate di mettere da un lato l’Equiseto, se presente all’appello, perché, se presente, sarà il primo che “sacrificherete agli Dei” quando l’acqua bollirà. Questo perché per le parti più dure delle erbe o fusti ricchi di minerali (silicio), come quelli dell’Equiseto, è meglio eseguire una vera e propria bollitura a fiamma bassa in una pentola con coperchio (decozione) per almeno 15-20 minuti.

Invece per le altre erbe, fiori, foglie morbide o giovani steli si utilizza il metodo dell’infusione, cioè quando l’acqua bolle si spegne la fiamma, si immergono le erbe per 10 minuti (sempre con il coperchio per non perdere nell’aere tutti i principi volatili)

Filtrate infine il tutto con attenzione.

Ora scoprirete che non solo le tisane fatte con erbe fresche regalano al palato un sapore che risulta molto più rotondo e vellutato, ma offrono ai nostri occhi un vero e proprio spettacolo per l’Anima, dato dal colore finale dell’acqua. Un infuso pieno di quella stessa vitale, fresca e verde brillantezza che durante la passeggiata ci ha impedito di trattenere la nostra mano e il nostro cuore dal coglierle per portarle con noi.

di Rosa Massari

Rimedi per la prevenzione invernale

Il susseguirsi delle stagioni in natura riconduce anche noi, in maniera ciclica, ad affrontare ogni anno tematiche salutiste che ritornano incessanti come un Mantra! La fine dell’estate è una sfuggente ma fondamentale parentesi da carpire, interfase pre-autunnale di pre-congedo, dalla calda stagione in cui già respiriamo nell’aria qualcosa che preannuncia il cambiamento, la fine di un ciclo, la rielaborazione e il lasciar andare. Proprio come avviene a fine agosto in Natura, innanzi a tutto e innanzi a tutti, per tutti coloro che sanno vederlo, coglierlo, viverlo.

Fine di un ciclo da apprezzare, da cercare e celebrare. Come grata risonanza con la Natura, Madre, che ogni volta si offre e diviene per noi Specchio e Scrigno di preziosi processi, proiezioni, visioni, suoni, messaggi che a noi giungono anche grazie ai suoi figli messaggeri: animali, vegetali, minerali e astri. Colei che generosa è Madre ed elargisce nei suoi cicli incessanti il segreto primo di Salute, Forza Vitale, Coerenza.

Prevenzione e rinforzo immunitario

A partire dalle ultime settimane del mese di agosto è utile pensare ai rimedi con cui affrontare il cambio di stagione e quindi a come attuare una saggia prevenzione e un rinforzo immunitario. Ma non solo immunitario, ricordate? “La vera prevenzione comincia dall’Anima”, come scrissi anche nella passata stagione autunnale. L’Anima che, per sostenere al meglio il suo tempio, e quindi il nostro organismo, chiederebbe a sua volta di essere “preparata” al cambio di influssi energetici stagionali, certamente con rimedi più sottili, vibrazionali, i quali dal punto di vista animico possono predisporci al meglio all’onda del movimento energetico “autunno-inverno”. Questo passaggio fisicamente ed interiormente ci fa transitare da scenari più caldi e colorati di rinascita, espansione, dinamismo e gioia, ad ambientazioni più fredde e crepuscolari di introspezione, conclusione, quieta stasi e contrazione.

Non a caso la moderna PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) sottolinea queste interrelazioni rimarcando come il sistema d’intelligenza cellulare e competenza immunitaria sia il terzo grande sistema, network, che, insieme a quello nervoso e a quello endocrino, gestisce la regolazione e l’equilibrio generale psico-fisico nella gestione delle emozioni e nella loro regolazione delle risposte di difesa, sia interne che esterne.

Se questi distretti (psico-neuro-endocrino) non sono in equilibrio (o se siamo sovraccarichi di tossine, fisiche o psichiche), possiamo già risentire del primo cambio climatico, subendo dall’esterno quella piccola prima sferzata di stress che ci mette in crisi. Questo può avvenire in autunno (stagione che vede peraltro la piena ripresa scolastica e lavorativa dopo le vacanze estive) e a maggior ragione può capitare nuovamente con l’arrivo del vero freddo invernale.

Il microbioma

Preparare il sistema immunitario significa avere cura dello stato di salute, reattività e prontezza, che pervade le nostre varie stazioni ghiandolari linfatiche in cui si concentrano maggiormente le funzioni di scambio e le relazione con l’ambiente esterno. Queste stazioni risiedono sì nelle prime vie aree superiori (tonsille, adenoidi, bronchi) ma anche e soprattutto nel tessuto linfatico a carico delle mucose intestinali, in cui gioca un ruolo importantissimo un “personaggio” di grande rilievo e spessore: il microbioma.

Il microbioma è l’insieme intelligente di batteri alleati, le cui varie famiglie formano all’incirca un kilo e mezzo di biomassa, che abita il nostro intestino! Ben un kilo e mezzo di flora intestinale! Siamo esseri abitati da un kilo e mezzo di colonie di batteri simbionti che si adoperano per mantenerci in salute… preso atto di ciò è doveroso averne cura!

Quindi, nella pratica, per concretizzare il proposito di equilibrio, che serva a mantenere un concetto più ampio anche di Salute, possiamo avvalerci di rimedi quali: Gemmoderivati e  Floressenze.

I Gemmoderivati sono i rimedi erboristici che prediligiamo per la loro azione dolce ma profonda e sistemica: giovano infatti alla salute del nostro organismo, specie in miscela, perché l’azione di un gemmoderivato singolo può diventare molto più ampia di quella descritta nella sua specificità a seconda della sinergia con gli altri gemmoderivati della miscela. La potenza di questi estratti merita di venire alla ribalta. Per lungo tempo sono stati sottovalutati, poiché i Gemmoderivati, essendo essenzialmente rimedi energetico-vibrazionali, riescono a dimostrare la loro potenzialità solo se sono fatti con tutta l’attenzione e la cura che richiede questo tipo di preparazione.

La gemmoterapia vegetale è un sistema terapeutico basato sull’energia potenziale contenuta nelle gemme o giovani radici, giovani getti, corteccia di giovani rami, linfa, germogli etc. e in altre cellule “bambine” cioè in continua via di accrescimento staminale. Questa valenza energetica viene rinforzata dalla nostra decisione di floripotenziarli.

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Grazie alla ormai nota e veterana Miscela di gemmoderivati Difese, giunge a noi il grande vigore dell’azione immunostimolante della sinergia di Ribes nigrum, Rosa canina, Betulla, Faggio e Abete: alberi e arbusti dalle proprietà vitaminizzanti, mineralizzanti e corroboranti. Rosa canina e Abete ci preparano alla stagione fredda sostenendo al meglio i processi di assimilazione e ottimizzazione delle vitamine, Ribes mantenendo alte le energie della corteccia surrenalica, per gli antichi sede dell’energia che dà la vita a sostanze ormonali essenziali per il controllo delle infiammazioni e per la risposta allo stress, prima causa di abbassamento delle difese immunitarie. Faggio e Betulla attivano al meglio depurazione, processi di scambio e drenaggi.

Rimedi per la depurazione

Depurando l’organismo e migliorando l’assimilazione di vitamine e minerali fondamentali, la Miscela di Gemmoderivati Difese svolge un’azione completa atta a rinforzare la risposta immunitaria da vari punti di vista. Utile in associazione al Gemmoderivato singolo Juglans Regia, estratto dalle gemme del Noce, per l’azione di protezione in più che viene esplicata sul fronte intestinale, anche grazie alla sua valenza pro-biotica. Il Noce è un albero che vive solo, perché si difende con i suoi essudati radicali dalla presenza di altre specie. Il messaggio di difesa delle sue gemme è rivolto innanzitutto al tessuto linfatico che risiede nelle mucose intestinali, che viene così ripulito profondamente da fattori insidiosi e parassiti.

Questa associazione può rivelarsi un sostegno ulteriore per coloro che spesso incorrono in recidive o che hanno una tendenza più linfatica, che rallenta i processi di reattività immunitaria e li porta a produrre molto muco. Intervenendo in modo dolce ma profondo i Gemmoderivati possono essere assunti anche da bambini, donne in gravidanza (o in allattamento) e da persone anziane.

Per periodi di tempo anche protratti di due-quattro mesi, da valutare sulla base della reattività individuale. In via preventiva si assumano 5-7 gocce per ogni dieci kilogrammi di peso, due volte al giorno, a partire da inizio settembre. In caso di bisogno dopo un’interruzione di 15-20 giorni si può ripetere un secondo ciclo. A un dosaggio più alto (6-7 gocce per ogni dieci kilogrammi di peso sempre due o tre volte al giorno) è utile da impiegarsi anche per fronteggiare emergenze con sintomi più acuti. A partire dal grande freddo troviamo utile alternare questa miscela alla Miscela di Gemmoderivati Tossoprattutto per coloro che necessitano di un rinforzo maggiore sulle prime vie aree e desiderano sostenere la salute di trachea e bronchi perché più predisposti a infiammazioni.

La prevenzione dell’Anima

Ma se la prevenzione comincia dall’Anima, anche altri preparati possono dare spiritualmente più forza ai nostri passi verso l’inverno, Ci si può avvalere per esempio del messaggio di alcune Floressenze:

  • la Floressenza Luce può essere di aiuto per coloro il cui umore, risentendo molto delle diminuite ore di sole tende, ad ingrigire con la stagione, e con esso si abbassa di conseguenza la risposta immunitaria. Coloro che avvertono la necessità di rischiarare e illuminare la psiche, mantenere alta la sua vibrazione e più positivo l’atteggiamento nei confronti delle ostilità esterne climatiche e non, possonon assumerla per affrontare l’inverno in tutte le sue manifestazioni. L’esposizione al sole stimola il sistema immunitario e rende più gioiosi, per cui l’inverno risulta una stagione con maggiori rischi per la salute e l’equilibrio interiore. Luce ci rafforzerà, promuovendo una buona visione interiore, illuminando anche i punti del nostro cuore che temono l’ombra, accendendo e mantenendo brillante la luce della coscienza, per fare in modo che possiamo essere pronti al risveglio di energie che arriverà con la Primavera.
  • la Floressenza Salus potrà invece confortare tutti coloro che con l’arrivo della stagione fredda temono per la propria salute, che percepiscono già un po’ instabile durante tutto l’anno. Salus sostiene la forza vitale guaritrice, aiuta l’anima a sentirsi protetta nell’incontro con le “perturbazioni” esterne di qualsivoglia origine, mobilita i naturali processi naturali di guarigione e infonde fiducia nella nostra capacità di ri-contattarli. Utile quando ci si sente in pericolo o non perfettamente in salute, ma anche durante la stessa “malattia”. Il messaggio dei fiori riuniti in questa miscela aiuta l’anima a non sentirsi abbandonata o priva di protezione spirituale e a non arrendersi di fronte alle intemperie interiori.

Le Floressenze possono essere assunte nell’arco della giornata in dosi di 4 gocce direttamente sotto la lingua. Accogliamo quindi il monito e l’esempio di Madre Natura in termini non solo filosofici, ma anche pratici, predisponendoci anzitempo a fortificare corpo e anima, senza dimenticare di raccogliere e mettere a dimora i semi di nuovi progetti: che il silenzio e il buio dell’Inverno ne abbia cura, perché la Primavera possa inondarli di nuova, limpida Luce.

Buon susseguirsi di stagioni a tutti voi.

di Rosa Massari

L’ombelico: il centro della vita

Sin dai tempi più antichi, l’ombelico rappresenta una zona del corpo molto affascinante. Dalle danze al sari indiano, le donne lo esibiscono per avere un maggiore potere seduttivo, probabilmente mostrando così la loro forza riproduttiva o comunque esibendo un loro punto debole per mostrare la loro forza. Vi è tutta una serie di filosofie che tengono in grande considerazione questo punto anatomico.

A livello fisico si tratta di una cicatrice che ricorda la vita prenatale e si caratterizza per essere l’unica parte a non essere protetta dalla muscolatura come invece avviene grazie agli addominali in tutto il bacino; sembra strano che con lo sviluppo e la crescita questa cicatrice non venga riassorbita.

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L’ombelico presso alcune filosofie 

Potrebbe esserci qualcosa di importante che si cela dietro questo emblema, o si tratta solo di un simbolo che fa parlare di sé per la sua singolarità?

Già la posizione fetale rende onore a questo punto come a volerlo serbare e proteggere, ma anche cadendo a terra per evitare delle percosse ci metteremmo a proteggere quella parte. Ne parla infatti Castaneda: Don Juan (Nagual, sciamano), spiega come comportarsi durante l’incontro con l’alleato, redarguendolo su alcune precauzioni qualora le cose non andassero nel verso giusto: “lasciarsi cadere a terra, togliersi la giacca, metterla intorno all’ombelico e rannicchiarsi come una palla, serrando le ginocchia intorno allo stomaco. Se seguirai queste semplici indicazioni non ti capiterà nulla di male” .

In effetti, oltre alla protezione su più livelli, si riconosce anche nel libro “L’isola del Tonal” che Don Juan spiegando il modo di calmarsi, disse: “il segreto non è nello scuotere la testa, ma nelle sensazioni che arrivano agli occhi dalla zona sotto lo stomaco. È questa che fa scuotere la testa”. E si sfregò la zona intorno all’ombelico.

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La pancia, il secondo cervello

Osho considera l’ombelico più che un cervello. L’anima dell’uomo non è connessa né con la mente né con il cuore bensì con l’ombelico che è il suo centro. Il bambino nasce dall’ombelico e la sua vita termina attraverso l’ombelico. Per coloro che scoprono la verità l’ombelico diventa la soglia.

È ovvio che per molti la mente è l’unica parte pensante, almeno finché essa domina su tutte le sensazioni che il corpo tenta di trasmetterci. Se la mente si ammutolisse, sarebbe ovvio pensare con la mano sulla pancia. Le donne sono più brave in questo perché hanno un legame molto più forte con la pancia visto anche che contiene il potere creativo e la loro consapevolezza di questo centro può maturare enormemente con la maternità se questa viene vissuta nella maniera più naturale.

A ridosso dell’ombelico passano centri energetici importanti, dai chakra ai punti salienti dei meridiani (CV8 SHEN QUE o Palazzo dell’energia spirituale, e poco sotto CV7 YIN JIAO punto di incontro dello Yin), e poi si parla di Tan Tien, Hara… e l’ombelico è sempre lì, lì nel mezzo, il centro, proprio come Vitruvio aveva raffigurato l’uomo che inscritto in un cerchio e in un quadrato ha comunque il centro nel suddetto punto.

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Cosa ci facciamo con l’ombelico?

Spesso lo visualizziamo nelle meditazioni, anzi si parte sempre portando il respiro e la consapevolezza in quel punto, ma di pratico cosa possiamo farci? In effetti nella medicina cinese si può moxare il punto (con il sigaro di artemisia) contro gli attacchi di diarrea. Comunque esistono diverse tecniche che prevedono dei massaggi per questo punto, come lo Shatsu, il Chi Nei Tsang, la digitopressione e la cristalloterapia, ma anche modalità più meditative come il Varna Pranayama o l’ombelicoterapia che si basano più su respiro e visualizzazione.

Si è però voluta trovare un’altra possibilità più pratica per lavorare su questo centro considerandolo una chiave d’accesso per più risorse che devono essere attivate. Sappiamo sfruttare solo il 10% del nostro cervello, e lo stesso vale per l’ombelico. In fondo se l’ombelico è il centro del corpo sarebbe svilente pensare che possa essere usato solo per mitigare una diarrea! Problema che poi può essere legato spesso alla paura oltre che al freddo, infatti si dice “farsela sotto”.

 

Un balsamo per ombelico per correggere memorie errate

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Ecco che è nata l’idea di un Balsamo per Ombelico per bambini e non.

Simile all’Albero del Grembo, non è solo diretto alle donne, ma si apre a tutti, per primi i bambini, dei quali dobbiamo difendere l’unicità, prendendoci cura del loro centro, che è l’ombelico.

L’ombelico inizialmente ricorda la vita prenatale, cioè il legame con la madre fino alla nascita. Attraverso l’ombelico si era collegati alla vita, arrivavano il nutrimento, le immunità, ma anche gli stati d’animo, i sentimenti. E spesso è proprio nell’ombelico che si cristallizzano delle memorie energetiche, come la dipendenza nel senso di mancanza di autonomia, ma anche in generale, compresa quella dalle sostanze e riguardante gli attaccamenti come legami. È dall’ombelico che comincia la vita. A volte può rimanere la paura di incarnarsi, quindi di nascere e far nascere, la paura di crescere e diventare adulti. Secondo Nader Butto dal suo libro “Settimo senso”, l’ombelico, essendo stato il luogo del nostro nutrimento nella vita uterina, ora determina la preoccupazione per la nostra salute, oltre a essere il punto dove riceviamo l’amore altrui.

Per i più piccini

Queste sono tematiche che possono coinvolgere anche i bambini, portati a capricci a volte causati da un eccessiva dipendenza dai genitori, dove anche la separazione per andare a dormire a volte crea insonnia, oppure incubi o il desiderio di non dormire. Sperimentando una formula di balsamo per ombelico, in tutti i casi si è verificato un sonno senza problemi. In diversi casi c’è stato un miglioramento caratterizzato da una maggior serenità e un’armoniosa capacità relazionale.

A parte tutto, la coccola con un leggero massaggio dell’ombelico da parte della madre è già di per sé rasserenante, come a ricordare che anche se non c’è più il cordone si rimane comunque uniti attraverso quel punto, che crescendo magari servirà a sentirci legati e parte del tutto. Interessante poi anche la rapidità di riscontro di questo balsamo che rende mansueto il sonno dei piccoli già dalla prima volta. In effetti per i taoisti l’ombelico rappresenta il Tao, quindi l’espressione dell’equilibrio universale.

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Un’ amica mi racconta che la figlia, oltre ad avere un po’ ritualizzato l’applicazione di questo balsamo prima di andare a letto, ha deciso di sua iniziativa, dopo qualche settimana di utilizzo del Balsamo, di dormire nella sua cameretta, mentre prima era abituata ad andare nel letto con i genitori. Sembrerebbe che oltre a una autonomia maggiore si elabori la paura dell’abbandono, che è un po’ la paura più naturale e diffusa tra i bambini.

Ora abbiamo a disposizione un buon antidoto contro i capricci dei più piccini.

Per gli adulti

Io posso non fare testo, ma con l’utilizzo sono cambiate parecchie cose.

Tutti comunque hanno notato la particolare espansione dell’attività onirica. Francamente già questo mi sembra un ottimo risultato, se si pensa che il sogno rappresenta tutto quello che l’inconscio vuole comunicare, e quindi visto che il dramma comune nasce da una separazione tra anima e corpo, il sogno fornisce i simboli che servono alle nostre comprensioni più profonde come un tentativo più marcato di ricongiunzione.

Certo capire il significato dei simboli poi non è sempre così scontato, ma iniziando a fare attenzione ci si arricchisce certamente di qualcosa. In qualche modo il sogno è anche un’azione creativa, che può ricondurre all’idea dell’energia creativa, chiamata anche Kundalini, che secondo alcuni sperimentatori può essere stimolata da questo balsamo.

Sul piano pratico non penso che tutto ciò sia risolutivo per qualche problema di tipo sintomatico, ma diciamo che può essere un sostegno in chi cerca di migliorare delle situazioni e quindi può essere complementare ad un percorso che si fa in un determinato ambito, o magari quando siamo un po’ alla ricerca del nostro centro.

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Ora quello che importa non è sperimentare questo Balsamo, quanto portare grande consapevolezza all’ombelico, tutti i giorni, nella vita dei bambini e degli adulti, non solo per i meditatori o i maestri di qualche arte, ma per svelarne i segreti a ognuno.

In effetti le applicazioni possono essere le più disparate. Questo Balsamo è un po’ una sintesi generalizzata che dalle prove ha dato interessanti risultati, ma si possono provare a utilizzare tanti rimedi sull’ombelico. Ovviamente quelli vibrazionali come i Rimedi Floreali sono i più adatti, perché un olio essenziale potrebbe essere già troppo invasivo se non ben diluito.

Ombelico: la nostra memoria sottile

Pensate che in alcune sperimentazioni dove si verificavano le relazioni tra ombelico e ipofisi si sono avute risposte molto promettenti. Secondo questi studiosi, l’ipofisi ha il compito di individuare e registrare delle cicatrici energetiche presenti nel corpo in maniera automatica, ma ad esempio nel trauma della nascita il sistema nervoso non è ancora in grado di registrare l’ombelico e lo stesso, penso io, potrebbe avvenire anche in situazioni traumatiche dove non siamo troppo coscienti.

Queste cicatrici energetiche non registrate, possono poi portare ad una dispersione energetica importante. Ebbene, mettendo dei mediatori del sistema nervoso a livello dell’ombelico in forma omeopatica, sembra che la cicatrice venga finalmente registrata e con questa prassi si sono avuti importanti riscontri in casi di anoressia, asma e allergie.

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Anche se il discorso andrebbe approfondito, questo dimostra la particolare capacità dell’ombelico di assumere informazioni sottili. Probabilmente sarebbe interessante capire e verificare se questa antica porta possa essere primaria come accesso ai rimedi, in chi magari non risponde più con l’assunzione sublinguale. Lo stesso potrebbe valere per chi sostiene che la vita prenatale influenzi tutta la vita, ed attraverso l’ombelico si potrebbe agire su tutte quelle memorie legate appunto alla vita intrauterina.

Le componenti del Balsamo

La scelta delle componenti del balsamo in questione, in effetti, tiene conto di queste possibilità e quindi vengono utilizzati fiori di guarigione come il Rimedio Floreale Self Heal o il Rimedio Floreale Star of Bethlehem per i traumi memorizzati in loco, ma anche la stessa biofrequenza dell’ombelico, sapendo delle memorie energetiche che vanno cancellate e sostituite, dando modo alla persona di riscoprire il proprio centro e quindi il proprio sé. Poi sono presenti influssi equilibrati, come lavanda ed ylang-ylang ed altri oli, comunque adatti anche alle classiche colichette dei neonati.

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Concludendo, posso dire di aver visto nell’ombelico un punto da tenere molto in considerazione perché è da lì che possono arrivare tante delle risposte che cerchiamo. Il minimo che possiamo fare è prendercene cura regolarmente; solo tenendovi un polpastrello dentro stiamo già guardando dentro noi stessi. E poi, quanto è meraviglioso quando le danzatrici del ventre concentrate sull’ombelico, danno la possibilità a tutti di cogliere l’essenza più profonda della loro bellezza…

È bello riscoprire se stessi guardando nel centro della propria vita!

di Salvatore Satanassi

Solari Remedia: filtri naturali

I solari di Remedia permettono di tradurre sulla nostra pelle il desiderio di “prendere il sole” senza farci dimenticare l’atteggiamento di reverenza che è sempre bene mantenere nei confronti di questo poderoso elemento naturale prima, durante e dopo l’esposizione!

Nella formula del Latte Solare Aloe e Latte Solare Titanio sono racchiusi filtri esclusivamente naturali, cioè offerti dalla sola presenza di oli vegetali, idrolati, fiori e oli essenziali capaci di sollecitare e sostenere al meglio le difese della nostra pelle veicolandole tutti i nutrienti, le virtù e i messaggi necessari per autogestire il proprio benessere durante la fatidica e, si spera, olistica, tintarella vacanziera.

Latte solare Aloe

Per una pelle già abituata all’esposizione solare desiderosa tuttavia di mantenere un buon grado di idratazione e nutrimento: questa è la formula di solare che idealmente la Natura concepirebbe per celebrare l’estate che sembra davvero un inno all’Aloe! La pianta dell’ Aloe ama accrescersi in posizioni luminose, ben soleggiate, a temperature afose, in un ambiente preferibilmente secco!

Dalle sue foglie affettate a listarelle e poste in macerazione in olio d’oliva Remedia prepara l’oleolito,mentre è dalle foglie intere che viene estratto il suo prezioso gel: rinchiuso e protetto dalla verde cuticola, il gel viene liberato praticando una semplice sezione longitudinale che ai nostri occhi scopre parvenze tanto cristalline da evocare quelle del quarzo bianco! E direi che questa visione eccellentemente esprime l’energia del pianeta che governa Aloe: la bianca luna.

Gel di Aloe vera e rispettivo oleolito traducono sulla nostra pelle attitudini caratteristiche di questa pianta davvero sorprendente. Aloe attinge infatti da suoli sabbiosi e aridi l’energia a lei necessaria non solo per sopravvivere e creare dentro di sé umide riserve di vita ma anche per tradurre questa esperienza sulla nostra pelle, regalandole un ottimo grado di idratazione.

Trasmutare la difficoltà in possibilità.. non dimentichiamo il messaggio del fiore di Aloe:

Non mi arrendo mai. C’è sempre un briciolo di vita che può ricostruire altra vita e tanta energia da raccogliere nel cosmo“.

Il costante apporto di vitamine, aminoacidi e sali minerali di Aloe farà si che la nostra pelle si protegga anche dall’azione dei radicali liberi, prevenendo il più possibile fenomeni di invecchiamento. Tali sostanze nutritive aumentano altresì la produzione nel derma di cellule fibroblastiche, dirette responsabili della produzione di collagene. Questo permette alla pelle di non perdere vitalità durante l’esposizione, evitando anche l’insorgenza di macchie solari o altri segni permanenti.

L’azione di stimolo dell’irrorazione sanguigna epidermica svolta dall’Aloe garantisce una migliore ossigenazione degli strati profondi del derma e quindi rende possibile una più rapida espulsione di quelle che possono essere tossine intrappolate: spesso l’insorgenza di macchie solari deriva dalla mancata capacità che la pelle ha di espellere questi carichi tossinici accumulati, a causa dell’uso di cosmetici non propriamente salubri o di alimenti che affaticano il metabolismo epatico.

Questi accumuli, che in carenza di una corretta irrorazione si concentrano e restano intrappolati, originano nel tempo depositi localizzati di pigmenti chiamate macchie solari o macchie epatiche.

Latte solare Titanio

Per coloro che invece temono i primi raggi di sole, per chi desidera dare alla propria pelle una protezione più ampia, ma anche e soprattutto, per i più piccini, ecco la formula Latte solare Titanio. Il biossido di titanio, o titanio anastasio, farà letteralmente “rimbalzare” i raggi solari dalla nostra pelle. Si tratta di un composto inorganico estratto dal minerale naturale titanio. La natura minerale e cristallina di questo elemento naturale ha un elevato indice di rifrazione solare, superiore a quella del diamante. Questo gli conferisce una capacità intrinseca di respingere i raggi del sole semplicemente creando sulla pelle quel leggero e simpatico film di colore bianco!

Formulazione, posologia e curiosità

Nel caso del Latte Solare Aloe il fattore di protezione solare ha un valore che oscilla tra il 4 e il 5, mentre nel caso del Latte solare Titanio oscilla tra il 7 e l’8, fermo restando che maggiore è la frequenza di applicazione e maggiore sarà la protezione!

L’applicazione della crema o del latte solare deve avvenire ogni 2-3 ore di esposizione al sole, in quantità abbondante. Per ovvie ragioni è salutare non esporsi al sole nelle ore più calde e mantenere sempre un ascolto rivolto alle esigenze della nostra pelle!

Nella composizione base comune alle due formule di questi latti solari troviamo questi oli: olio di jojoba, sesamo, germe di grano e burro di karitè. Questo perché negli oli di sesamo, jojoba e burro di karitè esistono filtri solari naturali traducibili in SPF che oscillano tra SPF 4 e SPF 9. Ricordiamo che il fattore di protezione che può avere un olio vegetale e il suo mantenimento nel tempo sono garantiti principalmente dalla qualità dell’olio in questione e dalla sua modalità di estrazione, che deve essere fin dall’origine della filiera rispettosa e attenta verso le qualità della materia prima, specie nelle sue frazioni più sensibili a calore e ossidazione… pena la perdita delle qualità racchiuse nell’olio!

L’olio di sesamo, caro alla tradizione indiana, è particolarmente benefico per la pelle, in quanto risulta ricco di antiossidanti e frazioni lipidiche, ha un elevato contenuto di sali minerali e vitamine, con particolare riferimento a vitamina A, vitamina E e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3) che permettono di contrastare l’azione dei radicali liberi e prevenire infiammazioni che possono originarsi dall’esposizione solare.

Comune alle due formule anche la presenza di acque aromatiche di Carota, Menta, Lavandino ed Elicriso, quest’ultimo anche in forma di oleolito, ricco in vitamine, enzimi, proteine e minerali che stimolano la circolazione sanguigna agendo come rigeneranti cellulari. Elicriso ha un’azione benefica sulle manifestazioni di tipo infiammatorie che il sole può generare quindi siate previdenti in caso di tendenza all’eritema.

In entrambe le formulazioni troviamo la Viola tricolor, che non poteva mancare sul podio dei rimedi elettivi ambiti dalla nostra pelle, poiché da ultimi studi condotti si è rivelata molto efficace nella regolazione del processo di idratazione della pelle. Incrementa la produzione di acido ialuronico e la sintesi di acquaporine, indispensabili al trasporto di acqua nel derma, migliorandone la permeabilità e l’assorbimento dei nutrienti.

Solarizzarsi e floripotenziarsi… in una parola Remediarsi! 

Per potenziare energeticamente l’azione di difesa in entrambe le formule dei solari di Remedia vengono aggiunti dei rimedi floreali, i quali rilasciano vibrazioni e messaggi utili alla nostra anima e alla nostra pelle: Impatiens, Vervain e Iperico, Quest’ultimo affiancato dall’omonimo oleolito. Sono i fiori che apportano a livello epidermico capacità di difesa e adattamento infondendo virtù quali riequilibrio, calma e moderazione, confortando il cuore delle nostre cellule epidermiche, specie quando un eccesso di sole può aver impresso troppo calore causando rossore o infiammazione.

Facilitare un’abbronzatura silvana e campestre mantenendo la pelle morbida, fresca e luminosa

  • Per le pelli già solarizzate, pelli silvane e campestri, desiderose di condividere col sole un intimo contatto che non necessita di filtri.
  • Per coloro che già dalla Primavera hanno accolto il messaggio dei raggi solari e quindi hanno il derma pronto per un’abbronzatura dalle tinte davvero indigene.
  • Per coloro che spesso dimenticano di coccolarsi un po’ perché la loro natura YANG li spinge oltre e a gran velocità verso l’estremo YANG del Sole e dell’infuocata estate…

per voi Remedia ha pensato ad altri due preparati l’Olio Solare e l’Acqua Olio Solare che vi permetteranno di mantenere a lungo il vostro manto dorato ma soprattutto, nel tempo, di mantenerlo giovane e in salute!  

L’Olio Solare si applica su pelli già abituate al sole e ne basta una piccola quantità, magari ripetutamente distesa prima e durante l’esposizione. In questa formula l’Olio di Cocco, Elicriso e Iperico fondono tradizioni esotiche e mediterranee accomunate dal vivere in terre baciate dal Sole! Il Mallo di Noce è presente al loro fianco perché essendo un abbronzante naturale facilita il colorito bronzeo accelerando di fatto i processi di melanogenesi indotta dai raggi UVB*, ma allo stesso tempo protegge l’epidermide dai raggi UVA*. Le note degli oli essenziali rendono prestigio e un’aromatica enfasi: Vaniglia, Sandalo, Lavanda e Camomilla romana dalle spiccate proprietà antiossidanti, sedative, lenitive e rinfrescanti che orchestreranno al meglio in questa sinfonia di erbe il loro comune intento: tingerci di giallo oro, mantenendo la pelle vitale ed elastica come i petali dei fiori nelle nostre temerarie erbe di campo.

Per i più dinamici è nato invece lo Spray Olio e Acqua solare. Alle qualità dell’olio si uniscono qui le preziose proprietà delle acque aromatiche di Lavanda, Menta e Salvia, che idratano, apportano frescura, rendono il preparato facilmente applicabile, assorbibile e delicato. Miscelando le due fasi (oleosa e acquosa) si ottiene un’emulsione “estemporanea”, la cui applicazione è facilitata dal pratico formato spray. Inoltre è resistente all’acqua!

Dopo l’esposizione al sole, per nutrire, lenire e donare ristoro

Ricordiamo l’importanza dell’applicazione della Crema Doposole, utile nei fototipi più delicati anche prima dell’esposizione per mantenere nutrimento e protezione costanti durante l’esposizione. Dopo l’esposizione al sole la pelle ha bisogno di essere calmata, nutrita e aiutata a mettere in atto i processi riparativi necessari.

Composta da cera d’api e oli di Sesamo, Oliva e Jojoba, Oleoliti di Iperico, Camomilla ed Elicriso, arricchita da oli essenziali di Lavanda Vera, Vaniglia e Citronella, contiene i messaggi dei rimedi floreali di Vervain, Holly, Saint John’s Wort. La formula doposole riporta all’equilibrio tutte le manifestazioni che compaiono tipicamente alla fine di una giornata al mare, quando la pelle appare più stanca, secca, arrossata, desiderosa di riparazione, di idratazione, di ritornare alla sua naturale luminosità accelerando e recuperando al meglio i processi di autoguarigione.

Buona tintarella olistica a tutti!

*L’abbronzatura è una protezione per il nostro DNA. Quando ci esponiamo al sole la pelle rischia di subire danni alle cellule che rinnovano lo strato esterno dell’epidermide. Come protezione le cellule vicine (melanociti) producono melanina. Anche se siete molto abbronzati sappiate che comunque l’abbronzatura protegge solo dai raggi UVB, cioè dagli stessi raggi che inducono produzione di melanina. Essi sono i primi responsabili delle scottature. Si fermano a livello dell’epidermide e per questo la loro azione è meno rilevante per l’invecchiamento, ma può causare eritemi e ustioni. L’abbronzatura lascia però passare i raggi UVA, che non sono raggi abbronzanti, poiché non stimolano la produzione di melanina. Essi costituiscono la prima causa di danni cutanei a lungo termine, penetrano in profondità e raggiungono il derma, danneggiando le fibre elastiche e il collagene. Possono procurare nel tempo invecchiamento precoce, macchie cutanee, perdita di tono e rughe precoci.

Preparare la pelle a un’abbronzatura sana e perfetta

La trascorsa lieta primavera sta congedandosi da noi e, mentre ancora non ha scandito appieno il suo ” arrivederci”, già sento l’odore dei fiori di Iperico e il calore dell’Estate che avanza a grandi passi! Sotto gli occhi dei più attenti osservatori di macchia mediterranea, l’Iperico, a partire dalla Primavera inoltrata fino ai primi freddi autunnali, produce grandi fiori di colore giallo oro, a stella, con appariscenti stami gialli.

Ogni anno, più o meno in questa stagione, i miei occhi partono alla ricerca dei suoi capolini fioriti e mi sorprendo di come, molto spesso, laddove l’anno prima era presente, quest’anno non lo riveda più!  Amo quando i miei occhi poi lo incontrano “casualmente” mentre cammino in modo distratto. Il suo fiore giallo oro mi cattura! Mi cattura e mi ricorda che il 24 Giugno sarà la Notte di San Giovanni, notte a lui dedicata (l’Iperico è detto anche Erba di san giovanni).

È con la mente inebriata di giallo, di oro, di sole e d’estate che penso allora a quanti di noi in questa stagione, dimentichi di tutto e di tutti, si abbandonano in ogni ritaglio di tempo libero a selvaggi bagni di sole, come per abbeverarsi della sua forza vitale e vederla imprimersi sulla pelle, cancellando definitivamente quel tono un po’ spento, ancora intriso di pioggia e grigiore!

Tintarella sì, ma con buon senso

Come ogni anno, di questi tempi, la tematica si fa scottante. Ed eccoci alla ricerca di filtri di protezione solare che ci permettano l’esposizione illimitata a costo zero. Quando è la tintarella che parla spesso anche il più olistico di noi cade nella trappola e nel tormentone… quale filtro dovrò usare?

Filtriamo con un po’ di informazione e buon senso e capiremo ben presto che esporsi al sole in nome del fatto che “tanto c’è il filtro” è un po’ un trabocchetto nocivo che ci condurrà verso una deriva poco green…. ovvero più ci si filtra più ci espone quindi più ci si espone più aumentano i rischi e i danni di cui dovrà farsi carico la pelle… anno dopo anno!

Trucchetti a prova di scottatura

Prepararsi invece con bagnetti di sole più brevi ed estemporanei, magari godendo di un bel soffio di Acqua Aromatica alla Carota potrebbe essere più saggio e consapevole. Prima di puntare all’abbronzatura fine a se stessa puntiamo alla vita all’aria aperta, ovvero dedichiamo qualche parentesi in più durante la nostra giornata al giardinaggio, all’orto, alla raccolta delle erbe spontanee, alla fotografia con soggetti floreali. Può essere una buona idea anche passeggiare ascoltando musica o fare qualsivoglia attività che alla mera ricerca di un abbronzatura accompagni anche uno stato d’animo di pura gioia e passione.

Ricordiamo che i raggi UVB sono importanti per la trasformazione del colesterolo in vitamina D,dunque che esporsi moderatamente al sole significa davvero fare un pieno di vita, poiché questa vitamina è essenziale principalmente per le ossa. Sappiamo anche che la nostra pelle produce melanina come protezione naturale per ripararsi dai raggi ultravioletti, quindi nella fase di preparazione alla tintarella consapevole sarà di grande aiuto idratare a fondo la pelle e aiutarla nell’eliminare le cellule morte che giacciono inermi dopo essere state soffocate dagli strati di vestiti invernali e anche dalle poche docce.

Lavare via l’inverno

Dai rompiamo questo tabù… d’inverno ci si lava meno! Oh che bello l’ho detto!
Quindi avanti tutta con Scrub Solaris, che esfolia e nutre il nostro tempio sacro e lo prepara al bacio dell’estate col il suo giallo oro dato dalla Curcuma! Sì, dalla Curcuma, ma non solo, poiché in questa sapiente formula troviamo Oli di Girasole, Sesamo e Jojoba che veicolano sulla pelle attenti dosaggi di Oli Essenziali tra cui Arancio, Rosmarino e Menta il tutto organicato per il palato della nostra pelle da un prezioso miele e armonizzato dal messaggio sacro dei Rimedi Floreali Olive, Clematis e Centaury.

Una vera sferzata di vitalità, vigore, freschezza e intesa rituale che coniuga al meglio Anima e Corpo! È importante quindi “scrubbare” periodicamente al fine di rimuovere le cellule morte, purificare e liberare a fondo pelle e pori. In questo modo l’epidermide risulterà più luminosa, maggiormente recettiva a creme protettive e idratanti e soprattutto, per i cultori dell’incarnato bronzeo, più duratura.

Prevenire e integrare

Per i fototipi chiari bene integrare con gemmoderivati almeno a partire da un mese prima dell’esposizione al sole. Per esempio Ribes , Olivello e Fico (Ribes nigrum, Hippophae rhamnoides e Ficus carica) così da preparare al meglio l’organismo a far fronte all’aggressione solare evitando eritemi.

Utile anche incrementare la quota di acqua che introduciamo nel nostro organismo, arricchendola con i giusti e indispensabili fattori nutrienti come vitamine, sali minerali e oligoelementi. Quindi abbondiamo con succhi freschi ed estratti, ma anche integriamo al meglio con qualche settimana  di Eveliza (disponibile anche senza glutine) Alen, che non solo aiuterà la nostra pelle a prepararsi al sole, ma ci renderà più forti e pronti a fronteggiare le sudate estive e quindi la perdita di sali minerali!

A tal proposito spezzerei una lancia anche a favore del Miele di Melata Apirosail cui appellativo “miele dello sportivo” la dice tutta sul quantitativo di sostanze preziose presenti in questo dolce nettare!  

Riguardo ai nostri solari, spero abbiate già sufficienti informazioni ed esperienza in merito ma, se così non fosse, potete dare un’occhiata a questo articolo

Buona tintarella a tutti!

di Rosa Massari

Il profumo di Remedia, un’esperienza collettiva

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Far parte di Remedia significa entrare in contatto con l’energia fisica e spirituale della Terra. Significa toccare con mano gli aspetti terreni della natura, ma significa anche imparare ad ascoltarla, accogliere i suoi messaggi, per portarli in un percorso di crescita interiore, personale e collettiva.

Remedia è un luogo di pura armonia, dove tutto, dalle persone agli edifici, dalle piante agli animali, suona insieme come una grande orchestra che ogni giorno si esibisce in un concerto di Vita; dove voci, suoni, pensieri, forme e movimenti si muovono in sinergia, nutriti dalle vibrazioni e dall’amore di Madre Terra. È in questa sinergia e volontà di portare avanti insieme un progetto di vita, che si svolgono le riunioni di Remedia.

Il padiglione, luogo sacro, accoglie e raccoglie ogni mese la bellezza e la diversità di ognuno di noi. Stretti in un cerchio, la cui forma potente e rassicurante ci fa sentire uguali a servizio della natura, si susseguono momenti di condivisione, di scambio e di riflessione sulla nostra Vita a Remedia. Una Vita che ti travolge, che ti dona la consapevolezza e la lucidità per coltivare un percorso di evoluzione individuale e collettiva volto al bene comune. Si, perché noi tutti, assieme alle persone che ci seguono e contribuiscono a questo progetto, abbiamo risposto a una chiamata: portare la ricchezza delle piante, affinché le persone possano imparare ad ascoltarle, osservarle, a fidarsi del loro insegnamento.

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L’energia di questi intenti e il calore di questo gruppo, ci ha regalato un giorno la sorpresa di un momento esperienziale, forte e autentico, che ha permesso ad ognuno di noi di connettersi con il messaggio che la natura in quel momento gli riservava, innalzandolo alla condivisione e al benessere del gruppo. Un’esperienza che ci ha permesso di vedere le nostre unicità e di capire quanto il contributo materiale e spirituale di ognuno di noi sia importante per il benessere del gruppo e di Remedia. Lucilla e Hubert, i nostri maestri e le nostre guide, hanno accompagnato ognuno di noi nella scelta di un Fiore di Bach o di un olio essenziale. Chi si è affidato all’intuito, chi invece ha espresso attraverso le parole il suo desiderio di trasformazione e chi ha affidato la sua scelta al piacere e alla bellezza di un’essenza o di un fiore. Ogni incontro è stato seguito dalle parole dei nostri esperti naturopati ed erboristi, che hanno portato la voce del fiore o della pianta scelta nel gruppo, svelandoci le virtù e la proposta di trasformazione che questo incontro avrebbe donato agli abitanti di Remedia.  Ricordo bene la mia scelta, ma sopratutto ricordo la sensazione e la presa di coscienza di essere connessa con la natura e i compagni che in quel momento stavano condividendo con me questo percorso. Ho lasciato andare qualsiasi pensiero e mi sono abbandonata nell’ascolto: attraverso il tocco della mia mano l’intuito ha scelto di portare nel gruppo la fiducia e il pensiero positivo di Gentian. Gaia, una delle componenti creative di Remedia, colei che trasforma in forme grafiche i progetti dell’azienda, ha manifestato il desiderio di concretizzare l’immaginazione e dare forma alla creatività. Non c’erano dubbi: l’energia delle vibrazioni di Clematis incontravano perfettamente questa richiesta di aiuto.

La scelta di Rose, invece, ha donato il suo contributo per sollevare lo spirito e il morale attraverso l’olio essenziale di Gelsomino. Con il suo aroma e le sue proprietà il Gelsomino aiuta a dissolvere ansie e paure donando energia nuova e vitalità a corpo e mente. La purezza e la semplicità di Sara hanno accompagnato i suoi i sensi nella scelta del Ginepro, il cui messaggio è rivolto al rinnovamento e alla purificazione fisica e spirituale. Uno dopo l’altro, abbiamo incontrato la nostra pianta… e ci siamo arricchiti dei loro saperi, della loro bellezza e delle loro virtù, combinate insieme per dare alla luce una sinergia unica di profumate armonie. Il risultato? Un profumo per ambienti, che raccoglie la diversità, la completezza e l’amore di tutte le persone che portano avanti la missione di Remedia. Un profumo da diffondere negli spazi condivisi, ove si lavora per la realizzazione di questo sogno, per portare il nutrimento emotivo e la forza aromaterapica delle piante che ognuno di noi ha individuato.

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Con gioia e immensa gratitudine ricordo assieme a voi, cari amici, questa esperienza con l’invito sincero a riflettere sull’importanza dell’essere individui in armonia con l’ambiente e il gruppo.

Alice Fabris – Coordinatrice Area Marketing

Primavera e rinascita: un inno alla vita!

La tanto attesa Rinascita primaverile da giorni canta il suo inno vitale

di “LaRose”

Il mese di marzo è fiorito sotto ai nostri occhi assetati dei suoi colori! Le linfe degli alberi risalgono gonfiando gemme e boccioli. Immancabilmente, come ogni anno, rieccoci tutti alla ricerca dell’ultimo miracoloso preparato “DETOX“, depurazione primaverile, che, con le modalità classiche del “tormentone”, riempie prime pagine e rubriche salutistiche… e diciamolo…ci fa perdere anche un po’ della vera naturale poesia della primavera.

Ma non sarebbe meglio prima riconnettersi al meglio con questa stagione dentro di noi, in maniera meno consumistica ma più saggiamente selvatica?!

In questa stagione la medicina cinese colloca la loggialegno, al colore verde, all’organo fegato, che per risonanza energetica riconducibile all’energia primaverile e alle fasi iniziali quindi alla nascita, ai nuovi progetti, al cambiamento, al dinamismo, al vento, all’est, al coraggio e alla determinazione e come momento della giornata, all’alba.

Allora siate insoliti e sorprendetevi!

Usciamo di casa al sorgere del sole e immergiamoci nella prima oasi di natura che incontriamo sul nostro cammino. Ricominciamo questo nuovo ciclo stagionale cercando di carpirne i messaggi non solo con la mente, ma con tutto il corpo e con tutti i nostri sensi…concediamoci un bagno di bosco, magari mattutino e proprio all’alba! Riconnettiamoci alle nostre vere radici facendo esperienza dell’ambiente che ci circonda e dei luoghi selvaggi, pieni di potenziale, già di per sé terapeutici e purificanti.

Le albe primaverili riportano in luce un vero pieno di vita! Un insieme di suoni, odori, colori e immagini che durante l’inverno erano rimasti a lungo sopiti: rondini, regoli, verzellini e fanelli, con il loro cinguettare, schiudono i nostri occhi già alle prime luci del giorno…

Rimandiamo la colazione, magari prendiamo solo qualche goccia del fiore Hornbeam, per uscire dal torpore del sonno, e, mentre il sole sorge, calziamo un bel paio di stivali da campagna (i più temerari possono andare anche scalzi!) e rechiamoci nei pressi di qualche pendio per fare esperienza dell’umido rinvigorente connubio tra terra, erba e rugiada. Non c’è nulla di meglio che lavarsi il viso con la rugiada mattutina.

Provare per credere!

Proprio come fanno le nostre sorelle erbe, quando la “guazza” del mattino le benedice rinnovando la forza nelle loro radici, rettitudine e flessibilità nei loro steli, intensità e ardore nelle loro saporite foglie e nei profumati fiori. Dopo aver attinto un po’ di rugiada e averla portata ai nostri occhi la nostra Anima avrà ricevuto il vero messaggio del risveglio di cui è piena la primavera. Un leggero e delicato sussurro dell’aria basterà per asciugare e rinfrescare la nostra delicata pelle del viso dopo questo bacio umido e selvatico, quella brezza leggera, che esprime al meglio l’elemento che abita “Primavera”.

Basterà a ricordarci chevento“, “movimento” e “rinnovamento sono le parole chiave di questa verdeggiante stagione!

Muoviamo ora qualche passo e osserviamo il suolo…alla ricerca di altri messaggi dal mondo vegetale!

Il giallo Tarassaco spicca sul verde prato!

Fiore somigliante nel colore alla bile, e per forma simile ai lobi epatici, beh, il suo messaggio al caro amico fegato mi sembra molto chiaro!
Si tratta di una delle piante più nutrienti disponibili, offrendo più vitamine e minerali, di qualsiasi altra pianta su questo grande pianeta.
Una tazza di foglie di tarassaco contiene 1 volta e 1/2 i requisiti USDA giornalieri raccomandati per la sola vitamina A
Inoltre contiene anche vitamine B1, B2, B5, B6, B12, C, E, P e D più biotina, inositolo, ferro, calcio, potassio, fosforo, magnesio e zinco! Poderoso antiacido, antiossidante, astringente, amaro, calmante, decongestionante, depurativo, digestivo, diuretico, febbrifugo, ipotensivo, stimolante immunitario, lassativo, nutritivo, rigenerante, stomachico, tonico e vulnerario. Le radici sono antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, antireumatiche, lassative, astringenti, amare,coleretiche, calmanti, decongestionanti, depurative, digestive, diuretiche, epatiche, stimolante immunitario, lassative, nutritive, purganti, sedative, stomachiche e toniche.
I fiori sono cardiotonici, emollienti, epatici e vulnerari. Anche la linfa dello stelo è utilizzata, essendo un calmante, antimicotico e vitaminizzante.

Raccogliamone, chiedendogli permesso, qualche giovane foglia per la farne una tisana a colazione e, perchè no, anche per l’insalata del pranzo e la depurazione avrà inizio!Ringraziamo il Tarassaco e congendiamoci perché qualche metro più in là già vedo le slanciate foglie di piantaggine lanceolata, che da giovani hanno uno speciale retrogusto di fungo porcino (così come anche le sue infiorescenze), le quali fanno capolino come “orecchie di lepre”, ottime per preparare risotti!

Plantago, l’umile pianta del “cammino” perché, un tempo, i viandanti la applicavano come di soletta o di cerotto sulla pianta dei piedi, lesionati dal camminare. Le sue foglie venivano impiegate come impacco da porre a contatto con le ferite, per bloccare il sanguinamento e favorire la guarigione e la cicatrizzazione. Utile rimedio lenitivo anche per le punture di insetti.
La tradizione popolare narra che le foglie siano formate da cinque fili d’erba cuciti da una fata, per aiutare un sarto che aveva venduto la sua anima al diavolo.
Saranno forse queste leggende oppure l’umido del mattino, ma sento qualche brivido…

Meglio muoversi e saltellare un pò per riscaldare il corpo e rompere la stasi degli schemi e dei torpori invernali.
Correre in discesa è fortemente liberatorio e tra le zolle c’è il simpatico rischio di fare anche qualche bel ruzzolone ma.. l’atterraggio sul grano in erba è sempre morbido!

Se avete un amico a 4 zampe al vostro fianco, o qualche cucciolo di uomo, lasciatevi ispirare dalle loro spontanee movenze e liberate la mente dai fardelli dell’età adulta. Anche questa è depurazione.

La medicina cinese insegna che in primavera l’elemento naturale, che parla al nostro corpo, è il legno espressione degli alberi e della loro costante ed elastica e continua crescita tinta di verde e marrone.
Il vento è la voce della primavera, l’energia di questo elemento si esprime e si muove attraverso il mondo vegetale, i fili d’erba e le folte chiome tutto in natura danza grazie al vento, così come nel nostro corpo i tendini, i muscoli e gli arti sono mossi dall’energia del fegato che gonfia le nostre vele con il suo poderoso Qi dal fare pervasivo, irruento, creativo e illuminante che sta a fondamento dei grandi cambiamenti e della voglia di rinnovamento che ci abita in questa stagione in cui i nostri progetti riprendono vita e vigore, come germogli, come getti pieni di nuova linfa che risale!

Un fegato non in salute porta la persona ad essere impaziente, irosa e con sentimenti di rabbia. Invece un fegato ben equilibrato porta la persona ad essere paziente e tenace, con ampio potenziale di rinnovamento: il rinnovamento appunto primaverile.

Dentro di noi l’energia del fegato assume il compito fondamentale di armonizzare, organizzare e permettere la libera circolazione del Qi, del sangue e dei liquidi, ruolo simile a quello di uno stratega militare o di un direttore d’orchestra; per questo è in stretta collaborazione con tutto il nostro corpo, e per questo il suo movimento nel meridiano corrispondente condiziona:

  • il nutrimento e la salute dei nostri muscoli,
  • il flusso mestruale,
  • la buona digestione degli alimenti – e delle impressioni!
  • Il buon funzionamento dei nostri organi genitali,
  • la natura delle nostre emozioni.

Inoltre governa gli occhi (congiuntiviti primaverili) e si manifesta nelle unghie (difesa e aggressività). Il suo movimento sale e soprattutto ha bisogno di fluidità, di libertà e di possibilità.

Il Fegato teme e soffre la stasi, del corpo come delle emozioni, ogni forma di blocco e di limite. Spesso, quando il Qi del fegato trova impedimento o frustrazione, si esprime con rabbia e rancore..in questi casi Holly, Willow, Crab,  Apple e Vine sono i fiori che possono riportarci all’amore incondizionato e al fluire delle energie armonizzando quel senso di inasprimento, irritazione e tensione dato da energie congestionate e trattenute.
Il movimento legno ci parla dello yang, dinamico, estroverso, veloce nei suoi cambiamenti. Ogni forma di ristagno e di difficoltà nel movimento, a livello fisico e fisiologico, indica quella che in medicina tradizionale cinese viene definita una stasi del Qi di Fegato. Così come ogni forma di stasi emotiva – prevedibilità, apatia, torpore, immobilità, ecc..introversione, difficoltà alla progettazione e all’ intraprendenza, paura, incapacità di prendere decisioni, frustrazione, mancanza di radicamento, ansia, insonnia, sonno agitato.
È il fegato a dare entusiasmo e vitalità alla nostra vita, a bilanciare i diversi volumi delle emozioni che si affacciano costantemente alla nostra coscienza e che chiedono di essere espresse senza rimozioni. Inoltre è la vescica biliare, con le sue espulsioni tempestive di bile che quando occorre offre risposte efficaci ed armoniose nei momenti stressanti della nostra vita, favorendo scelte, decisioni..e facilitando la digestione spirituale.

Ma continuiamo la danza selvaggia tra i campi a caccia di sapori selvatici…e quest’anno pensiamo ad una depurazione alternativa fatta di veri gesti ed azioni e non solo di beveroni!

In realtà non occorre ricercare nessuna formula magica o panacea miracolosa, la natura parla sempre molto chiaramente e un semplice sopralluogo sul terreno sotto casa può trasformarsi in una provvidenziale raccolta di sapere e benessere in compagnia delle erbe, che crescendo sotto ai nostri occhi, portano alle nostre orecchie la voce del grande spirito che pone attorno a noi tutto ciò che occorre al nostro corpo e alla nostra anima, in tutte le stagioni!

 

BUONA SALUTE A TUTTI DAI CAMPI E DALLE TAVOLE DI REMEDIA CHE VI ASPETTA CON I SUOI EVENTI PRIMAVERILI!

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Stagionando – La Cosmesi Naturale
Pieno di Vita