Il Sole arriva…tu che fai?

di “LaRose”

La trascorsa lieta primavera sta congendandosi da noi e, mentre ancora non ha scandito appieno il suo ” Arrivederci”, già sento l’odore dei fiori di iperico e il calore dell’Estate che avanza a grandi passi!

Sotto gli occhi dei più attenti osservatori di macchia mediterranea, l’iperico, a partire dalla primavera inoltrata, fino ai primi freddi autunnali, produce grandi fiori di colore giallo oro, a stella, con appariscenti stami gialli. Ogni anno, più o meno in questa stagione, i miei occhi partono alla ricerca dei suoi capolini fioriti e mi sorprendo di come, molto spesso, laddove l’anno prima era presente quest’anno non lo riveda più!

Amo quando i miei occhi poi lo incontrano “casualmente” magari nel mentre di un leggiadro cammino distratto quando il pensiero si posa in luoghi, che a ragion veduta nemmeno contemplavo e toh proprio là… il suo fiore giallo oro mi cattura! Mi cattura e mi ricorda che sì…ci siamo quasi…tra circa una settimana sarà la Notte a lui dedicata…la notte dell’erba di San Giovanni collocata nel giorno 24 giugno, giorno che di poco seguirà la celebrazione del Solstizio estivo (20-21 giugno).

E’ con la mente inebriata di giallo, di oro, di sole e d’estate che penso allora a quanti di noi in questa stagione, dimentichi di tutto e di tutti o desiderosi quanto prima di farlo, si abbandonano in ogni ritaglio di tempo libero a selvaggi bagni di sole come per abbeverarsi della sua forza vitale e vederla imprimersi sulla nostra pelle cancellando definitivamente quel tono un po’ spento o ancora stanco e ancora troppo intriso di pioggia e grigiore!

COME OGNI ANNO …DI QUESTI TEMPI, LA TEMATICA SI FA SCOTTANTE!
Ed eccoci alla ricerca di filtri di protezione solare che ci permettano l’esposizione illimitata a costo zero! Quando è la tintarella che parla spesso anche il più olistico di noi cade nella trappola e nel tormentone…quale filtro dovrò usare?

FILTRIAMO CON UN PO’ DI INFORMAZIONE E BUON SENSO…
…e capiremo ben presto che esporsi al sole in nome del fatto che, “tanto c’è il filtro“, è un po’ un trabocchetto nocivo che ci condurrà verso una deriva poco green….ovvero più ci si filtra più ci espone quindi più ci si espone più aumentano i rischi e i danni di cui dovrà farsi carico la pelle…anno dopo anno!

Prepararsi invece con bagnetti di sole più brevi ed estemporanei, magari godendo di un bel SOFFIO DI ACQUA AROMATICA ALLA CAROTA potrebbe essere più saggio e consapevole!

Prima di puntare all’abbronzatura fine a se stessa puntiamo alla vita all’aria aperta ovvero dedichiamo qualche parentesi in più durante la nostra giornata al giardinaggio o all’orto o alla raccolta delle erbe spontanee o alla fotografia con soggetti floreali piuttosto che a passeggiare ascoltando musica o al fare qualsivoglia attività che alla mera ricerca di un abbronzatura accompagni anche uno stato d’animo di pura gioia e di passione…così da tradurre in maniera armonica e rituale il bacio del sole su di noi senza troppo incasellarci in pensieri estetici ma preparando e dilettando anima e pelle al cambio di stagione e di colore!

Ricordiamo che i raggi UVB sono importanti per la trasformazione del colesterolo in vitamina D,dunque che esporsi moderatamente al sole significa davvero fare un pieno di vita poiché questa vitamina è essenziale principalmente per le ossa ma sappiamo anche che la nostra pelle produce melanina come protezione naturale per ripararsi dai raggi ultravioletti…quindi nella fase di preparazione alla tintarella consapevole sarà di grande aiuto idratare a fondo la pelle ed aiutarla nell’eliminare le cellule morte che giacciono inermi dopo essere state soffocate dagli strati di vestiti invernali e anche dalle poche docce!
Dai rompiamo questo tabù ovvia…d’inverno ci si lava meno! Oh che bello l’ho detto!

Quindi avanti tutta con SCRUB SOLARIS che esfolia e nutre il nostro tempio sacro e lo prepara al bacio dell’estate col il suo giallo oro dato dalla curcuma!
Già dalla Curcuma, ma non solo, poiché in questa sapiente formula troviamo oli di girasole, sesamo e jojoba che veicolano sulla pelle attenti dosaggi di oli essenziali tra cui arancio, rosmarino e menta il tutto organicato per il palato della nostra pelle, da un prezioso miele e armonizzato dal messaggio sacro dei rimedi floreali Olive, Clematis e Centaury…una vera sferzata di vitalità, vigore, freschezza e intesa rituale che coniuga al meglio Anima e Corpo!

È importante quindi SCRUBBARE periodicamente al fine di rimuovere le cellule morte, purificare e liberare a fondo pelle e pori in questo modo l’epidermide risulterà più luminosa, maggiormente recettiva a creme protettive e idratanti e soprattutto, per i cultori dell’incarnato bronzeo,attenzione, così facendo l’abbronzatura durerà di più!

Per i fototipi chiari bene integrare con gemmoderivati almeno a partire da un mese prima dell’esposizione al sole per esempio ribes , olivello e fico (Ribes nigrum, Hippophae rhamnoides e Ficus carica) così da preparare al meglio l’organismo a far fronte all’aggressione solare al quale reagirebbe con eritema.

Utile anche incrementare la quota di acqua che introduciamo nel nostro organismo, arricchendola con i giusti ed indispensabili fattori nutrienti come vitamine (per la pelle e la sua salute di vitale importanza) ma anche di sali minerali e oligoelementi quindi abbondiamo con succhi freschi ed estratti, ma anche integriamo al meglio con qualche settimana di EVELIZA (disponibile anche senza glutine) ALEN che non solo aiuterà la nostra pelle a prepararsi al sole, ma ci renderà più forti e pronti a fronteggiare le sudate estive e quindi la perdita di sali minerali!

A tal proposito spezzerei una lancia anche a favore del miele di melata APIROSA …il cui appellativomiele dello sportivo la dice tutta sul quantitativo di sostanze preziose presenti in questo dolce nettare!

Riguardo ai nostri solari, spero abbiate già sufficienti informazioni ed esperienza in merito ma se così non fosse…
ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA PUNTATA CHE PARLERÁ PROPRIO DI QUESTO!

Il profumo di Remedia, un’esperienza collettiva

Il canto profumato dei fiori, intonato dall’orchestra di Remedia

Far parte di Remedia significa entrare in contatto con l’energia fisica e spirituale della Terra. Significa toccare con mano gli aspetti terreni della natura, ma significa anche imparare ad ascoltarla, accogliere i suoi messaggi per portarli in un percorso di crescita interiore personale e collettiva. Remedia è un luogo di pura armonia, dove tutto, dalle persone agli edifici, dalle piante agli animali, suonano insieme come una grande orchestra che ogni giorno si esibisce in un concerto di Vita; dove voci, suoni, pensieri, forme e movimenti si muovono in sinergia, nutriti dalle vibrazioni e dall’amore di Madre Terra.

E in questa sinergia e volontà di portare avanti insieme un progetto di vita, che si svolgono le riunioni di Remedia. Un luogo sacro, il padiglione, accoglie e raccoglie ogni mese, la bellezza e la diversità di ognuno di noi. Stretti in un cerchio, la cui forma potente e rassicurante, ci fa sentire uguali a servizio della natura, si susseguono momenti di condivisione, di scambio e di riflessione sulla nostra Vita a Remedia. Una Vita che ti travolge, che ti dona la consapevolezza e la lucidità per coltivare un percorso di evoluzione individuale e collettiva volto al bene comune. Si, perché noi tutti, assieme alle persone che ci seguono e contribuiscono a questo progetto, abbiamo risposto a una chiamata: portare la ricchezza delle piante, affinché le persone possano imparare ad ascoltarle, osservarle e fidarsi del loro insegnamento.

L’energia di questi intenti e il calore di questo gruppo, ci ha regalato un giorno la sorpresa di un momento esperienziale, forte e autentico, che ha permesso ad ognuno di noi di connettersi con il messaggio che la natura in quel momento gli riservava, innalzandolo alla condivisione e al benessere del gruppo. Un’esperienza che ci ha permesso di vedere le nostre unicità e di capire quanto il contributo materiale e spirituale di ognuno di noi sia importante per il benessere del gruppo e di Remedia.

Lucilla e Hubert, i nostri maestri e le nostre guide, hanno accompagnato ognuno di noi nella scelta di un Fiore di Bach o di un olio essenziale. Chi si è affidato all’intuito, chi invece ha espresso attraverso le parole il suo desiderio di trasformazione e chi ha affidato la sua scelta al piacere e alla bellezza di un’essenza o di un fiore. Ogni incontro è stato seguito dalle parole dei nostri esperti naturopati ed erboristi, che hanno portato la voce del fiore o della pianta scelta nel gruppo, svelandoci le virtù e la proposta di trasformazione che questo incontro avrebbe donato agli abitanti di Remedia.

Ricordo bene la mia scelta, ma sopratutto ricordo la sensazione e la presa di coscienza di essere connessa con la natura e i compagni che in quel momento stavano condividendo con me questo percorso. Ho lasciato andare qualsiasi pensiero e mi sono abbandonata nell’ascolto: attraverso il tocco della mia mano l’intuito ha scelto di portare nel gruppo la fiducia e il pensiero positivo di Gentian. Gaia, una delle componenti creative di Remedia, colei che trasforma in forme grafiche i progetti dell’azienda, ha manifestato il desiderio di concretizzare l’immaginazione e dare forma alla creatività. Non c’erano dubbi: l’energia delle vibrazioni di Clematis incontravano perfettamente questa richiesta di aiuto.

La scelta di Rose, invece, ha donato il suo contributo per sollevare lo spirito e il morale attraverso l’olio essenziale di Gelsomino. Con il suo aroma e le sue proprietà il Gelsomino aiuta a dissolvere ansie e paure donando energia nuova e vitalità a corpo e mente.
La purezza e la semplicità di Sara hanno accompagnato i suoi i sensi nella scelta del Ginepro, il cui messaggio è rivolto al rinnovamento e alla purificazione fisica e spirituale. Uno dopo l’altro, abbiamo incontrato la nostra pianta… e ci siamo arricchiti dei loro saperi, della loro bellezza e delle loro virtù, combinate insieme per dare alla luce una sinergia unica di profumate armonie.
Il risultato?

Un profumo per ambienti, che raccoglie la diversità, la completezza e l’amore di tutte le persone che portano avanti la missione di Remedia.
Un profumo da diffondere negli spazi condivisi, ove si lavora per la realizzazione di questo sogno, per portare il nutrimento emotivo e la forza aromaterapica delle piante che ognuno di noi ha individuato.

Con gioia e immensa gratitudine ricordo assieme a voi, cari amici, questa esperienza con l’invito sincero a riflettere sull’importanza dell’essere individui in armonia con l’ambiente e il gruppo.

Alice Fabris – Coordinatrice Area Marketing

Primavera e rinascita: un inno alla vita!

La tanto attesa Rinascita primaverile da giorni canta il suo inno vitale

di “LaRose”

Il mese di marzo è fiorito sotto ai nostri occhi assetati dei suoi colori! Le linfe degli alberi risalgono gonfiando gemme e boccioli. Immancabilmente, come ogni anno, rieccoci tutti alla ricerca dell’ultimo miracoloso preparato “DETOX“, depurazione primaverile, che, con le modalità classiche del “tormentone”, riempie prime pagine e rubriche salutistiche… e diciamolo…ci fa perdere anche un po’ della vera naturale poesia della primavera.

Ma non sarebbe meglio prima riconnettersi al meglio con questa stagione dentro di noi, in maniera meno consumistica ma più saggiamente selvatica?!

In questa stagione la medicina cinese colloca la loggialegno, al colore verde, all’organo fegato, che per risonanza energetica riconducibile all’energia primaverile e alle fasi iniziali quindi alla nascita, ai nuovi progetti, al cambiamento, al dinamismo, al vento, all’est, al coraggio e alla determinazione e come momento della giornata, all’alba.

Allora siate insoliti e sorprendetevi!

Usciamo di casa al sorgere del sole e immergiamoci nella prima oasi di natura che incontriamo sul nostro cammino. Ricominciamo questo nuovo ciclo stagionale cercando di carpirne i messaggi non solo con la mente, ma con tutto il corpo e con tutti i nostri sensi…concediamoci un bagno di bosco, magari mattutino e proprio all’alba! Riconnettiamoci alle nostre vere radici facendo esperienza dell’ambiente che ci circonda e dei luoghi selvaggi, pieni di potenziale, già di per sé terapeutici e purificanti.

Le albe primaverili riportano in luce un vero pieno di vita! Un insieme di suoni, odori, colori e immagini che durante l’inverno erano rimasti a lungo sopiti: rondini, regoli, verzellini e fanelli, con il loro cinguettare, schiudono i nostri occhi già alle prime luci del giorno…

Rimandiamo la colazione, magari prendiamo solo qualche goccia del fiore Hornbeam, per uscire dal torpore del sonno, e, mentre il sole sorge, calziamo un bel paio di stivali da campagna (i più temerari possono andare anche scalzi!) e rechiamoci nei pressi di qualche pendio per fare esperienza dell’umido rinvigorente connubio tra terra, erba e rugiada. Non c’è nulla di meglio che lavarsi il viso con la rugiada mattutina.

Provare per credere!

Proprio come fanno le nostre sorelle erbe, quando la “guazza” del mattino le benedice rinnovando la forza nelle loro radici, rettitudine e flessibilità nei loro steli, intensità e ardore nelle loro saporite foglie e nei profumati fiori. Dopo aver attinto un po’ di rugiada e averla portata ai nostri occhi la nostra Anima avrà ricevuto il vero messaggio del risveglio di cui è piena la primavera. Un leggero e delicato sussurro dell’aria basterà per asciugare e rinfrescare la nostra delicata pelle del viso dopo questo bacio umido e selvatico, quella brezza leggera, che esprime al meglio l’elemento che abita “Primavera”.

Basterà a ricordarci chevento“, “movimento” e “rinnovamento sono le parole chiave di questa verdeggiante stagione!

Muoviamo ora qualche passo e osserviamo il suolo…alla ricerca di altri messaggi dal mondo vegetale!

Il giallo Tarassaco spicca sul verde prato!

Fiore somigliante nel colore alla bile, e per forma simile ai lobi epatici, beh, il suo messaggio al caro amico fegato mi sembra molto chiaro!
Si tratta di una delle piante più nutrienti disponibili, offrendo più vitamine e minerali, di qualsiasi altra pianta su questo grande pianeta.
Una tazza di foglie di tarassaco contiene 1 volta e 1/2 i requisiti USDA giornalieri raccomandati per la sola vitamina A
Inoltre contiene anche vitamine B1, B2, B5, B6, B12, C, E, P e D più biotina, inositolo, ferro, calcio, potassio, fosforo, magnesio e zinco! Poderoso antiacido, antiossidante, astringente, amaro, calmante, decongestionante, depurativo, digestivo, diuretico, febbrifugo, ipotensivo, stimolante immunitario, lassativo, nutritivo, rigenerante, stomachico, tonico e vulnerario. Le radici sono antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, antireumatiche, lassative, astringenti, amare,coleretiche, calmanti, decongestionanti, depurative, digestive, diuretiche, epatiche, stimolante immunitario, lassative, nutritive, purganti, sedative, stomachiche e toniche.
I fiori sono cardiotonici, emollienti, epatici e vulnerari. Anche la linfa dello stelo è utilizzata, essendo un calmante, antimicotico e vitaminizzante.

Raccogliamone, chiedendogli permesso, qualche giovane foglia per la farne una tisana a colazione e, perchè no, anche per l’insalata del pranzo e la depurazione avrà inizio!Ringraziamo il Tarassaco e congendiamoci perché qualche metro più in là già vedo le slanciate foglie di piantaggine lanceolata, che da giovani hanno uno speciale retrogusto di fungo porcino (così come anche le sue infiorescenze), le quali fanno capolino come “orecchie di lepre”, ottime per preparare risotti!

Plantago, l’umile pianta del “cammino” perché, un tempo, i viandanti la applicavano come di soletta o di cerotto sulla pianta dei piedi, lesionati dal camminare. Le sue foglie venivano impiegate come impacco da porre a contatto con le ferite, per bloccare il sanguinamento e favorire la guarigione e la cicatrizzazione. Utile rimedio lenitivo anche per le punture di insetti.
La tradizione popolare narra che le foglie siano formate da cinque fili d’erba cuciti da una fata, per aiutare un sarto che aveva venduto la sua anima al diavolo.
Saranno forse queste leggende oppure l’umido del mattino, ma sento qualche brivido…

Meglio muoversi e saltellare un pò per riscaldare il corpo e rompere la stasi degli schemi e dei torpori invernali.
Correre in discesa è fortemente liberatorio e tra le zolle c’è il simpatico rischio di fare anche qualche bel ruzzolone ma.. l’atterraggio sul grano in erba è sempre morbido!

Se avete un amico a 4 zampe al vostro fianco, o qualche cucciolo di uomo, lasciatevi ispirare dalle loro spontanee movenze e liberate la mente dai fardelli dell’età adulta. Anche questa è depurazione.

La medicina cinese insegna che in primavera l’elemento naturale, che parla al nostro corpo, è il legno espressione degli alberi e della loro costante ed elastica e continua crescita tinta di verde e marrone.
Il vento è la voce della primavera, l’energia di questo elemento si esprime e si muove attraverso il mondo vegetale, i fili d’erba e le folte chiome tutto in natura danza grazie al vento, così come nel nostro corpo i tendini, i muscoli e gli arti sono mossi dall’energia del fegato che gonfia le nostre vele con il suo poderoso Qi dal fare pervasivo, irruento, creativo e illuminante che sta a fondamento dei grandi cambiamenti e della voglia di rinnovamento che ci abita in questa stagione in cui i nostri progetti riprendono vita e vigore, come germogli, come getti pieni di nuova linfa che risale!

Un fegato non in salute porta la persona ad essere impaziente, irosa e con sentimenti di rabbia. Invece un fegato ben equilibrato porta la persona ad essere paziente e tenace, con ampio potenziale di rinnovamento: il rinnovamento appunto primaverile.

Dentro di noi l’energia del fegato assume il compito fondamentale di armonizzare, organizzare e permettere la libera circolazione del Qi, del sangue e dei liquidi, ruolo simile a quello di uno stratega militare o di un direttore d’orchestra; per questo è in stretta collaborazione con tutto il nostro corpo, e per questo il suo movimento nel meridiano corrispondente condiziona:

  • il nutrimento e la salute dei nostri muscoli,
  • il flusso mestruale,
  • la buona digestione degli alimenti – e delle impressioni!
  • Il buon funzionamento dei nostri organi genitali,
  • la natura delle nostre emozioni.

Inoltre governa gli occhi (congiuntiviti primaverili) e si manifesta nelle unghie (difesa e aggressività). Il suo movimento sale e soprattutto ha bisogno di fluidità, di libertà e di possibilità.

Il Fegato teme e soffre la stasi, del corpo come delle emozioni, ogni forma di blocco e di limite. Spesso, quando il Qi del fegato trova impedimento o frustrazione, si esprime con rabbia e rancore..in questi casi Holly, Willow, Crab,  Apple e Vine sono i fiori che possono riportarci all’amore incondizionato e al fluire delle energie armonizzando quel senso di inasprimento, irritazione e tensione dato da energie congestionate e trattenute.
Il movimento legno ci parla dello yang, dinamico, estroverso, veloce nei suoi cambiamenti. Ogni forma di ristagno e di difficoltà nel movimento, a livello fisico e fisiologico, indica quella che in medicina tradizionale cinese viene definita una stasi del Qi di Fegato. Così come ogni forma di stasi emotiva – prevedibilità, apatia, torpore, immobilità, ecc..introversione, difficoltà alla progettazione e all’ intraprendenza, paura, incapacità di prendere decisioni, frustrazione, mancanza di radicamento, ansia, insonnia, sonno agitato.
È il fegato a dare entusiasmo e vitalità alla nostra vita, a bilanciare i diversi volumi delle emozioni che si affacciano costantemente alla nostra coscienza e che chiedono di essere espresse senza rimozioni. Inoltre è la vescica biliare, con le sue espulsioni tempestive di bile che quando occorre offre risposte efficaci ed armoniose nei momenti stressanti della nostra vita, favorendo scelte, decisioni..e facilitando la digestione spirituale.

Ma continuiamo la danza selvaggia tra i campi a caccia di sapori selvatici…e quest’anno pensiamo ad una depurazione alternativa fatta di veri gesti ed azioni e non solo di beveroni!

In realtà non occorre ricercare nessuna formula magica o panacea miracolosa, la natura parla sempre molto chiaramente e un semplice sopralluogo sul terreno sotto casa può trasformarsi in una provvidenziale raccolta di sapere e benessere in compagnia delle erbe, che crescendo sotto ai nostri occhi, portano alle nostre orecchie la voce del grande spirito che pone attorno a noi tutto ciò che occorre al nostro corpo e alla nostra anima, in tutte le stagioni!

 

BUONA SALUTE A TUTTI DAI CAMPI E DALLE TAVOLE DI REMEDIA CHE VI ASPETTA CON I SUOI EVENTI PRIMAVERILI!

Scopri di più, cliccando sui link sottostanti:
Stagionando – La Cosmesi Naturale
Pieno di Vita

 

 

ASCOLTANDO LA NEVE…

di “LaRose”

Cari Amici Remediani,

dal Cuore di Remedia la Neve sussurra il suo poderoso silenzio e le nostre vite non possono che umilmente allinearsi alla sua Ineluttabile Poesia.

Una neve tardiva, inaspettata ma che sembra consolare coloro che, come me, ancora agognavano il freddo rigenerante del nostro amico inverno che quest’anno si era fatto davvero desiderare!

Una neve che a Remedia è certamente, ma solo in parte, “disagio” legato soprattutto all’ EGO LAVORATIVO che deve “fare, fare, fare…” possibilmente tenendo alla larga gli impedimenti al nostro “fare, fare, fare…”

Come i corrieri che non riescono a raggiungerci perché la nostra via ripida ed impervia “Via Laghetti” è sempre un “mondo a parte”! In questi giorni pieni di neve e lastroni di ghiaccio!

Per non parlare di chi tra noi in questi giorni è costretto a lavorare da casa o di chi abita a Remedia è… come dire… beh… bloccato lì!

Ma in parte la NEVE compare come solo le grandi benedizioni sanno fare, scendendo dal Cielo e riconsegnandoci, volenti o nolenti, al valore della lentezza, della contemplazione, all’ascolto del silenzio, digiunando da tutto ciò che caratterizza di solito le nostre frenetiche ed automatiche giornate!

Qui a Remedia c’è chi si “connette” ai nostri amici Alberi cercando di comprendere quali hanno bisogno di essere scrollati dal peso della neve e quali invece no, i nostri ragazzi del reparto agricolo si occupano di questo in queste lente giornate… così IL CUORE di Remedia continua a pulsare grazie a LORO alle loro forzute braccia che spalano e scuotono e ai loro grandi occhi pieni di Amore per Madre Natura.

C’è chi “disoccupato” invece si prende il tempo per osservare le cince, i passerotti, i merli e tutti gli altri fratelli uccelli che cercano riparo o si adoperano alla ricerca di cibo mentre tacciono i loro canti e riducono i loro dispendi energetici al minimo per fronteggiare le difficoltà del gelo.

C’è chi attende impaziente il “dopo-neve”, ovvero quella fase che per molti di noi non è che un fastidio “spaciugoso” di fango grigiastro, ma pura vita per la nostra falda acquifera che potrà rifocillarsi e riempirsi, a poco a poco ricevendo la neve al suo disgelo… così che la nostra estate prossima sarà benedetta da più acqua a disposizione per noi tutti!

Perché solo chi è stato a Remedia non potrà dimenticare i nostri inviti appesi ai muri dei bagni quando la scorsa estate la nostra falda rasentò i limiti storici, a causa delle scarse piogge estive e della scarsa neve dell’inverno precedente! Ricordate? Ma certo! Remedia invitava i visitatori a non tirare lo sciacquone ma ad utilizzare la brocca da due litri presente nel lavandino… suvvia perché buttare 20 litri di acqua potabile per far scendere una semplice pipì?!

L’acqua in ogni sua forma ci fa’ sempre riflettere, apprezzare la sua grande e preziosa magia, la sua intelligenza… la sua spiritualità! E il nostro doverci riunire, in suo nome, oggi, sempre più, con cammini e manifestazioni per preservarne ed esaltarne il VALORE!

A livello cosmico, la pioggia e la neve riflettono diversi modi con cui Maestra Acqua fluisce a noi da un piano spirituale più elevato: l’Acqua, nella cui memoria sono impresse millenarie conoscenze, Acqua che discende da un livello Superiore, piove da un “luogo” più alto e celeste e precipita ad un livello più “basso” e terreno, per tradurre e trasportare a noi il suo sapere, proprio come un flusso di informazioni che viene trasmesso dall’insegnante allo studente!

L’Acqua, in qualsivoglia forma essa scenda, simboleggia la trasmissione di conoscenza che avviene da un livello superiore fino a noi, dal piano celeste a quello materiale, un flusso incessante e multiforme che ora diviene ghiaccio, ora grandine, ora neve… messaggi dal Cielo alla Terra, un tempo definiti presagi, oggi invece… disagi…

L’acqua da sempre è il tramite attraverso cui il livello materiale e quello spirituale interagiscono, elemento cardine in opposizione al fuoco, che danza e s’ingrossa col vento e si mescola alla terra.

Lo scopo della sua esistenza è quello di farci apprendere come creare unità tra due piani in apparente opposizione, CIELO E TERRA, SPIRITO E MATERIA, come poterli integrare in un rapporto più intimo e armonico, proprio come il dottor Bach apprese e insegnò attraverso i maestri Fiori che non a caso si nutrono di acqua e di terra, piccoli scrigni di sapere e virtù, il Fiore ricuce lo strappo tra la nostra Terra e il nostro Cielo interioretra la nostra personalità con tutte le sue crisi terrene e la nostra Anima che se lasciata libera di agire ci ricondurrebbe dritti dritti al nostro talento, al disegno del Sé superiore, alla nostra evoluzione!

L’acqua necessariamente deve assumere più forme …a volte l’acqua scorre sotto forma di pioggia, altre volte forma dei cristalli ghiacciati a diversi gradi, trasformandosi in neve, grandine o nevischio… Solo modificando il suo linguaggio in base allo scolaro che ha dinnanzi, il Maestro potrà, di volta in volta, donare il suo sapere e lasciare che lo scolaro recepisca ed assimili la lezione.

Il ghiaccio per così dire rappresenta l’informazione solidificata, facilmente interiorizzabile; mentre la pioggia appunto rappresenta, a seconda della sua intensità e sopraffazione, una vera scarica di input o piuttosto un carezzevole flusso fiabesco… parlo di quella pioggerella che sa’ farsi apprezzare specie quando siamo senza ombrello!

La neve rappresenta lo stato intermedio tra l’acqua che fluisce e il ghiaccio solido.

In un fiocco di neve sono assemblati tra loro oltre cento cristalli di ghiaccio, i fiocchi di neve sono indipendenti tra loro ma si aggrappano l’un l’altro pur non essendo una cosa sola. Nell’Acqua, invece, seppur esistano tante goccioline, ogni goccia fluisce nell’altra formando un solo corpo acqueo.

Un fiocco di neve necessita di almeno due componenti per potersi formare: oltre all’aria fredda, “SIBERIANA”, come la chiamano in questi giorni i “Signori del Meteo”, servono delle goccioline d’acqua (il vapore) e un nucleo.

Pensate che il nucleo è costituito da polveri, minerali e altre particelle microscopiche che si trovano nell’aria.

Un fiocco di neve perciò si forma quando l’acqua unendosi a queste particelle telluriche e all’aria fredda si trasmuta in un tutt’uno fatto di cristalli di ghiaccio.

Nel Cuore di un fiocco di neve convivono
ACQUA E TERRA, VAPORE E PARTICELLE…
MONDO MATERIALE, la TERRA E
CONOSCENZA CELESTE, l’ACQUA.

Ecco il miracolo prodigioso del farsi NEVE, del fluttuare e del fioccare come solo un intermediario divino può fare, perché la sua natura ideale è a metà tra questi due mondi, Cielo e Terra.

La Neve veicola una conoscenza che è stata più volte trasmutata, arricchita di esempi, metafore ed analogie per divenire visibile e tangibile… nonché spalabile per giorni e giorni!

Per cambiare attorno a noi forme e colori e vestire tutto di bianco! Disorientarci e farci perdere gradualmente ogni riferimento! Perché gradualmente il nostro Spirito si abbandoni e si arrenda alla Dolcezza e al Silenzio!

La Neve lascia che il nostro vero Sé emerga dalle stanche e malconce abitudini frenetiche, il fanciullo interiore è ora libero di ruzzolarsi ovunque e di fare perdere le proprie tracce… all’astuta, rigida e incessante ragione!


La neve cade e i nostri occhi incanta, una purezza di velluto magnetico e candido che copre le imperfezioni della Vita e della nostra quotidianità, nasconde ogni cosa…sotto il mantello dell’invisibilità.

A ciascuno di noi la neve concede una pausa per metabolizzare meglio la Vita, integrare al meglio le nostre personali comprensioni,  un digiuno che può divenire un momento di intensa consapevolezza, un digiuno educativo che ci allontana da tutte le nostre cose da fare, una possibilità di evoluzione libera, leggera, più o meno lunga ma uguale per tutti!

Guardiamo ciò che accade attorno a noi quando nevica, come se il Cielo davvero ci stesse inviando un messaggio importante: smettiamola di consultare dieci volte al giorno meteo.it per sapere previsioni e temperature dal nostro cellulare e spegniamo la TV che racconta ed esaspera disagi che d’altronde esistono da sempre ancora prima della stessa TV! …disagi antichi come la neve!

Staccate la spina e guardate semplicemente fuori dalla finestra per sapere se nevica o quanto nevica, andate fuori in giardino per sentire se c’è freddo e quanto fa freddo, riconnettetevi con la realtà, col vostro corpo e con la vostra Anima… assaporate questi giorni, toccateli, prendetevi a palle di neve… siate felici… datevi per dispersi col resto del mondo! Riconquistate voi stessi!

Che il silenzio vi abbracci, tutti, come una preghiera elegante ed innevata, che ci raduni nell’unità, che ci riporti in dono il tempo perduto, quel tempo che sempre denunciamo di non avere o che non ci basta mai… ora che la NEVE ve lo ridà, ora che la NEVE ve lo rimette tutto tra le mani, se potete, cercate di viverlo!

Nel rispetto armonioso che Madre Natura insegna e celebra, in onore di tutti gli esseri viventi e nell’ascolto delle voci più sottili… fate vostra questa NEVE, proprio come facevate da piccoli, ritornate con la memoria del Cuore a quando col naso appiccato al vetro appannato ridevate beati con gli occhi lucidi di gioia ancora in pigiama perché  oggi nevica e non si và a scuola e forse chissà c’è già qualche vostro amichetto là fuori che vi aspetta per fare MA CERTOOOO il pupazzo di neve o magari….MAGARI una gara con lo slittinoooo!

GENNAIO: proseguire leggeri danzando come una Betulla!

di Rosa

La parola gennaio è da ricondursi al latino “Januarius” = mese dedicato a Giano, (in latino Ianus) dalla radice indoeuropea y-aa, che significherebbe ‘passaggio’.

Dio romano degli Inizi, Giano, detto “bifronte”, o anche “Dio delle porte” viene solitamente raffigurato con due facce rispettivamente rivolte al passato e al futuro, Giano, divenuto anche patrono delle porte e dei ponti, perciò considerato divinità protettrice di ogni forma di passaggio e di mutamento, propiziatore di ogni apertura e di ogni inizio. E’ chiaro che il monito evocato dall’etimo per noi in questo particolare mese dell’anno è quello di fermarsi sulla soglia simbolica del momento presente col proposito di un breve e necessario bilancio prima di addentrarci nell’anno nuovo ricchi di buoni propositi, volontà e buon piglio organizzativo!

Le festività inoltre sono da poco trascorse ..i tradizionali convivi familiari e pasti luculliani se da un lato ci hanno coccolato e nutrito dall’altro ci hanno un po’ appesantito ..come ripartire quindi senza prima essersi anche un po’ detossificati fisicamente?

Ovviamente senza dimenticare che siamo comunque ancora nel cuore dell’inverno, stagione in cui è anche importante fortificarsi, poichè per la vera e profonda depurazione ci attende come sempre impaziente la primavera..ricordiamolo!

Quale miglior proposito di questo può condurci a conoscere l’albero da sempre famoso per simboleggiare il nuovo inizio, il rinnovamento interiore, la leggerezza e la purezza:

 la BETULLA

Originaria dei climi freddi del nord Europa e del Canada in Italia la incontriamo tra i 700 e 800 m di altitudine, nella sua famiglia, quella delle “Betulacee” possiamo enumerare più di 40 specie, ma le più diffuse sono la “Betulla pendula” e la “Betulla pelosa botanicamente chiamate “Betula verrucosa ” e “Betula pubescens”.

Comparve sul pianeta circa 30 milioni di anni fa’ e la sua grande adattabilità la rende uno degli alberi più resistenti al mondo. Predilige terreni silicei e freschi anche poveri di sali nutritivi, terreni sabbiosi e pietrosi non ne scoraggiano l’insediamento , questa è difatti la peculiarità che contraddistingue le specie cosiddette “pioniere” : accrescersi anche in presenza di condizioni che comunemente sarebbero sfavorevoli ad altre specie arboree, trasmutando la difficoltà in nuove opportunità di crescita, rigenerando addirittura terreni degradati producendo dal suolo secco un fertile humus grezzo che permetterà la vita ad altri vegetali. Sarà per questo suo “habitus” che al solo guardarla con le sue chiome leggere e il suo tronco argenteo, la Betulla evoca un senso di rinnovamento e rigenerazione interiore.

La betulla simboleggia da sempre la purificazione mentale, fisica e spirituale.

Guardiana della porta” similmente al dio Giano, conduceva lo sciamano alle vie del cielo, fino alla dimora degli Dei. Chiamata dai celti “Albero Cosmico” era depositaria di quattro poteri: donare la luce al mondo, soffocare le grida, guarire le malattie, purificare l’anima.

A conferma e a supporto dei suoi aspetti simbolici e mitologici, le gemme e la linfa di Betula pubescens e Betula verrucosa attuano una profonda azione a livello del sistema reticolo- endoteliale potenziandone sia le proprietà antinfiammatorie sia quelle disintossicanti, aumentando del 37% la velocità di depurazione del sangue, affiancando all’azione drenante un supporto di tipo tonico-stimolante che fortifica le difese immunitarie riattivando il terreno endocrino e metabolico. Il gemmoderivato ottenuto dai semi di Betula verrucosa invece agisce poderosamente sulle funzioni di adattamento allo stress mentale supportando il nostro sistema nervoso nei momenti di maggior dispendio dovuto a surmenage di tipo intelletivo, da iperlavoro o studio.

La Linfa di Betula verrucosa, prelevata all’inizio del mese di marzo con metodi rispettosi dell’albero, apporta nutrienti in grande quantità tra cui aminoacidi (glutamina, citrullina, acido glutamminico, isoleucina, valina, asparagina), derivati salicilati, vitamina C, fruttosio, flavonoidi, tannini, sali minerali (calcio, silicio, potassio, sodio, magnesio, ferro, zinco, rame, manganese), oligoelementi in forma ionizzata perciò altamente bio-disponibili la cui azione antiradicalica risulta efficace nell’attivare i processi di difesa e detossificazione a livello cellulare, determinando un’azione tonica di supporto allo stato di benessere generale già determinato dalle proprietà depurative e drenanti.

Addentrarsi nel 2018 passeggiando in un bosco di betulle potrebbe essere un’esperienza unica e coinvolgente, chiudete gli occhi e per un attimo immaginate: i raggi del sole penetrano tra le foglie, si riflettono, moltiplicati dalle cortecce bianche, illuminando irregolarmente tutti gli angoli del bosco mentre già pervasi dalla forza e dalla leggerezza avanziamo danzando il rinnovamento nella gioia e nella fluidità!

Buon proseguimento per un luminoso 2018… Sognando una Primavera di rinnovamento e rinascita!

Alle radici dell’Albero del Grembo

di Lucilla

Di fronte ad una proposta così speciale come un preparato per la cura dell’ombelico è necessario e piacevole raccontare ancora qualcosa sul come è nato e come lo si usa. Bene, mi piace innanzitutto cominciare col ringraziare tutte le persone, e sono tante e per lo più donne, da cui ho raccolto vari pezzetti fatti di idee, sollecitazioni, conferme, pensieri liberi che passano fra un abbraccio e una risata. Voglio ricordare Gloria, per esempio, che per prima mi ha messo questa pulce nell’orecchio:” Perché non fai un balsamo da usare per l’ombelico?”…e già da qui si è aperto un mondo: prendersi cura del proprio corpo in modo consapevole, ricordando che dietro un semplice gesto si racchiude un rituale capace di fortificare consapevolezze, concetti e comportamenti.

L’ombelico: zona importante, carica di storia, centro di quel grembo attorno al quale si dipana la vita.

L’ho visto un gesto pieno di vera cura di sé, da compiere in silenzio o senza i bagliori di mode o di quelle promesse che snaturano il corpo e le sue stagioni. Stare nel proprio grembo, nella propria pancia, ascoltarsi con gli occhi pieni del ritmo dell’universo, ingranditi dalla faccia della luna. Da questo momento di intimo contatto non ho visto nessuna pancia esclusa tranne quelle che crescono in sé un’altra vita. Per ogni donna, mestruata o in menopausa, tornare con attenzione sul proprio centro è come tornare a casa, lo si può fare in ogni stagione.

Un grazie alle donne coraggiose del seminario di Donna-Terra con Gabriella Turci: in un week end di danza ed esperienza nel bosco ho trovato l’ardire di proporre il balsamo, ancora un po’ grezzo nella sua formula e nei suoi intenti. La proposta è stata accolta con interesse. Sembrava di aver risvegliato un ricordo profondo, un’ antica usanza; era come dar forza a quello per cui ci si stava incontrando, ovvero curare il proprio corpo per curare la terra.

Un grazie di cuore a Zoè, che con la sua fiammella di pura luce chiara ha rotto i miei indugi, mi ha vestita dei suoi abiti e mi ha stimolata a partire per questo viaggio. Con la sua arte e bellezza, Zoè porta onore e nutrimento alla natura femminile nella sua essenza.

Grazie anche a Giulietta, che con la sua conoscenza medica illuminata da materna umanità mi ha istruita su come la cicatrice ombelicale sia in speciale contatto con il sistema nervoso. In particolare raccontandomi di studi che hanno messo in luce che applicazioni di mediatori del sistema nervoso centrale (acetilcolina e noradrenalina), posti in microinformazione sulla pelle a livello ombelicale, sollecitano l’ipofisi.

Il balsamo per ombelico è diventato l’espressione di 4 fasi che sono quelle del ciclo della donna, della luna, delle stagioni, e possiamo vederle rispecchiate ovunque. Mi è piaciuto fare riferimento alla luna perché macroscopicamente è il modo più semplice di ammirare stampato nella volta celeste lo stesso ritmo che ha il nostro corpo. Se guardiamo come la faccia della luna cambia nell’arco del mese abbiamo un esempio di quello che succede nel nostro grembo. Non per questo deve esserci sincronicità fra i due movimenti. Ma possiamo dire che capisco meglio quello che succede “nella mia pancia” con pre ovulazione, ovulazione, post ovulazione e mestruo, perché la luna me lo raffigura con la stessa cadenza. E poi l’albero, coi suoi ritmi fatti di gemma, fiore, seme, radice. E’ lo stesso ritmo che partorisce la Terra.

Una sera la luna piena fissò il suo sguardo nel mio e fra le chiome alte dei pioppi nacque in me questo canto:

“Nel grembo di ogni donna è descritto un albero che ciclicamente si rinnova e cammina coi ritmi della luna”.

La particolarità e la scelta degli ingredienti è la ricerca dei messaggi, simboli e vibrazioni di fiori e piante che risuonino con la fase corrispondente. Così è partita la formulazione.

In una base comune di burro di Karitè e oleolito di Iris energizzato con la luna piena, profumano Rosa e Gelsomino. La Rosa si prende da sempre cura dell’anima attraverso il corpo, mentre il Gelsomino scalda la sensualità ed il piacere ; entrambe infatti sono piante che ci aiutano ad entrare nello spazio sacro della fisicità.

In questa base già di per sé significativa sono disciolti Rimedi floreali e un estratto che racchiude il messaggio dell’albero. Per ogni fase è stato scelto un albero simbolo: la Betulla, Il Melo, il Tamerice e il Salice.

Nella Luna crescente, la fase della gemma, della primavera, della pre-ovulazione, abbiamo la Betulla, albero aggraziato legato alla giovinezza, al rinnovamento, al cominciare le nuove cose; alle vergini dalla bellezza diafana e celeste. La luna crescente a cui corrisponde nel corpo la fase della pre-ovulazione è il momento in cui all’interno dell’ovaio il follicolo matura, producendo estrogeno che stimola i tessuti del seno e dell’utero. Siamo propositive e coinvolgenti, con grandi energie di espansione, molto proiettate all’esterno e visibili, gaie e terrene, aggraziate e sensibili. Questa espressione è avvalorata dalla gialla Primula col suo alito di leggerezza e purificazione che ci incoraggia a tirare fuori senza indugio la nostra “fanciulla” interiore.

Questa crescita arriva ad un compimento: la Luna rotonda in cielo, l’estate, il fiore, e, nel miracolo del nostro grembo, l’ovulazione, la pienezza che sboccia dal follicolo che si apre e nella sua rotondità l’ovulo lascia l’ovaio che viene attirato a sé dalla parte terminale delle tube di Falloppio. Lungo questo sentiero potrà esserci l’incontro con l’altra metà, e per celebrare questo, tutto è nella pienezza: la produzione di ormoni, il letto del nostro utero e la fanciulla che diventa donna, regina compiuta, splendente, piena e madre. A celebrare questa fase di rotondità e fecondità è il Melo, l’albero che incarna la pienezza, che benedice la triplice divinità femminile, che porta il frutto dell’Eternità, che nutre i corpi di vita e gli animali di prosperità. Ci sentiamo passionali, magnetiche, capaci di accudire e nel rosso di Melograno e Ibisco sosteniamo il ritmo caldo della pienezza e, se lo desideriamo, del concepimento. In questa fase siamo consapevoli del nostro valore che è frutto del rispetto che abbiamo saputo avere per tutto l’intero ciclo e dei suoi diversi aspetti. Siamo complete ed esposte perché abbiamo riconosciuto e poi attraversato senza indugi tutti gli spicchi della nostra ciclicità.

Il ritirarsi della luce, nella Luna calante, riflette il ritirarsi delle energie nella fase pre mestruale o post ovulatoria. Il corpo luteo degenera, lo strato di umidità e terra fertile della nostra matrice si assottiglia, i livelli di estrogeno e progesterone scendono; il fiore perde colore e profumo e nel trasformarsi in seme riprende i toni dell’autunno e i colori della terra. Il movimento non è più compiuto verso l’espansione al cielo ma si ricurva per ritornare al suolo. Siamo nel colore bianco come sintesi di tutto ciò che comprende la gamma dei colori che siamo state. L’albero è il Tamerice, simbolo delle cose semplici. Umile pianta che consolida il terreno, che nutre il sangue, che sfida il deserto ed il sale. Siamo nell’essenziale, nella via del ritorno, nel momento in cui si riconosce solo ciò che serve davvero e il resto lo si lascia indietro o lo si ridona alla Terra. Siamo pronte a creare e a distruggere, padrone del caos. Siamo assorte e sognatrici, un po’ pericolose e sensuali come le incantatrici. Per armonizzare questa fase un po’ cruda oltre alla solidità del Tamerice, il balsamo ci porta ispirazione con l’Iris e la magia della Salvia sclarea, capace di purificare e renderci collegate ai nostri sogni e alle cose non manifeste.

La Luna oscurata, la radice dell’albero, il silenzio dell’inverno sono aspetti identici della fase mestruale. Con il sanguinare ripartiamo dall’immobilità del mondo interiore con la gestazione di un nuovo ciclo accolto dentro la terra. Con il mestruo siamo nell’ascolto profondo, ritirate dal mondo (la Luna sparisce dal cielo); siamo nel blu della conoscenza femminile che è indicibile; stiamo con le radici nella Terra. L’Albero-simbolo di questa fase è il Salice bianco: argentato, silenzioso e forte. Nei secoli è stato associato alla luna e alle qualità femminili, alle divinazioni attraverso l’acqua, alla medicina e alla magia. Uno dei nomi più antichi di Salice è Helike, che coincide con un nome della Dea madre. Le arpe celtiche erano costruite con i salici così come i contenitori, i vasi, i recipienti. Il Salice protegge il contenitore della vita, cioè l’utero, durante la fase delicata e potente del sanguinamento. Il Salice ci aiuta ad essere una sola cosa con il nostro ciclo, ad accogliere la Luna ed il potenziale femminile che è la musica di questo ritmo. E poi sull’acqua si è posata la Ninfea (il cui rimedio troviamo nel balsamo) che ascolta le profondità e le sboccia al cielo, che nasconde con le sue foglie la vita segreta degli stagni affinché nessuno sguardo indiscreto possa disturbare la strega.

Questi balsami sono stati accolti con impressioni positive di molte donne di tutte le età, che scoprono il piacere di curare ed onorare una bellezza significativa attraverso questo semplice gesto di centratura e ascolto, di sintonizzazione e scoperta della loro propria essenza.

GRAZIE allora a tutte le donne moderne, giovani e anziane, che benché acciaccate, deluse o stanche, con i loro cicli scarsi o indotti, con gli uteri fibromatosi o retroversi, con dismenoree, cefalee o difficoltà ad accogliere la vita, smarrite in un cielo che non sanno più leggere, ripartiranno con un piccolo gesto di dedizione, ad accogliersi e a scoprire la linfa che scorre nell’albero del loro grembo. Non finirò mai così di ringraziare tutti i cuori, gli ombelichi e occhi di donne, alberi e fiori che si sono incrociati ai miei per questa danza; e pure i cuori, le menti, i piedi e le mani di uomini che hanno saputo riconoscere le donne che, vere, hanno ripreso a danzare al loro fianco.

 

L’Albero del Grembo 

Balsamo per Ombelico

4 vasetti da 7 ml

in un prezioso cofanetto

di cartone.

Dalla Raccolta alla vostra tazza

di Rosa

QUALE CALOROSO RITUALE “TI-SANA” DAI MALANNI DI STAGIONE ?

Per coloro che non se lo sono mai chiesto:

vita e segreti delle Tisane di Remedia, dalla raccolta alla vostra tazza.

 

Durante la stagione autunnale e invernale siamo naturalmente più attratti e coinvolti dall’amorevole e calda consolazione di una buona tisana.
Le ore di luce e il calore sono diminuiti, perciò anima e corpo rivivono nella tisana un momento di vero ristoro: l’aromatica e vaporosa scia che l’infusione, disegna nell’aria, riporta dentro di noi il respiro stesso delle erbe, rivestendoci della loro stessa aura rituale, un momento da godersi in solitudine ma altrettanto magnifico da condividere con altri. Pensate a quando si versa la tisana nelle tazze dei presenti a quell’attento silenzio che si crea.

Non è come fondersi insieme nella reciproca e profonda esigenza, che è il dare e il ricevere, accoglienza e calore?

Tenere una tazza fumante tra le mani parla direttamente al cuore ed evoca l’immagine archetipica del focolare domestico.
Lucilla insegna : “Scandire il ritmo rettilineo di una giornata d’azione con piccole bolle di sferica calma assaporando una calda ti-sana è una forma di sacro godimento che aggiusta l’esistenza, che concilia lo scorrere del tempo veloce e appaga il cuore e l’animo”.

A Remedia, forse ormai lo sapete, effettuiamo la raccolta delle piante quando il tempo balsamico della pianta stessa suggerisce di farlo, seguendo i precetti della tradizione caldea. Scegliamo di fare questo per captare, durante la raccolta, tutti i talenti terapeutici e simbolici, delle nostre sorelle vegetali quando ci sorridono splendenti sotto i raggi del sole mattutino, non appena la rugiada è completamente evaporata dai loro verdeggianti e fioriti corpi.

Pensate un po’, durante la fase di Luna crescente, meglio se ascendente, raccogliamo la parte aerea della pianta, nei giorni in cui la Luna transita in segno di Acqua mentre le parti fiorite quando la Luna transita in un segno di Aria.
Queste accortezze traducono al meglio nei corpi vegetali informazioni, influssi ed impulsi celesti, riuscendo a rendere preciso e oculato anche il più semplice gesto della raccolta arricchito da questa scelta di ascolto empatico che, Lucilla ed Hubert, insegnano a tutti noi Remediani a nutrire nei confronti delle forze cosmiche invisibili e dell’Universo.

Lo sento vero, come un gesto di rispetto delle leggi che risiedono nei vari regni e nei diversi popoli, poiché penso che anche il regno vegetale e lo stesso popolo delle piante, apprezza ed è onorato, quando coloro che giungono in visita da un altro popolo e da un altro regno, si presentano mostrandosi desiderosi di conoscere al meglio quelli che sono gli usi, i costumi, i ritmi e i segreti che la natura ha riposto nella loro individualità.
Con delicatezza potremmo così trasportare nella nostra raccolta proprietà molto più sottili, che esulano dai più noti principi attivi, offerte in dono da ciascuna pianta. Apprendiamo a coltivare gesti che danno forza e valore, non solo al raccoglitore, ma anche a tutti i fruitori del raccolto. Muoversi alla luce di questi ritmi cosmici, portando con noi l’antica conoscenza, ci rende umili e aperti, raccoglitori in connessione con la terra e con il cielo.
Terminata la fase della raccolta, quanto prima ci rechiamo nel luogo di essiccazione con tanto più gusto beneficeremo delle proprietà delle nostre future infusioni.
Il luogo per l’essiccazione è obbligatoriamente all’ombra, all’asciutto e il più possibile ventilato.

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La prevenzione comincia dall’Anima…

di Rosa

…anche in Autunno!

Salute a tutti Voi grande popolo della prevenzione e benvenuti in questi giorni di Equinozio!

Stiamo transitando dall’estate all’autunno, dal 20 al 23 settembre celebriamo il perfetto equilibrio tra la Luce e l’Ombra, stesse ore di luce diurna e notturna.

Ben bilanciati e con il Cuore denso di gratitudine verso l’estate appena finita, i raccolti stivati, trasformati, preparati per la conservazione nelle dispense.

Ringraziare la Madre Terra non è solo propiziare gli Dei e le energie cosmiche affinché ci proteggano e facciano tornare presto la primavera ricca di Vita. Ringraziare è anche sentirsi ricchi, protetti, degni e al sicuro. Dimorare senza paura nell’Energia del Cuore, fiduciosi e saldi al proposito, quello con la “P” maiuscola.

A mio avviso la prevenzione intelligente deve avvalersi di saggio ascolto e auto-osservazione. Prestare attenzione alla parte di noi che nella sua suscettibilità rende il terreno individuale maggiormente fertile alla malattia, può davvero fare la differenza.

La prevenzione comincia dall’Anima ed è un atteggiamento, non lo scordiamo, di tutela della Vita e conseguentemente della Salute collettiva.

Ancorarci al nostro seme interiore (il Progetto o l’Intento) e nutrire per Lui energie di protezione e di salute contribuisce a dare forza a Noi ma anche ad armonizzare il nostro operato con il resto del mondo!

Secondo l’Arte dell’Antica Medicina, in questa stagione abbiamo un organo e un viscere che in prima linea si aprono alle energie cosmiche e sono polmone e intestino crasso. Secondo i saggi cinesi il polmone era correlato all’energia della riflessione, del bilancio interiore, della perdita e del distacco, in primis, dall’estate cioè dalla pienezza passata ricca di fervente attività e socialità. Un movimento che porta nell’interiorità e all’entrare in forte empatia con l’altro al di là della leggerezza estiva, che se non ben equilibrato può sfociare in tristezza, somatizzazioni, calo delle energie difensive, dei confini individuali.

Un possibile retaggio del passato. Non dimentichiamo che per i nostri avi il passaggio del sole in bilancia cioè i giorni dal 20 al 23 settembre, segnavano davvero il tempo del “bilancio” cioè stipare i viveri raccolti e avanzare verso una stagione buia e fredda, senza luce elettrica e riscaldamento. Perciò la tristezza, l’incertezza e la paura della morte erano le emozioni predominanti specie quando le scorte si assottigliavano! Continue reading

E’ tempo di… vaccinazioni naturali

di Hubert Bösch

Quest’ultimi mesi si è parlato molto di vaccinazioni e a sentire i mass media l’unica possibilità che abbiamo per stare in salute è vaccinarci contro tutto e per tutta la vita. Questa campagna di disinformazione, dietro alla quale ci sono fortissimi interessi economici, si basa su una concezione della salute alquanto strana: il sistema immunitario non è in grado di proteggerci da malattie banali. Viene da chiedersi come l’uomo sia riuscito a sopravvivere per centinaia di migliaia di anni con un tale sistema immunitario. Quando fame e mancata igiene creavano situazioni ben peggiori di qualche virus che saltella da una persona all’altra, come insegna la Lorenzin.
E’ vero, oggigiorno fattori come stress, inquinamento e uno stile di vita lontano dalla Natura indeboliscono le difese. Ma sicuramente non al punto da essere in balia di ogni germe. I bambini di oggi si ammalano molto più spesso rispetto a 60 anni fa, nonostante le vaccinazioni. Non potrebbero essere proprio queste a indebolire il sistema immunitario o a impedire il suo sano sviluppo? La Natura ha previsto un “piano vaccinale” geniale e perfetto che funziona a meraviglia. Vediamo come lo possiamo assecondare e sostenere.

Il sistema immunitario

La descrizione del sistema immunitario è, qui, necessariamente sintetica e semplificata, trattandosi di una sofisticata struttura di difesa, organizzata su vari livelli e con diversi tipi di attori che in caso di necessità entrano in azione. In linea di principio si distingue tra il sistema innato e quello adattativo. Il sistema innato fornisce una risposta massima immediata, ma non specifica, mentre quello adattativo fornisce una risposta specifica contro certi patogeni, ma al primo contatto solo dopo un certo lasso di tempo. Tuttavia ha il pregio di conservare una memoria che permette di riconoscere il patogeno e attivare velocemente la difesa specifica in caso di nuovo contatto.

Il sistema immunitario innato inizia da vari tipi di barriere che hanno il compito di impedire l’entrata di patogeni, di catturarli ed espellerli prima che entrino in circolazione. Sono per esempio le sostanze antimicrobiche secrete della pelle, il muco che cattura i patogeni e lo starnuto o la tosse che li espellono. Le barriere possono essere meccaniche, chimiche e biologiche. In caso di infezione il sistema innato attiva una risposta infiammatoria che serve ad aumentare il flusso sanguigno e attirare certi tipi di cellule di difesa. Invece la parte che neutralizza ed elimina i patogeni viene chiamata sistema di complemento che è capace di produrre una risposta veloce e mirata, grazie a una serie di cellule che hanno compiti specifici.
Il sistema adattativo è costituito da linfociti che hanno ricettori per riconoscere obiettivi specifici. I linfociti del tipo B producono anticorpi che riconoscono e si legano agli antigeni, permettendo l’eliminazione dei patogeni. Si chiama adattativo perché in seguito a un contatto con un patogeno si formano linfociti a lunga memoria che intervengono subito, se l’agente viene rilevato nuovamente, procurando una risposta veloce e forte. La memoria rimane per tutta la vita dell’organismo ma solo in caso di infezione naturale. Non è così con la vaccinazioni, in questo caso l’immunizzazione rimane solo per un limitato lasso di tempo.


Il sistema immunitario ha un compito molto vasto che non si limita all’uccisione e all’eliminazione di germi. Deve riconoscere ed eliminare tutto quello che è nocivo per l’organismo, perciò anche sostanze tossiche, cellule danneggiate o alterate, comprese quelle tumorali. Per esercitare bene il suo compito ha bisogno di formarsi tramite allenamento ed esperienza nei primi mesi e anni di vita. Poi durante tutta la vita ha bisogno di essere mantenuto efficace tramite uno stile di vita e abitudini sani.

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Memorie di un con-tatto… a fior di pelle

di Rosa

«È attraverso la pelle»

scrive l’antropologa Asley Montagu

«che diventiamo esseri in grado di amare».

Fin dalla primissima cellula uovo che ci sospinge nel cosmo come unica ed irripetibile scintilla divina, sono presenti in noi MEMORIE. L’unico senso di percezione cui disponiamo sin dal concepimento è il tatto, perciò sulla pelle sono disegnate, scritte, sfumate ma comunque riportate e trattenute tutte le nostre memorie esperienziali e le emozioni che le hanno accompagnate, a iniziare dalle “memorie del grembo”, alle quali continueremo per tutta la vita a far riferimento, più o meno consapevolmente, nell’esprimerci e nel comunicare anche da adulti.

La pelle è il manto che racchiude il concetto originario di “Fiducia”, premessa di ogni atteggiamento positivo verso gli altri, capacità di identificazione con la collettività, presupposto principe di ogni forma di fusione con l’altro, cardine di Amore e di Impegno sociale.

Le primissime esperienze comunicative che apprendiamo si servono solo ed esclusivamente della pelle e quindi del tatto, il tatto nella vita do ognuno di noi, qui e ora, risveglia la memoria delle prime “onde di pressione”, impressioni cioè ricevute dal tocco amniotico sulla pelle quando eravamo embrioni: un tutt’uno fatto di suoni interni ed esterni dalla voce di nostra madre, il ritmo del suo battito cardiaco,le prime variazioni della danza amniotica date dal variare delle sue emozioni, ecco il primo complesso involucro mappatore di un gioco di pressioni riflesso unico perché individuale , orme preziose che la nostra pelle non ha mai più dimenticato. Si chiamano memorie autoplastiche, o memorie del grembo: una culla piena di racconti, di preziosi contenuti, in cui la nostra coscienza può attingere per ampliare la Comprensioni, trovare risposte sono le nostre radici e il nostro germoglio, sono le emozioni legate a vissuti che diventano nostri a prescindere dal fatto che non lo siano, energia Impressa fatta di antichissimo ascolto, energia primigenia che portiamo impressa perché non-espressa ma che ci ha sommerso per lunghi mesi nel mondo delle acque che le veicolava al nostro sentire. La possibilità di ricontattare queste memorie porta con sé quella di liberarne il potenziale energetico, portandolo ad espressione, come insegnano le parole di Luisa Sperandio, MusicArt terapeuta nella “Globalità dei Linguaggi”.

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