L’ombelico: il centro della vita

di Salvatore

Sin dai tempi più antichi, l’ombelico rappresenta una zona del corpo molto considerata. Dalle danze al sari indiano, le donne lo esibiscono per avere un maggiore potere seduttivo, probabilmente mostrando così la loro forza riproduttiva o comunque esibendo un loro punto debole per mostrare la loro forza. Ma a parte ciò vi è tutta una serie di filosofie che tengono in grande considerazione questo punto. A livello fisico si tratta di una cicatrice che ricorda la vita prenatale e si caratterizza per essere l’unica parte a non essere protetta dalla muscolatura come invece avviene grazie agli addominali in tutto il bacino; sembra strano che con lo sviluppo e la crescita questa cicatrice non venga riassorbita.

L’OMBELICO PRESSO ALCUNE FILOSOFIE

Potrebbe esserci qualcosa di importante che si cela dietro questo emblema, o si tratta solo di un simbolo che fa parlare di sé per la sua singolarità?

Già la posizione fetale rende onore a questo punto come a volerlo serbare e proteggere, ma anche cadendo a terra per evitare delle percosse ci metteremmo a proteggere quella parte. Ne parla infatti Castaneda: Don Juan (Nagual, sciamano), spiega come comportarsi durante l’incontro con l’alleato, redarguendolo su alcune precauzioni qualora le cose non andassero nel verso giusto:”lasciarsi cadere a terra, togliersi la giacca, metterla intorno all’ombelico e rannicchiarsi come una palla, serrando le ginocchia intorno allo stomaco…” “…se seguirai queste semplici indicazioni non ti capiterà nulla di male” .

In effetti, oltre alla protezione su più livelli, si riconosce anche nel libro “L’isola del Tonal” che Don Juan spiegando il modo di calmarsi, disse: “…il segreto non è nello scuotere la testa, ma nelle sensazioni che arrivano agli occhi dalla zona sotto lo stomaco. E’ questa che fa scuotere la testa”. E si sfregò la zona intorno all’ombelico…

Quindi si evince, come qualcuno dice, che nella pancia c’è il secondo cervello, anzi, forse, il primo. Ma c’è di più.

Osho considera l’ombelico più che un cervello. L’anima dell’uomo non è connessa né con la mente né con il cuore bensì con l’ombelico che è il suo centro. Il bambino nasce dall’ombelico e la sua vita termina attraverso l’ombelico. Per coloro che scoprono la verità l’ombelico diventa la soglia.

E’ ovvio che per molti la mente è l’unica parte pensante, almeno finchè essa domina su tutte le sensazioni che il corpo tenta di trasmetterci. Se la mente si ammutolisse, sarebbe ovvio pensare con la mano sulla pancia. Le donne sono più brave in questo perchè hanno un legame molto più forte con la pancia visto anche che contiene il potere creativo e la loro consapevolezza di questo centro può maturare enormemente con la maternità se magari vissuta nella maniera più naturale.

A ridosso dell’ombelico passano centri energetici importanti, dai chakra a punti salienti dei meridiani (CV8 SHEN QUE o Palazzo dell’energia spirituale, e poco sotto CV7 YIN JIAO punto di incontro dello Yin), e poi si parla di Tan Tien, Hara… e l’ombelico è sempre lì, lì nel mezzo, il centro, proprio come Vitruvio aveva raffigurato l’uomo che inscritto in un cerchio ed in un quadrato ha comunque il centro nel suddetto punto.

Però a parte queste parole, in pratica cosa ci facciamo con l’ombelico?

Spesso lo visualizziamo nelle meditazioni, anzi si parte sempre portando il respiro e la consapevolezza in quel punto, ma di pratico cosa possiamo farci? In effetti nella medicina cinese si può moxare il punto (con il sigaro di artemisia) contro gli attacchi di diarrea. Comunque esistono diverse tecniche che prevedono dei massaggi per questo punto come lo Shatsu, il Chi Nei Tsang, la digitopressione e la cristalloterapia, ma anche modalità più meditative come il Varna Pranayama o l’ombelicoterapia che si basano più sul respiro e la visualizzazione.

Si è però voluta trovare un’altra possibilità più pratica per lavorare su questo centro considerandolo una chiave d’accesso per più risorse che devono essere attivate, un po’ come dire che sappiamo sfruttare solo il 10% del nostro cervello, e lo stesso vale per l’ombelico. In fondo se l’ombelico è il centro del corpo sarebbe svilente pensare che possa essere usato solo per mitigare una diarrea! Problema che poi può essere legato spesso alla paura oltre che al freddo, infatti si dice “farsela sotto”.

 

UN BALSAMO OMBELICO PER CORREGGERE MEMORIE ERRATE

Ecco che è nata l’idea di un BALSAMO PER OMBELICO PER BAMBINI E NON, che simile all’ ALBERO DEL GREMBO non è solo diretto alle donne, ma si apre a tutti, per primi i bambini dei quali dobbiamo difendere l’unicità prendendoci cura del loro centro che è l’ombelico.

L’ombelico inizialmente ricorda la vita prenatale, cioè il legame con la madre che cambia dalla nascita; da lì si era collegati alla vita, arrivavano il nutrimento, le immunità, ma anche gli stati d’animo, i sentimenti. E spesso è proprio nell’ombelico che si cristallizzano delle memorie energetiche come la dipendenza nel senso di mancanza di autonomia, ma anche in generale, compresa quella dalle sostanze e riguardante gli attaccamenti come legami. Inoltre essendo da lì che comincia la vita, può rimanere la paura di incarnarsi, quindi di nascere e far nascere, la paura di crescere e diventare adulti. Secondo Nader Butto dal suo libro “Settimo senso”, l’ombelico, essendo stato il luogo del nostro nutrimento nella vita uterina, ora determina la preoccupazione per la nostra salute, oltre ad essere il punto dove riceviamo l’amore altrui.

Queste sono tematiche che possono coinvolgere anche i bambini, portati a capricci a volte causati da un eccessiva dipendenza dai genitori, dove anche la separazione per andare a dormire a volte crea insonnia, oppure incubi o il desiderio di non dormire. Sperimentando una formula di balsamo per ombelico, in tutti i casi si è verificato un sonno senza problemi, ed in diversi casi c’è stato invece un miglioramento caratterizzato da una maggior serenità ed una armoniosa capacità relazionale. A parte tutto, la coccola con un leggero massaggio dell’ombelico da parte della madre è già di per sé rasserenante, come a ricordare che anche se non c’è più il cordone si rimane comunque uniti attraverso quel punto, che crescendo magari servirà a sentirci legati e parte del tutto. Interessante poi anche la rapidità di riscontro di questo balsamo che rende mansueto il sonno dei piccoli già dalla prima volta. In effetti per i taoisti l’ombelico rappresenta il Tao, quindi l’espressione dell’equilibrio universale.

Un’ amica mi racconta che la figlia oltre ad avere un po’ ritualizzato l’applicazione di questo balsamo prima di andare a letto, ha deciso di sua iniziativa dopo qualche settimana di utilizzo di dormire nella sua cameretta mentre prima era abituata ad andare nel letto con i genitori. Sembrerebbe che oltre ad una autonomia maggiore si senta meno la paura dell’abbandono, che è un po’ la paura più naturale e diffusa nei bambini.

Ora, se i capricci di qualche piccolo nascono per questi motivi abbiamo a disposizione un buon antidoto.

Ed invece negli adulti come interviene questa formulazione?

Io posso non fare testo, ma con l’utilizzo sono cambiate parecchie cose… Tutti comunque hanno notato la particolare espansione dell’attività onirica. Francamente già questo mi sembra un ottimo risultato se si pensa che il sogno rappresenta tutto quello che l’inconscio vuole comunicare, e quindi visto che il dramma comune nasce da una separazione tra anima e corpo, il sogno fornisce i simboli che servono alle nostre comprensioni più profonde come un tentativo più marcato di ricongiunzione. Certo capire il significato dei simboli poi non è sempre così scontato, ma iniziando a fare attenzione ci si arricchisce certamente di qualcosa. In qualche modo il sogno è anche un’azione creativa, che può ricondurre all’idea dell’energia creativa, chiamata anche Kundalini, che secondo alcuni sperimentatori può essere stimolata da questo balsamo. Sul piano pratico non penso che tutto ciò sia risolutivo per qualche problema di tipo sintomatico, ma diciamo che può essere un sostegno in chi cerca di migliorare delle situazioni e quindi può essere complementare ad un percorso che si fa in un determinato ambito, o magari quando siamo un po’ alla ricerca del nostro centro.

Ora quello che importa non è sperimentare questo balsamo quanto portare grande consapevolezza all’ombelico, tutti i giorni, nella vita dei bambini e degli adulti, non solo per i meditatori o maestri di qualche arte, ma per svelarne i segreti ad ognuno.

In effetti le applicazioni possono essere le più disparate. Questo balsamo è un po’ una sintesi generalizzata che dalle prove ha dato interessanti risultati, ma si possono provare ad utilizzare tanti rimedi sull’ombelico, ovviamente quelli vibrazionali come i rimedi floreali sono i più adatti, perchè un olio essenziale potrebbe essere già troppo invasivo se non ben diluito. Pensate che in alcune sperimentazioni dove si verificavano le relazioni tra ombelico ed ipofisi si sono avute risposte molto promettenti. Secondo questi studiosi, l’ipofisi ha il compito di individuare e registrare delle cicatrici energetiche presenti nel corpo in maniera automatica, ma ad esempio nel trauma della nascita il sistema nervoso non è ancora in grado di registrare l’ombelico e lo stesso, penso io, potrebbe avvenire anche in situazioni traumatiche dove non siamo troppo coscienti. Queste cicatrici energetiche non registrate, possono poi portare ad una dispersione energetica importante. Ebbene, mettendo dei mediatori del sistema nervoso a livello dell’ombelico in forma omeopatica, sembra che la cicatrice venga finalmente registrata e con questa prassi si sono avuti importanti riscontri in casi di anoressia, asma ed allergie.

Anche se il discorso andrebbe approfondito, questo dimostra la particolare capacità dell’ombelico di assumere informazioni sottili. Probabilmente sarebbe interessante capire e verificare se questa antica porta possa essere primaria come accesso ai rimedi, in chi magari non risponde più con l’assunzione sublinguale. Lo stesso potrebbe valere per chi sostiene che la vita prenatale influenzi tutta la vita, ed attraverso l’ombelico si potrebbe agire su tutte quelle memorie legate appunto alla vita intrauterina.

La scelta delle componenti del balsamo in questione, in effetti tiene conto di queste possibilità e quindi vengono utilizzati fiori di guarigione come Self Heal o Star of Bethlehem per i traumi memorizzati in loco, ma anche la stessa biofrequenza dell’ombelico, sapendo delle memorie energetiche che vanno cancellate e sostituite dando modo alla persona di riscoprire il proprio centro e quindi il proprio sé. Poi sono presenti influssi equilibrati come lavanda ed ylang-ylang ed altri oli, comunque adatti anche alle classiche colichette dei neonati.

Concludendo, posso dire di aver visto nell’ombelico un punto da tenere molto in considerazione perchè è da lì che possono arrivare tante delle risposte che cerchiamo, ed il minimo che possiamo fare è prendercene cura regolarmente; solo tenendovi un polpastrello dentro stiamo già guardando dentro noi stessi. E poi, quanto è meraviglioso quando le danzatrici del ventre concentrate sull’ ombelico, danno la possibilità a tutti di cogliere l’essenza più profonda della loro bellezza…

È BELLO RISCOPRIRE SE STESSI GUARDANDO NEL CENTRO DELLA PROPRIA VITA!

Quali sono e come agiscono i FILTRI NATURALI nei SOLARI di Remedia?

di La Rose 

I solari di Remedia permettono di tradurre sulla nostra pelle il desiderio di “prendere il sole” senza farci dimenticare l’atteggiamento di reverenza che è sempre bene mantenere nei confronti di questo poderoso elemento naturale PRIMA, DURANTE E…DOPO l’esposizione !

Nella formula del Latte Solare “Aloe” e Latte Solare “Titanio” sono racchiusi filtri esclusivamente naturali cioè offerti dalla sola presenza di oli vegetali, idrolati, fiori e oli essenziali capaci di “SOL-LECITARE” e “S.O.S..tenere” al meglio le difese della nostra pelle veicolandole tutti i nutrienti, le virtù e i messaggi necessari per autogestire il proprio BEN-ESSERE durante la fatidica e si spera , olistica, TINTARELLA VACANZIERA !

LATTE SOLARE ALOE per una pelle già abituata all’esposizione solare desiderosa tuttavia di mantenere un buon grado di idratazione e nutrimento: questa è la formula di solare che idealmente la Natura concepirebbe per celebrare L’ESTATE che “perd..INCI” sembra davvero un inno all’ALOE! Perchè l’Aloe?
Ma proprio in virtù delle proprietà dell’Aloe barbadensis e non solo, direi, maggiormente, per la forte relazione che essa stessa ha in natura proprio con il Sole: la pianta dell’ Aloe ama accrescersi in posizioni luminose, ben soleggiate a temperature afose nonché in un ambiente preferibilmente secco!

Dalle sue foglie affettate a listarelle e poste in macerazione in olio d’oliva Remedia prepara l’oleolito mentre è dalle foglie intere viene che viene estratto il suo prezioso gel: rinchiuso e protetto dalla verde cuticola il gel viene liberato praticando una semplice sezione longitudinale che ai nostri occhi scopre parvenze tanto cristalline da evocare quelle del quarzo bianco! E direi che questa visione eccellentemente esprime l’energia del pianeta che governa Aloe: LA BIANCA LUNA.

Gel di Aloe vera e rispettivo oleolito traducono sulla nostra pelle attitudini caratteristiche questa pianta davvero sorprendente! Aloe attinge infatti da suoli sabbiosi e aridi l’energia a lei necessaria non solo per sopravvivere e creare dentro di sè umide riserve di rigenerante vita ma anche per tradurre questa esperienza sulla nostra pelle a cui Aloe elargisce e mantiene l’ideale grado di idratazione.

Trasmutare la difficoltà in possibilità.. non dimentichiamo il messaggio del fiore di Aloe:
“NON MI ARRENDO MAI C’È SEMPRE UN BRICIOLO DI VITA CHE PUÒ RICOSTRUIRE ALTRA VITA E TANTA ENERGIA DA RACCOGLIERE NEL COSMO!”

Il costante apporto di vitamine, aminoacidi e sali minerali di Aloe farà si che la nostra pelle si protegga anche dall’azione dei radicali liberi prevenendo il più possibile fenomeni di invecchiamento, tali sostanze nutritive aumentano altresì la produzione nel derma di cellule fibroblastiche cioè le dirette responsabili della produzione di collagene, questo permette alla pelle durante l’esposizione di non perdere vitalità evitando peraltro anche l’insorgenza di macchie solari o altri segni permanenti.

L’azione di stimolo dell’ irrorazione sanguigna epidermica svolta dall’Aloe garantisce una migliore ossigenzione degli strati profondi del derma e quindi rende possibile una più rapida espulsione di quelle che possono essere tossine intrappolate in suddette profondità: spesso l’insorgenza di macchie solari deriva dalla mancata capacità che la pelle ha di espellere questi carichi tossinici accumulati, spesso dall’uso di cosmetici non propriamente salubri o alimenti che affaticano il metabolismo epatico. Questi accumuli che in carenza di una corretta irrorazione si concentrano e restano intrappolati originano nel tempo depositi localizzati di pigmenti chiamate macchie solari o macchie epatiche.

Per coloro che invece temono i primi raggi di sole, quindi per chi desidera dare alla propria pelle una protezione più ampia, ma anche e soprattutto, per i più piccini ecco la formula LATTE SOLARE TITANIO in cui a far letteralmente “rimbalzare” i raggi solari dalla nostra pelle sarà l’intuibile presenza del biossido di titanio o titanio anastasio cioè un composto inorganico estratto dal minerale naturale titanio, la natura minerale e cristallina di questo elemento naturale si è scoperta avere un elevato indice di rifrazione solare superiore a quella del diamante e quindi capacità intrinsica di respingere i raggi del sole semplicemente creando sulla pelle quel leggero e simpatico film di colore bianco!

 

 

 

 

 

Nel caso del LATTE SOLARE ALOE il fattore di protezione solare ha un valore che oscilla tra il 4 e il 5 mentre nel caso del LATTE SOLARE TITANIO oscilla tra il 7 e l’8 fermo restando che maggiore è la frequenza di applicazione e maggiore sarà la protezione!

L’applicazione della crema o del latte solare deve avvenire ogni 2-3 ore di esposizione al sole, in quantità abbondante.

Per ovvie ragioni legate è salutare non esporsi al sole nelle ore più calde
così come abituarsi a mantenere sempre un ascolto e un’attenta osservazione rivolta a comprendere al meglio le esigenze della propria pelle!

Nella composizione base comune alle due formule di questi LATTI SOLARI
troviamo per quanto riguarda la frazione oleosa:
olio di jojoba, sesamo, germe di grano e burro di karitè.
Questo perché negli oli di sesamo, jojoba e burro di karitè esistono filtri solari naturali traducibili in SPF che oscillano tra SPF 4 e SPF 9,
ricordando che il fattore di protezione che può avere un olio vegetale e il suo mantenimento nel tempo è garantito principalmente dalla qualità dell’olio
in questione e dalla sua modalità di estrazione che deve essere fin dall’origine della filiera rispettosa e attenta a mantenere al meglio la qualità della materia prima specie nelle sue frazioni sensibili a calore e ossidazione
…pena la perdità delle qualità racchiuse nell’olio!

L’olio di sesamo, caro alla tradizione indiana, è particolarmente benefico per la pelle, in quanto risulta ricco di antiossidanti e frazioni lipidiche e ad elevato contenuto di sali minerali e vitamine, con particolare riferimento a vitamina A, vitamina E e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3) che permettono di contrastare l’azione dei radicali liberi e prevenire infiammazioni che possono originarsi dall’esposizione solare.

Comune alle due formule anche la presenza di acque aromatiche di carota, menta, lavandino e elicriso quest’ultimo anche in forma di oleolito ricco in vitamine, enzimi, proteine e minerali, che stimolano la circolazione sanguigna agendo come rigeneranti cellulari dall’azione benefica sulle manifestazioni di tipo infiammatorie che il sole può generare quindi preventivi in caso di tendenza all’eritema.

In entrambe le formulazioni di LATTE SOLARE ALOE E TITANIO Viola tricolor non poteva mancare sul podio dei rimedi elettivi ambiti dalla nostra pelle poichè da ultimi studi condotti si è rivelata molto efficace nella regolazione del processo di idratazione della pelle ove incrementa la produzione di acido ialuronico e sintesi di acquaporine indispensabili al trasporto di acque nel derma migliorandone permeabilità e assorbimento dei nutrienti.

 

 

 

 

 

SOLARIZZARSI E FLORIPOTENZIARSI..
IN UNA PAROLA : REMEDIARSI!

Per potenziare energeticamente l’azione di difesa in entrambe le formule dei solari di Remedia vengono aggiunti rimedi floreali i quali rilasciano vibrazioni e messaggi utili alla nostra anima e al nostro manto: la pelle!

IMPATIENS, VERVAIN e IPERICO, quest’ultimo affiancato dall’omonimo oleolito: sono i fiori che apportano a livello epidermico capacità di difesa e adattamento infondendo virtù quali riequilibrio, calma e moderazione confortando il cuore delle nostre cellule epidermiche specie quando un eccesso di sole può aver impresso troppo calore causando rossore o infiammazione.

VERVAIN

IPERICO

IMPATIENS

 

 

 

 

 

 

Curiosità VERVAIN: GLI INDIANI D’AMERICA FRIZIONAVANO SULLA PELLE FIORI DI VERBENA PER LENIRE FERITE E INFIAMMAZIONI

FACILITARE UN’ABBRONZATURA SILVANA E CAMPESTRE
MANTENENDO PELLE MORBIDA, FRESCA E LUMINOSA

Per le pelli già solarizzate! Pelli “silvane e campestri” desiderose di condividere col sole un intimo contatto che non necessità di filtri! Per coloro che già dalla primavera hanno accolto il messaggio dei raggi solari e quindi hanno il derma già pronto per un’abbronzatura dalle tinte davvero indigene! Per coloro che spesso dimenticano di coccolarsi un pò perchè la loro natura YANG li spinge oltre e a gran velocità verso l’estremo YANG del Sole e dell’infuocata ESTATE…PER VOI TUTTI che spesso senza nessun accorgimento sfoggiate abbronzature invidiabili Remedia ha pensato ad altri due preparati OLIO SOLARE e l’ACQUA&OLIO SOLARE che vi permetteranno di mantenere a lungo il vostro manto dorato ma soprattutto, nel tempo, di mantenerlo giovane e in salute!

L’OLIO SOLARE si applica su pelli già abituate al sole e ne bastano piccole quantità magari ripetutamente distese prima e durante l’esposizione.

In questa formula l’olio di cocco, elicriso e iperico fondono tradizioni esotiche e mediterranee accomunate dal vivere in terre baciate dal Sole!

Il Mallo di Noce è presente al loro fianco perchè essendo un abbronzante naturale facilità il colorito bronzeo accelerando di fatto i processi di melanogenesi indotta dai raggi UVB*, ma allo stesso tempo protegge l’epidermide dai raggi UVA.*

Rendono prestigio ed un aromatica enfasi ricca di commistioni ancora una volta esotico-mediterranee le note degli oli essenziali : vaniglia, sandalo, lavanda e camomilla romana dalle spiccate proprietà antiossidanti, sedative, lenitive e rinfrescanti che orchestreranno al meglio in questa sinfonia di erbe il loro comune intento: TINGERCI DI GIALLO ORO MANTENENDO LA PELLE VITALE ED ELASTICA COME I PETALI DEI FIORI NELLE NOSTRE TEMERARIE ERBE DI CAMPO floripotenziando questo intento con i rimedi floreali Walnut e Chestnut bud imprimono il messaggio di forza, adattamento e flessibilità.

IPPOCASTANO BIANCO GEMMA, DA VITA AL RIMEDIO “CHESTNUT BUD”

FIORE DELL’ALBERO DEL NOCE , Dà VITA PRIMA AL RIMEDIO FLOREALE WALNUT, POI AL MALLO DI NOCE !

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i più dinamici è nato invece il formato SPRAY OLIO&ACQUA SOLARE, alle qualità dell’olio si uniscono qui le preziose proprietà delle acque aromatiche di Lavanda, Menta e Salvia, che idratano, apportano frescura, rendono il preparato facilmente applicabile, assorbibile e delicato.

Miscelando le due fasi (oleosa e acquosa) si ottiene un’emulsione “estemporanea”, la cui applicazione è facilitata dal pratico formato spray ed inoltre è resistente all’acqua!

DOPO L’ESPOSIZIONE AL SOLE PER NUTRIRE, LENIRE E DONARE RISTORO

Ricordiamo l’importanza dell’applicazione della CREMA DOPOSOLE, utile nei fototipi più delicati anche prima dell’esposizione per mantenere nutrimento e protezione costanti durante l’esposizione. Dopo l’esposizione al sole la pelle ha bisogno di essere calmata, nutrita e aiutata a mettere in atto i processi riparativi necessari. Composta da cera d’api e oli di sesamo, oliva e jojoba, oleoliti di iperico, camomilla ed elicriso, arricchita da oli essenziali di lavanda vera, vaniglia e citronella, contiene i messaggi dei rimedi floreali di vervain, holly, saint john’s wort.

La formula doposole riporta all’equilibrio tutte le manifestazioni che compaiono tipicamente alla fine di una giornata al mare, quando la pelle appare più stanca, secca, arrossata, desiderosa di riparazione, di idratazione, di ritornare alla sua naturale luminosità accelerando e recuperando al meglio i processi di autoguarigione.

BUONA TINTARELLA OLISTICA A TUTTI !

*L’abbronzatura è una protezione per il nostro DNA. Quando ci esponiamo al sole la pelle rischia di subire danni alle cellule che rinnovano lo strato esterno dell’epidermide. Come protezione le cellule vicine (melanociti) producono melanina. Anche se siete molto abbronzati sappiate che comunque l’abbronzatura protegge solo daI RAGGI UVB cioè dagli stessi raggi che inducono produzione di melanina essi sono i primi responsabili delle scottature. Si fermano a livello dell’epidermide e per questo la loro azione è meno rilevante per l’invecchiamento, ma può causare eritemi e ustioni.
ma l’abbronzatura lascia però passare I RAGGI UVA che non sono raggi abbronzanti, poiché non stimolano la produzione di melanina. Essi costituiscono la prima causa di danni cutanei a lungo termine, penetrano in profondità e raggiungono il derma danneggiando le fibre elastiche ed il collagene. Possono procurare nel tempo invecchiamento precoce, macchie cutanee, perdita di tono e rughe precoci.

Il Sole arriva…tu che fai?

di “LaRose”

La trascorsa lieta primavera sta congendandosi da noi e, mentre ancora non ha scandito appieno il suo ” Arrivederci”, già sento l’odore dei fiori di iperico e il calore dell’Estate che avanza a grandi passi!

Sotto gli occhi dei più attenti osservatori di macchia mediterranea, l’iperico, a partire dalla primavera inoltrata, fino ai primi freddi autunnali, produce grandi fiori di colore giallo oro, a stella, con appariscenti stami gialli. Ogni anno, più o meno in questa stagione, i miei occhi partono alla ricerca dei suoi capolini fioriti e mi sorprendo di come, molto spesso, laddove l’anno prima era presente quest’anno non lo riveda più!

Amo quando i miei occhi poi lo incontrano “casualmente” magari nel mentre di un leggiadro cammino distratto quando il pensiero si posa in luoghi, che a ragion veduta nemmeno contemplavo e toh proprio là… il suo fiore giallo oro mi cattura! Mi cattura e mi ricorda che sì…ci siamo quasi…tra circa una settimana sarà la Notte a lui dedicata…la notte dell’erba di San Giovanni collocata nel giorno 24 giugno, giorno che di poco seguirà la celebrazione del Solstizio estivo (20-21 giugno).

E’ con la mente inebriata di giallo, di oro, di sole e d’estate che penso allora a quanti di noi in questa stagione, dimentichi di tutto e di tutti o desiderosi quanto prima di farlo, si abbandonano in ogni ritaglio di tempo libero a selvaggi bagni di sole come per abbeverarsi della sua forza vitale e vederla imprimersi sulla nostra pelle cancellando definitivamente quel tono un po’ spento o ancora stanco e ancora troppo intriso di pioggia e grigiore!

COME OGNI ANNO …DI QUESTI TEMPI, LA TEMATICA SI FA SCOTTANTE!
Ed eccoci alla ricerca di filtri di protezione solare che ci permettano l’esposizione illimitata a costo zero! Quando è la tintarella che parla spesso anche il più olistico di noi cade nella trappola e nel tormentone…quale filtro dovrò usare?

FILTRIAMO CON UN PO’ DI INFORMAZIONE E BUON SENSO…
…e capiremo ben presto che esporsi al sole in nome del fatto che, “tanto c’è il filtro“, è un po’ un trabocchetto nocivo che ci condurrà verso una deriva poco green….ovvero più ci si filtra più ci espone quindi più ci si espone più aumentano i rischi e i danni di cui dovrà farsi carico la pelle…anno dopo anno!

Prepararsi invece con bagnetti di sole più brevi ed estemporanei, magari godendo di un bel SOFFIO DI ACQUA AROMATICA ALLA CAROTA potrebbe essere più saggio e consapevole!

Prima di puntare all’abbronzatura fine a se stessa puntiamo alla vita all’aria aperta ovvero dedichiamo qualche parentesi in più durante la nostra giornata al giardinaggio o all’orto o alla raccolta delle erbe spontanee o alla fotografia con soggetti floreali piuttosto che a passeggiare ascoltando musica o al fare qualsivoglia attività che alla mera ricerca di un abbronzatura accompagni anche uno stato d’animo di pura gioia e di passione…così da tradurre in maniera armonica e rituale il bacio del sole su di noi senza troppo incasellarci in pensieri estetici ma preparando e dilettando anima e pelle al cambio di stagione e di colore!

Ricordiamo che i raggi UVB sono importanti per la trasformazione del colesterolo in vitamina D,dunque che esporsi moderatamente al sole significa davvero fare un pieno di vita poiché questa vitamina è essenziale principalmente per le ossa ma sappiamo anche che la nostra pelle produce melanina come protezione naturale per ripararsi dai raggi ultravioletti…quindi nella fase di preparazione alla tintarella consapevole sarà di grande aiuto idratare a fondo la pelle ed aiutarla nell’eliminare le cellule morte che giacciono inermi dopo essere state soffocate dagli strati di vestiti invernali e anche dalle poche docce!
Dai rompiamo questo tabù ovvia…d’inverno ci si lava meno! Oh che bello l’ho detto!

Quindi avanti tutta con SCRUB SOLARIS che esfolia e nutre il nostro tempio sacro e lo prepara al bacio dell’estate col il suo giallo oro dato dalla curcuma!
Già dalla Curcuma, ma non solo, poiché in questa sapiente formula troviamo oli di girasole, sesamo e jojoba che veicolano sulla pelle attenti dosaggi di oli essenziali tra cui arancio, rosmarino e menta il tutto organicato per il palato della nostra pelle, da un prezioso miele e armonizzato dal messaggio sacro dei rimedi floreali Olive, Clematis e Centaury…una vera sferzata di vitalità, vigore, freschezza e intesa rituale che coniuga al meglio Anima e Corpo!

È importante quindi SCRUBBARE periodicamente al fine di rimuovere le cellule morte, purificare e liberare a fondo pelle e pori in questo modo l’epidermide risulterà più luminosa, maggiormente recettiva a creme protettive e idratanti e soprattutto, per i cultori dell’incarnato bronzeo,attenzione, così facendo l’abbronzatura durerà di più!

Per i fototipi chiari bene integrare con gemmoderivati almeno a partire da un mese prima dell’esposizione al sole per esempio ribes , olivello e fico (Ribes nigrum, Hippophae rhamnoides e Ficus carica) così da preparare al meglio l’organismo a far fronte all’aggressione solare al quale reagirebbe con eritema.

Utile anche incrementare la quota di acqua che introduciamo nel nostro organismo, arricchendola con i giusti ed indispensabili fattori nutrienti come vitamine (per la pelle e la sua salute di vitale importanza) ma anche di sali minerali e oligoelementi quindi abbondiamo con succhi freschi ed estratti, ma anche integriamo al meglio con qualche settimana di EVELIZA (disponibile anche senza glutine) ALEN che non solo aiuterà la nostra pelle a prepararsi al sole, ma ci renderà più forti e pronti a fronteggiare le sudate estive e quindi la perdita di sali minerali!

A tal proposito spezzerei una lancia anche a favore del miele di melata APIROSA …il cui appellativomiele dello sportivo la dice tutta sul quantitativo di sostanze preziose presenti in questo dolce nettare!

Riguardo ai nostri solari, spero abbiate già sufficienti informazioni ed esperienza in merito ma se così non fosse…
ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA PUNTATA CHE PARLERÁ PROPRIO DI QUESTO!

Il profumo di Remedia, un’esperienza collettiva

Il canto profumato dei fiori, intonato dall’orchestra di Remedia

Far parte di Remedia significa entrare in contatto con l’energia fisica e spirituale della Terra. Significa toccare con mano gli aspetti terreni della natura, ma significa anche imparare ad ascoltarla, accogliere i suoi messaggi per portarli in un percorso di crescita interiore personale e collettiva. Remedia è un luogo di pura armonia, dove tutto, dalle persone agli edifici, dalle piante agli animali, suonano insieme come una grande orchestra che ogni giorno si esibisce in un concerto di Vita; dove voci, suoni, pensieri, forme e movimenti si muovono in sinergia, nutriti dalle vibrazioni e dall’amore di Madre Terra.

E in questa sinergia e volontà di portare avanti insieme un progetto di vita, che si svolgono le riunioni di Remedia. Un luogo sacro, il padiglione, accoglie e raccoglie ogni mese, la bellezza e la diversità di ognuno di noi. Stretti in un cerchio, la cui forma potente e rassicurante, ci fa sentire uguali a servizio della natura, si susseguono momenti di condivisione, di scambio e di riflessione sulla nostra Vita a Remedia. Una Vita che ti travolge, che ti dona la consapevolezza e la lucidità per coltivare un percorso di evoluzione individuale e collettiva volto al bene comune. Si, perché noi tutti, assieme alle persone che ci seguono e contribuiscono a questo progetto, abbiamo risposto a una chiamata: portare la ricchezza delle piante, affinché le persone possano imparare ad ascoltarle, osservarle e fidarsi del loro insegnamento.

L’energia di questi intenti e il calore di questo gruppo, ci ha regalato un giorno la sorpresa di un momento esperienziale, forte e autentico, che ha permesso ad ognuno di noi di connettersi con il messaggio che la natura in quel momento gli riservava, innalzandolo alla condivisione e al benessere del gruppo. Un’esperienza che ci ha permesso di vedere le nostre unicità e di capire quanto il contributo materiale e spirituale di ognuno di noi sia importante per il benessere del gruppo e di Remedia.

Lucilla e Hubert, i nostri maestri e le nostre guide, hanno accompagnato ognuno di noi nella scelta di un Fiore di Bach o di un olio essenziale. Chi si è affidato all’intuito, chi invece ha espresso attraverso le parole il suo desiderio di trasformazione e chi ha affidato la sua scelta al piacere e alla bellezza di un’essenza o di un fiore. Ogni incontro è stato seguito dalle parole dei nostri esperti naturopati ed erboristi, che hanno portato la voce del fiore o della pianta scelta nel gruppo, svelandoci le virtù e la proposta di trasformazione che questo incontro avrebbe donato agli abitanti di Remedia.

Ricordo bene la mia scelta, ma sopratutto ricordo la sensazione e la presa di coscienza di essere connessa con la natura e i compagni che in quel momento stavano condividendo con me questo percorso. Ho lasciato andare qualsiasi pensiero e mi sono abbandonata nell’ascolto: attraverso il tocco della mia mano l’intuito ha scelto di portare nel gruppo la fiducia e il pensiero positivo di Gentian. Gaia, una delle componenti creative di Remedia, colei che trasforma in forme grafiche i progetti dell’azienda, ha manifestato il desiderio di concretizzare l’immaginazione e dare forma alla creatività. Non c’erano dubbi: l’energia delle vibrazioni di Clematis incontravano perfettamente questa richiesta di aiuto.

La scelta di Rose, invece, ha donato il suo contributo per sollevare lo spirito e il morale attraverso l’olio essenziale di Gelsomino. Con il suo aroma e le sue proprietà il Gelsomino aiuta a dissolvere ansie e paure donando energia nuova e vitalità a corpo e mente.
La purezza e la semplicità di Sara hanno accompagnato i suoi i sensi nella scelta del Ginepro, il cui messaggio è rivolto al rinnovamento e alla purificazione fisica e spirituale. Uno dopo l’altro, abbiamo incontrato la nostra pianta… e ci siamo arricchiti dei loro saperi, della loro bellezza e delle loro virtù, combinate insieme per dare alla luce una sinergia unica di profumate armonie.
Il risultato?

Un profumo per ambienti, che raccoglie la diversità, la completezza e l’amore di tutte le persone che portano avanti la missione di Remedia.
Un profumo da diffondere negli spazi condivisi, ove si lavora per la realizzazione di questo sogno, per portare il nutrimento emotivo e la forza aromaterapica delle piante che ognuno di noi ha individuato.

Con gioia e immensa gratitudine ricordo assieme a voi, cari amici, questa esperienza con l’invito sincero a riflettere sull’importanza dell’essere individui in armonia con l’ambiente e il gruppo.

Alice Fabris – Coordinatrice Area Marketing

Primavera e rinascita: un inno alla vita!

La tanto attesa Rinascita primaverile da giorni canta il suo inno vitale

di “LaRose”

Il mese di marzo è fiorito sotto ai nostri occhi assetati dei suoi colori! Le linfe degli alberi risalgono gonfiando gemme e boccioli. Immancabilmente, come ogni anno, rieccoci tutti alla ricerca dell’ultimo miracoloso preparato “DETOX“, depurazione primaverile, che, con le modalità classiche del “tormentone”, riempie prime pagine e rubriche salutistiche… e diciamolo…ci fa perdere anche un po’ della vera naturale poesia della primavera.

Ma non sarebbe meglio prima riconnettersi al meglio con questa stagione dentro di noi, in maniera meno consumistica ma più saggiamente selvatica?!

In questa stagione la medicina cinese colloca la loggialegno, al colore verde, all’organo fegato, che per risonanza energetica riconducibile all’energia primaverile e alle fasi iniziali quindi alla nascita, ai nuovi progetti, al cambiamento, al dinamismo, al vento, all’est, al coraggio e alla determinazione e come momento della giornata, all’alba.

Allora siate insoliti e sorprendetevi!

Usciamo di casa al sorgere del sole e immergiamoci nella prima oasi di natura che incontriamo sul nostro cammino. Ricominciamo questo nuovo ciclo stagionale cercando di carpirne i messaggi non solo con la mente, ma con tutto il corpo e con tutti i nostri sensi…concediamoci un bagno di bosco, magari mattutino e proprio all’alba! Riconnettiamoci alle nostre vere radici facendo esperienza dell’ambiente che ci circonda e dei luoghi selvaggi, pieni di potenziale, già di per sé terapeutici e purificanti.

Le albe primaverili riportano in luce un vero pieno di vita! Un insieme di suoni, odori, colori e immagini che durante l’inverno erano rimasti a lungo sopiti: rondini, regoli, verzellini e fanelli, con il loro cinguettare, schiudono i nostri occhi già alle prime luci del giorno…

Rimandiamo la colazione, magari prendiamo solo qualche goccia del fiore Hornbeam, per uscire dal torpore del sonno, e, mentre il sole sorge, calziamo un bel paio di stivali da campagna (i più temerari possono andare anche scalzi!) e rechiamoci nei pressi di qualche pendio per fare esperienza dell’umido rinvigorente connubio tra terra, erba e rugiada. Non c’è nulla di meglio che lavarsi il viso con la rugiada mattutina.

Provare per credere!

Proprio come fanno le nostre sorelle erbe, quando la “guazza” del mattino le benedice rinnovando la forza nelle loro radici, rettitudine e flessibilità nei loro steli, intensità e ardore nelle loro saporite foglie e nei profumati fiori. Dopo aver attinto un po’ di rugiada e averla portata ai nostri occhi la nostra Anima avrà ricevuto il vero messaggio del risveglio di cui è piena la primavera. Un leggero e delicato sussurro dell’aria basterà per asciugare e rinfrescare la nostra delicata pelle del viso dopo questo bacio umido e selvatico, quella brezza leggera, che esprime al meglio l’elemento che abita “Primavera”.

Basterà a ricordarci chevento“, “movimento” e “rinnovamento sono le parole chiave di questa verdeggiante stagione!

Muoviamo ora qualche passo e osserviamo il suolo…alla ricerca di altri messaggi dal mondo vegetale!

Il giallo Tarassaco spicca sul verde prato!

Fiore somigliante nel colore alla bile, e per forma simile ai lobi epatici, beh, il suo messaggio al caro amico fegato mi sembra molto chiaro!
Si tratta di una delle piante più nutrienti disponibili, offrendo più vitamine e minerali, di qualsiasi altra pianta su questo grande pianeta.
Una tazza di foglie di tarassaco contiene 1 volta e 1/2 i requisiti USDA giornalieri raccomandati per la sola vitamina A
Inoltre contiene anche vitamine B1, B2, B5, B6, B12, C, E, P e D più biotina, inositolo, ferro, calcio, potassio, fosforo, magnesio e zinco! Poderoso antiacido, antiossidante, astringente, amaro, calmante, decongestionante, depurativo, digestivo, diuretico, febbrifugo, ipotensivo, stimolante immunitario, lassativo, nutritivo, rigenerante, stomachico, tonico e vulnerario. Le radici sono antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, antireumatiche, lassative, astringenti, amare,coleretiche, calmanti, decongestionanti, depurative, digestive, diuretiche, epatiche, stimolante immunitario, lassative, nutritive, purganti, sedative, stomachiche e toniche.
I fiori sono cardiotonici, emollienti, epatici e vulnerari. Anche la linfa dello stelo è utilizzata, essendo un calmante, antimicotico e vitaminizzante.

Raccogliamone, chiedendogli permesso, qualche giovane foglia per la farne una tisana a colazione e, perchè no, anche per l’insalata del pranzo e la depurazione avrà inizio!Ringraziamo il Tarassaco e congendiamoci perché qualche metro più in là già vedo le slanciate foglie di piantaggine lanceolata, che da giovani hanno uno speciale retrogusto di fungo porcino (così come anche le sue infiorescenze), le quali fanno capolino come “orecchie di lepre”, ottime per preparare risotti!

Plantago, l’umile pianta del “cammino” perché, un tempo, i viandanti la applicavano come di soletta o di cerotto sulla pianta dei piedi, lesionati dal camminare. Le sue foglie venivano impiegate come impacco da porre a contatto con le ferite, per bloccare il sanguinamento e favorire la guarigione e la cicatrizzazione. Utile rimedio lenitivo anche per le punture di insetti.
La tradizione popolare narra che le foglie siano formate da cinque fili d’erba cuciti da una fata, per aiutare un sarto che aveva venduto la sua anima al diavolo.
Saranno forse queste leggende oppure l’umido del mattino, ma sento qualche brivido…

Meglio muoversi e saltellare un pò per riscaldare il corpo e rompere la stasi degli schemi e dei torpori invernali.
Correre in discesa è fortemente liberatorio e tra le zolle c’è il simpatico rischio di fare anche qualche bel ruzzolone ma.. l’atterraggio sul grano in erba è sempre morbido!

Se avete un amico a 4 zampe al vostro fianco, o qualche cucciolo di uomo, lasciatevi ispirare dalle loro spontanee movenze e liberate la mente dai fardelli dell’età adulta. Anche questa è depurazione.

La medicina cinese insegna che in primavera l’elemento naturale, che parla al nostro corpo, è il legno espressione degli alberi e della loro costante ed elastica e continua crescita tinta di verde e marrone.
Il vento è la voce della primavera, l’energia di questo elemento si esprime e si muove attraverso il mondo vegetale, i fili d’erba e le folte chiome tutto in natura danza grazie al vento, così come nel nostro corpo i tendini, i muscoli e gli arti sono mossi dall’energia del fegato che gonfia le nostre vele con il suo poderoso Qi dal fare pervasivo, irruento, creativo e illuminante che sta a fondamento dei grandi cambiamenti e della voglia di rinnovamento che ci abita in questa stagione in cui i nostri progetti riprendono vita e vigore, come germogli, come getti pieni di nuova linfa che risale!

Un fegato non in salute porta la persona ad essere impaziente, irosa e con sentimenti di rabbia. Invece un fegato ben equilibrato porta la persona ad essere paziente e tenace, con ampio potenziale di rinnovamento: il rinnovamento appunto primaverile.

Dentro di noi l’energia del fegato assume il compito fondamentale di armonizzare, organizzare e permettere la libera circolazione del Qi, del sangue e dei liquidi, ruolo simile a quello di uno stratega militare o di un direttore d’orchestra; per questo è in stretta collaborazione con tutto il nostro corpo, e per questo il suo movimento nel meridiano corrispondente condiziona:

  • il nutrimento e la salute dei nostri muscoli,
  • il flusso mestruale,
  • la buona digestione degli alimenti – e delle impressioni!
  • Il buon funzionamento dei nostri organi genitali,
  • la natura delle nostre emozioni.

Inoltre governa gli occhi (congiuntiviti primaverili) e si manifesta nelle unghie (difesa e aggressività). Il suo movimento sale e soprattutto ha bisogno di fluidità, di libertà e di possibilità.

Il Fegato teme e soffre la stasi, del corpo come delle emozioni, ogni forma di blocco e di limite. Spesso, quando il Qi del fegato trova impedimento o frustrazione, si esprime con rabbia e rancore..in questi casi Holly, Willow, Crab,  Apple e Vine sono i fiori che possono riportarci all’amore incondizionato e al fluire delle energie armonizzando quel senso di inasprimento, irritazione e tensione dato da energie congestionate e trattenute.
Il movimento legno ci parla dello yang, dinamico, estroverso, veloce nei suoi cambiamenti. Ogni forma di ristagno e di difficoltà nel movimento, a livello fisico e fisiologico, indica quella che in medicina tradizionale cinese viene definita una stasi del Qi di Fegato. Così come ogni forma di stasi emotiva – prevedibilità, apatia, torpore, immobilità, ecc..introversione, difficoltà alla progettazione e all’ intraprendenza, paura, incapacità di prendere decisioni, frustrazione, mancanza di radicamento, ansia, insonnia, sonno agitato.
È il fegato a dare entusiasmo e vitalità alla nostra vita, a bilanciare i diversi volumi delle emozioni che si affacciano costantemente alla nostra coscienza e che chiedono di essere espresse senza rimozioni. Inoltre è la vescica biliare, con le sue espulsioni tempestive di bile che quando occorre offre risposte efficaci ed armoniose nei momenti stressanti della nostra vita, favorendo scelte, decisioni..e facilitando la digestione spirituale.

Ma continuiamo la danza selvaggia tra i campi a caccia di sapori selvatici…e quest’anno pensiamo ad una depurazione alternativa fatta di veri gesti ed azioni e non solo di beveroni!

In realtà non occorre ricercare nessuna formula magica o panacea miracolosa, la natura parla sempre molto chiaramente e un semplice sopralluogo sul terreno sotto casa può trasformarsi in una provvidenziale raccolta di sapere e benessere in compagnia delle erbe, che crescendo sotto ai nostri occhi, portano alle nostre orecchie la voce del grande spirito che pone attorno a noi tutto ciò che occorre al nostro corpo e alla nostra anima, in tutte le stagioni!

 

BUONA SALUTE A TUTTI DAI CAMPI E DALLE TAVOLE DI REMEDIA CHE VI ASPETTA CON I SUOI EVENTI PRIMAVERILI!

Scopri di più, cliccando sui link sottostanti:
Stagionando – La Cosmesi Naturale
Pieno di Vita

 

 

ASCOLTANDO LA NEVE…

di “LaRose”

Cari Amici Remediani,

dal Cuore di Remedia la Neve sussurra il suo poderoso silenzio e le nostre vite non possono che umilmente allinearsi alla sua Ineluttabile Poesia.

Una neve tardiva, inaspettata ma che sembra consolare coloro che, come me, ancora agognavano il freddo rigenerante del nostro amico inverno che quest’anno si era fatto davvero desiderare!

Una neve che a Remedia è certamente, ma solo in parte, “disagio” legato soprattutto all’ EGO LAVORATIVO che deve “fare, fare, fare…” possibilmente tenendo alla larga gli impedimenti al nostro “fare, fare, fare…”

Come i corrieri che non riescono a raggiungerci perché la nostra via ripida ed impervia “Via Laghetti” è sempre un “mondo a parte”! In questi giorni pieni di neve e lastroni di ghiaccio!

Per non parlare di chi tra noi in questi giorni è costretto a lavorare da casa o di chi abita a Remedia è… come dire… beh… bloccato lì!

Ma in parte la NEVE compare come solo le grandi benedizioni sanno fare, scendendo dal Cielo e riconsegnandoci, volenti o nolenti, al valore della lentezza, della contemplazione, all’ascolto del silenzio, digiunando da tutto ciò che caratterizza di solito le nostre frenetiche ed automatiche giornate!

Qui a Remedia c’è chi si “connette” ai nostri amici Alberi cercando di comprendere quali hanno bisogno di essere scrollati dal peso della neve e quali invece no, i nostri ragazzi del reparto agricolo si occupano di questo in queste lente giornate… così IL CUORE di Remedia continua a pulsare grazie a LORO alle loro forzute braccia che spalano e scuotono e ai loro grandi occhi pieni di Amore per Madre Natura.

C’è chi “disoccupato” invece si prende il tempo per osservare le cince, i passerotti, i merli e tutti gli altri fratelli uccelli che cercano riparo o si adoperano alla ricerca di cibo mentre tacciono i loro canti e riducono i loro dispendi energetici al minimo per fronteggiare le difficoltà del gelo.

C’è chi attende impaziente il “dopo-neve”, ovvero quella fase che per molti di noi non è che un fastidio “spaciugoso” di fango grigiastro, ma pura vita per la nostra falda acquifera che potrà rifocillarsi e riempirsi, a poco a poco ricevendo la neve al suo disgelo… così che la nostra estate prossima sarà benedetta da più acqua a disposizione per noi tutti!

Perché solo chi è stato a Remedia non potrà dimenticare i nostri inviti appesi ai muri dei bagni quando la scorsa estate la nostra falda rasentò i limiti storici, a causa delle scarse piogge estive e della scarsa neve dell’inverno precedente! Ricordate? Ma certo! Remedia invitava i visitatori a non tirare lo sciacquone ma ad utilizzare la brocca da due litri presente nel lavandino… suvvia perché buttare 20 litri di acqua potabile per far scendere una semplice pipì?!

L’acqua in ogni sua forma ci fa’ sempre riflettere, apprezzare la sua grande e preziosa magia, la sua intelligenza… la sua spiritualità! E il nostro doverci riunire, in suo nome, oggi, sempre più, con cammini e manifestazioni per preservarne ed esaltarne il VALORE!

A livello cosmico, la pioggia e la neve riflettono diversi modi con cui Maestra Acqua fluisce a noi da un piano spirituale più elevato: l’Acqua, nella cui memoria sono impresse millenarie conoscenze, Acqua che discende da un livello Superiore, piove da un “luogo” più alto e celeste e precipita ad un livello più “basso” e terreno, per tradurre e trasportare a noi il suo sapere, proprio come un flusso di informazioni che viene trasmesso dall’insegnante allo studente!

L’Acqua, in qualsivoglia forma essa scenda, simboleggia la trasmissione di conoscenza che avviene da un livello superiore fino a noi, dal piano celeste a quello materiale, un flusso incessante e multiforme che ora diviene ghiaccio, ora grandine, ora neve… messaggi dal Cielo alla Terra, un tempo definiti presagi, oggi invece… disagi…

L’acqua da sempre è il tramite attraverso cui il livello materiale e quello spirituale interagiscono, elemento cardine in opposizione al fuoco, che danza e s’ingrossa col vento e si mescola alla terra.

Lo scopo della sua esistenza è quello di farci apprendere come creare unità tra due piani in apparente opposizione, CIELO E TERRA, SPIRITO E MATERIA, come poterli integrare in un rapporto più intimo e armonico, proprio come il dottor Bach apprese e insegnò attraverso i maestri Fiori che non a caso si nutrono di acqua e di terra, piccoli scrigni di sapere e virtù, il Fiore ricuce lo strappo tra la nostra Terra e il nostro Cielo interioretra la nostra personalità con tutte le sue crisi terrene e la nostra Anima che se lasciata libera di agire ci ricondurrebbe dritti dritti al nostro talento, al disegno del Sé superiore, alla nostra evoluzione!

L’acqua necessariamente deve assumere più forme …a volte l’acqua scorre sotto forma di pioggia, altre volte forma dei cristalli ghiacciati a diversi gradi, trasformandosi in neve, grandine o nevischio… Solo modificando il suo linguaggio in base allo scolaro che ha dinnanzi, il Maestro potrà, di volta in volta, donare il suo sapere e lasciare che lo scolaro recepisca ed assimili la lezione.

Il ghiaccio per così dire rappresenta l’informazione solidificata, facilmente interiorizzabile; mentre la pioggia appunto rappresenta, a seconda della sua intensità e sopraffazione, una vera scarica di input o piuttosto un carezzevole flusso fiabesco… parlo di quella pioggerella che sa’ farsi apprezzare specie quando siamo senza ombrello!

La neve rappresenta lo stato intermedio tra l’acqua che fluisce e il ghiaccio solido.

In un fiocco di neve sono assemblati tra loro oltre cento cristalli di ghiaccio, i fiocchi di neve sono indipendenti tra loro ma si aggrappano l’un l’altro pur non essendo una cosa sola. Nell’Acqua, invece, seppur esistano tante goccioline, ogni goccia fluisce nell’altra formando un solo corpo acqueo.

Un fiocco di neve necessita di almeno due componenti per potersi formare: oltre all’aria fredda, “SIBERIANA”, come la chiamano in questi giorni i “Signori del Meteo”, servono delle goccioline d’acqua (il vapore) e un nucleo.

Pensate che il nucleo è costituito da polveri, minerali e altre particelle microscopiche che si trovano nell’aria.

Un fiocco di neve perciò si forma quando l’acqua unendosi a queste particelle telluriche e all’aria fredda si trasmuta in un tutt’uno fatto di cristalli di ghiaccio.

Nel Cuore di un fiocco di neve convivono
ACQUA E TERRA, VAPORE E PARTICELLE…
MONDO MATERIALE, la TERRA E
CONOSCENZA CELESTE, l’ACQUA.

Ecco il miracolo prodigioso del farsi NEVE, del fluttuare e del fioccare come solo un intermediario divino può fare, perché la sua natura ideale è a metà tra questi due mondi, Cielo e Terra.

La Neve veicola una conoscenza che è stata più volte trasmutata, arricchita di esempi, metafore ed analogie per divenire visibile e tangibile… nonché spalabile per giorni e giorni!

Per cambiare attorno a noi forme e colori e vestire tutto di bianco! Disorientarci e farci perdere gradualmente ogni riferimento! Perché gradualmente il nostro Spirito si abbandoni e si arrenda alla Dolcezza e al Silenzio!

La Neve lascia che il nostro vero Sé emerga dalle stanche e malconce abitudini frenetiche, il fanciullo interiore è ora libero di ruzzolarsi ovunque e di fare perdere le proprie tracce… all’astuta, rigida e incessante ragione!


La neve cade e i nostri occhi incanta, una purezza di velluto magnetico e candido che copre le imperfezioni della Vita e della nostra quotidianità, nasconde ogni cosa…sotto il mantello dell’invisibilità.

A ciascuno di noi la neve concede una pausa per metabolizzare meglio la Vita, integrare al meglio le nostre personali comprensioni,  un digiuno che può divenire un momento di intensa consapevolezza, un digiuno educativo che ci allontana da tutte le nostre cose da fare, una possibilità di evoluzione libera, leggera, più o meno lunga ma uguale per tutti!

Guardiamo ciò che accade attorno a noi quando nevica, come se il Cielo davvero ci stesse inviando un messaggio importante: smettiamola di consultare dieci volte al giorno meteo.it per sapere previsioni e temperature dal nostro cellulare e spegniamo la TV che racconta ed esaspera disagi che d’altronde esistono da sempre ancora prima della stessa TV! …disagi antichi come la neve!

Staccate la spina e guardate semplicemente fuori dalla finestra per sapere se nevica o quanto nevica, andate fuori in giardino per sentire se c’è freddo e quanto fa freddo, riconnettetevi con la realtà, col vostro corpo e con la vostra Anima… assaporate questi giorni, toccateli, prendetevi a palle di neve… siate felici… datevi per dispersi col resto del mondo! Riconquistate voi stessi!

Che il silenzio vi abbracci, tutti, come una preghiera elegante ed innevata, che ci raduni nell’unità, che ci riporti in dono il tempo perduto, quel tempo che sempre denunciamo di non avere o che non ci basta mai… ora che la NEVE ve lo ridà, ora che la NEVE ve lo rimette tutto tra le mani, se potete, cercate di viverlo!

Nel rispetto armonioso che Madre Natura insegna e celebra, in onore di tutti gli esseri viventi e nell’ascolto delle voci più sottili… fate vostra questa NEVE, proprio come facevate da piccoli, ritornate con la memoria del Cuore a quando col naso appiccato al vetro appannato ridevate beati con gli occhi lucidi di gioia ancora in pigiama perché  oggi nevica e non si và a scuola e forse chissà c’è già qualche vostro amichetto là fuori che vi aspetta per fare MA CERTOOOO il pupazzo di neve o magari….MAGARI una gara con lo slittinoooo!

GENNAIO: proseguire leggeri danzando come una Betulla!

di Rosa

La parola gennaio è da ricondursi al latino “Januarius” = mese dedicato a Giano, (in latino Ianus) dalla radice indoeuropea y-aa, che significherebbe ‘passaggio’.

Dio romano degli Inizi, Giano, detto “bifronte”, o anche “Dio delle porte” viene solitamente raffigurato con due facce rispettivamente rivolte al passato e al futuro, Giano, divenuto anche patrono delle porte e dei ponti, perciò considerato divinità protettrice di ogni forma di passaggio e di mutamento, propiziatore di ogni apertura e di ogni inizio. E’ chiaro che il monito evocato dall’etimo per noi in questo particolare mese dell’anno è quello di fermarsi sulla soglia simbolica del momento presente col proposito di un breve e necessario bilancio prima di addentrarci nell’anno nuovo ricchi di buoni propositi, volontà e buon piglio organizzativo!

Le festività inoltre sono da poco trascorse ..i tradizionali convivi familiari e pasti luculliani se da un lato ci hanno coccolato e nutrito dall’altro ci hanno un po’ appesantito ..come ripartire quindi senza prima essersi anche un po’ detossificati fisicamente?

Ovviamente senza dimenticare che siamo comunque ancora nel cuore dell’inverno, stagione in cui è anche importante fortificarsi, poichè per la vera e profonda depurazione ci attende come sempre impaziente la primavera..ricordiamolo!

Quale miglior proposito di questo può condurci a conoscere l’albero da sempre famoso per simboleggiare il nuovo inizio, il rinnovamento interiore, la leggerezza e la purezza:

 la BETULLA

Originaria dei climi freddi del nord Europa e del Canada in Italia la incontriamo tra i 700 e 800 m di altitudine, nella sua famiglia, quella delle “Betulacee” possiamo enumerare più di 40 specie, ma le più diffuse sono la “Betulla pendula” e la “Betulla pelosa botanicamente chiamate “Betula verrucosa ” e “Betula pubescens”.

Comparve sul pianeta circa 30 milioni di anni fa’ e la sua grande adattabilità la rende uno degli alberi più resistenti al mondo. Predilige terreni silicei e freschi anche poveri di sali nutritivi, terreni sabbiosi e pietrosi non ne scoraggiano l’insediamento , questa è difatti la peculiarità che contraddistingue le specie cosiddette “pioniere” : accrescersi anche in presenza di condizioni che comunemente sarebbero sfavorevoli ad altre specie arboree, trasmutando la difficoltà in nuove opportunità di crescita, rigenerando addirittura terreni degradati producendo dal suolo secco un fertile humus grezzo che permetterà la vita ad altri vegetali. Sarà per questo suo “habitus” che al solo guardarla con le sue chiome leggere e il suo tronco argenteo, la Betulla evoca un senso di rinnovamento e rigenerazione interiore.

La betulla simboleggia da sempre la purificazione mentale, fisica e spirituale.

Guardiana della porta” similmente al dio Giano, conduceva lo sciamano alle vie del cielo, fino alla dimora degli Dei. Chiamata dai celti “Albero Cosmico” era depositaria di quattro poteri: donare la luce al mondo, soffocare le grida, guarire le malattie, purificare l’anima.

A conferma e a supporto dei suoi aspetti simbolici e mitologici, le gemme e la linfa di Betula pubescens e Betula verrucosa attuano una profonda azione a livello del sistema reticolo- endoteliale potenziandone sia le proprietà antinfiammatorie sia quelle disintossicanti, aumentando del 37% la velocità di depurazione del sangue, affiancando all’azione drenante un supporto di tipo tonico-stimolante che fortifica le difese immunitarie riattivando il terreno endocrino e metabolico. Il gemmoderivato ottenuto dai semi di Betula verrucosa invece agisce poderosamente sulle funzioni di adattamento allo stress mentale supportando il nostro sistema nervoso nei momenti di maggior dispendio dovuto a surmenage di tipo intelletivo, da iperlavoro o studio.

La Linfa di Betula verrucosa, prelevata all’inizio del mese di marzo con metodi rispettosi dell’albero, apporta nutrienti in grande quantità tra cui aminoacidi (glutamina, citrullina, acido glutamminico, isoleucina, valina, asparagina), derivati salicilati, vitamina C, fruttosio, flavonoidi, tannini, sali minerali (calcio, silicio, potassio, sodio, magnesio, ferro, zinco, rame, manganese), oligoelementi in forma ionizzata perciò altamente bio-disponibili la cui azione antiradicalica risulta efficace nell’attivare i processi di difesa e detossificazione a livello cellulare, determinando un’azione tonica di supporto allo stato di benessere generale già determinato dalle proprietà depurative e drenanti.

Addentrarsi nel 2018 passeggiando in un bosco di betulle potrebbe essere un’esperienza unica e coinvolgente, chiudete gli occhi e per un attimo immaginate: i raggi del sole penetrano tra le foglie, si riflettono, moltiplicati dalle cortecce bianche, illuminando irregolarmente tutti gli angoli del bosco mentre già pervasi dalla forza e dalla leggerezza avanziamo danzando il rinnovamento nella gioia e nella fluidità!

Buon proseguimento per un luminoso 2018… Sognando una Primavera di rinnovamento e rinascita!

Alle radici dell’Albero del Grembo

di Lucilla

Di fronte ad una proposta così speciale come un preparato per la cura dell’ombelico è necessario e piacevole raccontare ancora qualcosa sul come è nato e come lo si usa. Bene, mi piace innanzitutto cominciare col ringraziare tutte le persone, e sono tante e per lo più donne, da cui ho raccolto vari pezzetti fatti di idee, sollecitazioni, conferme, pensieri liberi che passano fra un abbraccio e una risata. Voglio ricordare Gloria, per esempio, che per prima mi ha messo questa pulce nell’orecchio:” Perché non fai un balsamo da usare per l’ombelico?”…e già da qui si è aperto un mondo: prendersi cura del proprio corpo in modo consapevole, ricordando che dietro un semplice gesto si racchiude un rituale capace di fortificare consapevolezze, concetti e comportamenti.

L’ombelico: zona importante, carica di storia, centro di quel grembo attorno al quale si dipana la vita.

L’ho visto un gesto pieno di vera cura di sé, da compiere in silenzio o senza i bagliori di mode o di quelle promesse che snaturano il corpo e le sue stagioni. Stare nel proprio grembo, nella propria pancia, ascoltarsi con gli occhi pieni del ritmo dell’universo, ingranditi dalla faccia della luna. Da questo momento di intimo contatto non ho visto nessuna pancia esclusa tranne quelle che crescono in sé un’altra vita. Per ogni donna, mestruata o in menopausa, tornare con attenzione sul proprio centro è come tornare a casa, lo si può fare in ogni stagione.

Un grazie alle donne coraggiose del seminario di Donna-Terra con Gabriella Turci: in un week end di danza ed esperienza nel bosco ho trovato l’ardire di proporre il balsamo, ancora un po’ grezzo nella sua formula e nei suoi intenti. La proposta è stata accolta con interesse. Sembrava di aver risvegliato un ricordo profondo, un’ antica usanza; era come dar forza a quello per cui ci si stava incontrando, ovvero curare il proprio corpo per curare la terra.

Un grazie di cuore a Zoè, che con la sua fiammella di pura luce chiara ha rotto i miei indugi, mi ha vestita dei suoi abiti e mi ha stimolata a partire per questo viaggio. Con la sua arte e bellezza, Zoè porta onore e nutrimento alla natura femminile nella sua essenza.

Grazie anche a Giulietta, che con la sua conoscenza medica illuminata da materna umanità mi ha istruita su come la cicatrice ombelicale sia in speciale contatto con il sistema nervoso. In particolare raccontandomi di studi che hanno messo in luce che applicazioni di mediatori del sistema nervoso centrale (acetilcolina e noradrenalina), posti in microinformazione sulla pelle a livello ombelicale, sollecitano l’ipofisi.

Il balsamo per ombelico è diventato l’espressione di 4 fasi che sono quelle del ciclo della donna, della luna, delle stagioni, e possiamo vederle rispecchiate ovunque. Mi è piaciuto fare riferimento alla luna perché macroscopicamente è il modo più semplice di ammirare stampato nella volta celeste lo stesso ritmo che ha il nostro corpo. Se guardiamo come la faccia della luna cambia nell’arco del mese abbiamo un esempio di quello che succede nel nostro grembo. Non per questo deve esserci sincronicità fra i due movimenti. Ma possiamo dire che capisco meglio quello che succede “nella mia pancia” con pre ovulazione, ovulazione, post ovulazione e mestruo, perché la luna me lo raffigura con la stessa cadenza. E poi l’albero, coi suoi ritmi fatti di gemma, fiore, seme, radice. E’ lo stesso ritmo che partorisce la Terra.

Una sera la luna piena fissò il suo sguardo nel mio e fra le chiome alte dei pioppi nacque in me questo canto:

“Nel grembo di ogni donna è descritto un albero che ciclicamente si rinnova e cammina coi ritmi della luna”.

La particolarità e la scelta degli ingredienti è la ricerca dei messaggi, simboli e vibrazioni di fiori e piante che risuonino con la fase corrispondente. Così è partita la formulazione.

In una base comune di burro di Karitè e oleolito di Iris energizzato con la luna piena, profumano Rosa e Gelsomino. La Rosa si prende da sempre cura dell’anima attraverso il corpo, mentre il Gelsomino scalda la sensualità ed il piacere ; entrambe infatti sono piante che ci aiutano ad entrare nello spazio sacro della fisicità.

In questa base già di per sé significativa sono disciolti Rimedi floreali e un estratto che racchiude il messaggio dell’albero. Per ogni fase è stato scelto un albero simbolo: la Betulla, Il Melo, il Tamerice e il Salice.

Nella Luna crescente, la fase della gemma, della primavera, della pre-ovulazione, abbiamo la Betulla, albero aggraziato legato alla giovinezza, al rinnovamento, al cominciare le nuove cose; alle vergini dalla bellezza diafana e celeste. La luna crescente a cui corrisponde nel corpo la fase della pre-ovulazione è il momento in cui all’interno dell’ovaio il follicolo matura, producendo estrogeno che stimola i tessuti del seno e dell’utero. Siamo propositive e coinvolgenti, con grandi energie di espansione, molto proiettate all’esterno e visibili, gaie e terrene, aggraziate e sensibili. Questa espressione è avvalorata dalla gialla Primula col suo alito di leggerezza e purificazione che ci incoraggia a tirare fuori senza indugio la nostra “fanciulla” interiore.

Questa crescita arriva ad un compimento: la Luna rotonda in cielo, l’estate, il fiore, e, nel miracolo del nostro grembo, l’ovulazione, la pienezza che sboccia dal follicolo che si apre e nella sua rotondità l’ovulo lascia l’ovaio che viene attirato a sé dalla parte terminale delle tube di Falloppio. Lungo questo sentiero potrà esserci l’incontro con l’altra metà, e per celebrare questo, tutto è nella pienezza: la produzione di ormoni, il letto del nostro utero e la fanciulla che diventa donna, regina compiuta, splendente, piena e madre. A celebrare questa fase di rotondità e fecondità è il Melo, l’albero che incarna la pienezza, che benedice la triplice divinità femminile, che porta il frutto dell’Eternità, che nutre i corpi di vita e gli animali di prosperità. Ci sentiamo passionali, magnetiche, capaci di accudire e nel rosso di Melograno e Ibisco sosteniamo il ritmo caldo della pienezza e, se lo desideriamo, del concepimento. In questa fase siamo consapevoli del nostro valore che è frutto del rispetto che abbiamo saputo avere per tutto l’intero ciclo e dei suoi diversi aspetti. Siamo complete ed esposte perché abbiamo riconosciuto e poi attraversato senza indugi tutti gli spicchi della nostra ciclicità.

Il ritirarsi della luce, nella Luna calante, riflette il ritirarsi delle energie nella fase pre mestruale o post ovulatoria. Il corpo luteo degenera, lo strato di umidità e terra fertile della nostra matrice si assottiglia, i livelli di estrogeno e progesterone scendono; il fiore perde colore e profumo e nel trasformarsi in seme riprende i toni dell’autunno e i colori della terra. Il movimento non è più compiuto verso l’espansione al cielo ma si ricurva per ritornare al suolo. Siamo nel colore bianco come sintesi di tutto ciò che comprende la gamma dei colori che siamo state. L’albero è il Tamerice, simbolo delle cose semplici. Umile pianta che consolida il terreno, che nutre il sangue, che sfida il deserto ed il sale. Siamo nell’essenziale, nella via del ritorno, nel momento in cui si riconosce solo ciò che serve davvero e il resto lo si lascia indietro o lo si ridona alla Terra. Siamo pronte a creare e a distruggere, padrone del caos. Siamo assorte e sognatrici, un po’ pericolose e sensuali come le incantatrici. Per armonizzare questa fase un po’ cruda oltre alla solidità del Tamerice, il balsamo ci porta ispirazione con l’Iris e la magia della Salvia sclarea, capace di purificare e renderci collegate ai nostri sogni e alle cose non manifeste.

La Luna oscurata, la radice dell’albero, il silenzio dell’inverno sono aspetti identici della fase mestruale. Con il sanguinare ripartiamo dall’immobilità del mondo interiore con la gestazione di un nuovo ciclo accolto dentro la terra. Con il mestruo siamo nell’ascolto profondo, ritirate dal mondo (la Luna sparisce dal cielo); siamo nel blu della conoscenza femminile che è indicibile; stiamo con le radici nella Terra. L’Albero-simbolo di questa fase è il Salice bianco: argentato, silenzioso e forte. Nei secoli è stato associato alla luna e alle qualità femminili, alle divinazioni attraverso l’acqua, alla medicina e alla magia. Uno dei nomi più antichi di Salice è Helike, che coincide con un nome della Dea madre. Le arpe celtiche erano costruite con i salici così come i contenitori, i vasi, i recipienti. Il Salice protegge il contenitore della vita, cioè l’utero, durante la fase delicata e potente del sanguinamento. Il Salice ci aiuta ad essere una sola cosa con il nostro ciclo, ad accogliere la Luna ed il potenziale femminile che è la musica di questo ritmo. E poi sull’acqua si è posata la Ninfea (il cui rimedio troviamo nel balsamo) che ascolta le profondità e le sboccia al cielo, che nasconde con le sue foglie la vita segreta degli stagni affinché nessuno sguardo indiscreto possa disturbare la strega.

Questi balsami sono stati accolti con impressioni positive di molte donne di tutte le età, che scoprono il piacere di curare ed onorare una bellezza significativa attraverso questo semplice gesto di centratura e ascolto, di sintonizzazione e scoperta della loro propria essenza.

GRAZIE allora a tutte le donne moderne, giovani e anziane, che benché acciaccate, deluse o stanche, con i loro cicli scarsi o indotti, con gli uteri fibromatosi o retroversi, con dismenoree, cefalee o difficoltà ad accogliere la vita, smarrite in un cielo che non sanno più leggere, ripartiranno con un piccolo gesto di dedizione, ad accogliersi e a scoprire la linfa che scorre nell’albero del loro grembo. Non finirò mai così di ringraziare tutti i cuori, gli ombelichi e occhi di donne, alberi e fiori che si sono incrociati ai miei per questa danza; e pure i cuori, le menti, i piedi e le mani di uomini che hanno saputo riconoscere le donne che, vere, hanno ripreso a danzare al loro fianco.

 

L’Albero del Grembo 

Balsamo per Ombelico

4 vasetti da 7 ml

in un prezioso cofanetto

di cartone.

Dalla Raccolta alla vostra tazza

di Rosa

QUALE CALOROSO RITUALE “TI-SANA” DAI MALANNI DI STAGIONE ?

Per coloro che non se lo sono mai chiesto:

vita e segreti delle Tisane di Remedia, dalla raccolta alla vostra tazza.

 

Durante la stagione autunnale e invernale siamo naturalmente più attratti e coinvolti dall’amorevole e calda consolazione di una buona tisana.
Le ore di luce e il calore sono diminuiti, perciò anima e corpo rivivono nella tisana un momento di vero ristoro: l’aromatica e vaporosa scia che l’infusione, disegna nell’aria, riporta dentro di noi il respiro stesso delle erbe, rivestendoci della loro stessa aura rituale, un momento da godersi in solitudine ma altrettanto magnifico da condividere con altri. Pensate a quando si versa la tisana nelle tazze dei presenti a quell’attento silenzio che si crea.

Non è come fondersi insieme nella reciproca e profonda esigenza, che è il dare e il ricevere, accoglienza e calore?

Tenere una tazza fumante tra le mani parla direttamente al cuore ed evoca l’immagine archetipica del focolare domestico.
Lucilla insegna : “Scandire il ritmo rettilineo di una giornata d’azione con piccole bolle di sferica calma assaporando una calda ti-sana è una forma di sacro godimento che aggiusta l’esistenza, che concilia lo scorrere del tempo veloce e appaga il cuore e l’animo”.

A Remedia, forse ormai lo sapete, effettuiamo la raccolta delle piante quando il tempo balsamico della pianta stessa suggerisce di farlo, seguendo i precetti della tradizione caldea. Scegliamo di fare questo per captare, durante la raccolta, tutti i talenti terapeutici e simbolici, delle nostre sorelle vegetali quando ci sorridono splendenti sotto i raggi del sole mattutino, non appena la rugiada è completamente evaporata dai loro verdeggianti e fioriti corpi.

Pensate un po’, durante la fase di Luna crescente, meglio se ascendente, raccogliamo la parte aerea della pianta, nei giorni in cui la Luna transita in segno di Acqua mentre le parti fiorite quando la Luna transita in un segno di Aria.
Queste accortezze traducono al meglio nei corpi vegetali informazioni, influssi ed impulsi celesti, riuscendo a rendere preciso e oculato anche il più semplice gesto della raccolta arricchito da questa scelta di ascolto empatico che, Lucilla ed Hubert, insegnano a tutti noi Remediani a nutrire nei confronti delle forze cosmiche invisibili e dell’Universo.

Lo sento vero, come un gesto di rispetto delle leggi che risiedono nei vari regni e nei diversi popoli, poiché penso che anche il regno vegetale e lo stesso popolo delle piante, apprezza ed è onorato, quando coloro che giungono in visita da un altro popolo e da un altro regno, si presentano mostrandosi desiderosi di conoscere al meglio quelli che sono gli usi, i costumi, i ritmi e i segreti che la natura ha riposto nella loro individualità.
Con delicatezza potremmo così trasportare nella nostra raccolta proprietà molto più sottili, che esulano dai più noti principi attivi, offerte in dono da ciascuna pianta. Apprendiamo a coltivare gesti che danno forza e valore, non solo al raccoglitore, ma anche a tutti i fruitori del raccolto. Muoversi alla luce di questi ritmi cosmici, portando con noi l’antica conoscenza, ci rende umili e aperti, raccoglitori in connessione con la terra e con il cielo.
Terminata la fase della raccolta, quanto prima ci rechiamo nel luogo di essiccazione con tanto più gusto beneficeremo delle proprietà delle nostre future infusioni.
Il luogo per l’essiccazione è obbligatoriamente all’ombra, all’asciutto e il più possibile ventilato.

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La prevenzione comincia dall’Anima…

di Rosa

…anche in Autunno!

Salute a tutti Voi grande popolo della prevenzione e benvenuti in questi giorni di Equinozio!

Stiamo transitando dall’estate all’autunno, dal 20 al 23 settembre celebriamo il perfetto equilibrio tra la Luce e l’Ombra, stesse ore di luce diurna e notturna.

Ben bilanciati e con il Cuore denso di gratitudine verso l’estate appena finita, i raccolti stivati, trasformati, preparati per la conservazione nelle dispense.

Ringraziare la Madre Terra non è solo propiziare gli Dei e le energie cosmiche affinché ci proteggano e facciano tornare presto la primavera ricca di Vita. Ringraziare è anche sentirsi ricchi, protetti, degni e al sicuro. Dimorare senza paura nell’Energia del Cuore, fiduciosi e saldi al proposito, quello con la “P” maiuscola.

A mio avviso la prevenzione intelligente deve avvalersi di saggio ascolto e auto-osservazione. Prestare attenzione alla parte di noi che nella sua suscettibilità rende il terreno individuale maggiormente fertile alla malattia, può davvero fare la differenza.

La prevenzione comincia dall’Anima ed è un atteggiamento, non lo scordiamo, di tutela della Vita e conseguentemente della Salute collettiva.

Ancorarci al nostro seme interiore (il Progetto o l’Intento) e nutrire per Lui energie di protezione e di salute contribuisce a dare forza a Noi ma anche ad armonizzare il nostro operato con il resto del mondo!

Secondo l’Arte dell’Antica Medicina, in questa stagione abbiamo un organo e un viscere che in prima linea si aprono alle energie cosmiche e sono polmone e intestino crasso. Secondo i saggi cinesi il polmone era correlato all’energia della riflessione, del bilancio interiore, della perdita e del distacco, in primis, dall’estate cioè dalla pienezza passata ricca di fervente attività e socialità. Un movimento che porta nell’interiorità e all’entrare in forte empatia con l’altro al di là della leggerezza estiva, che se non ben equilibrato può sfociare in tristezza, somatizzazioni, calo delle energie difensive, dei confini individuali.

Un possibile retaggio del passato. Non dimentichiamo che per i nostri avi il passaggio del sole in bilancia cioè i giorni dal 20 al 23 settembre, segnavano davvero il tempo del “bilancio” cioè stipare i viveri raccolti e avanzare verso una stagione buia e fredda, senza luce elettrica e riscaldamento. Perciò la tristezza, l’incertezza e la paura della morte erano le emozioni predominanti specie quando le scorte si assottigliavano! Continue reading